Non voglio niente che non sia reciproco.

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@polveredimare
Non voglio niente che non sia reciproco.
“Mi piace perchè fa lo scemo, perchè senza nemmeno impegnarsi mi fa sorridere e non mi fa pensare a nient'altro. E forse non è perfetto, ma tanto nessuno lo è. E a me piace così, con i suoi difetti e le sue cose strane.”
— Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
“Ma io sono pazzo di te, sempre di te, sempre allo stesso modo. Più mi giro, più ti vedo, più mi sposto, più mi cadi addosso. Ti amo, ti ho amato da subito, anche in tutto il tempo in cui sono stato preso da altro, ho finito di farmi andare bene qualcosa che non ho mai accettato fino in fondo.”
— Massimo Bisotti
Amarti in silenzio forse non mi basta più.
Isabel Celima
Ti capita mai di piangere per un motivo stupido, per poi scoprire che in realtà piangevi per tutte le volte che non hai potuto?
The V&A café is the best museum café ever
È un periodo in cui la solitudine, il silenzio, mi creano confusione nella testa, nello stomaco.
Sento cose che non dovrei sentire, che non vorrei sentire, come il mio poco coraggio che getta la spugna, o i miei sogni che smettono di brillare.
Sento di cadere, di essere scivolata in un buco senza fondo, e forse la cosa peggiore è proprio il vuoto.
Vorrei almeno schiantarmi, sentire quel picco di male che mi darebbe la forza di continuare, di riprendermi, di alzarmi e di farmi il mazzo come sempre, ma non sento nulla, solo paura, freddo e la pesantezza di tutto quello che mi circonda.
È stato così veloce che non l'ho nemmeno capito di star per deludermi, di star per deludere tutti.
Ho iniziato a piangere, i polmoni bruciavano, gridavano più forte di quanto potessi immaginare, volevamo aria, io volevo calma. Non volevo andare più in basso, non volevo chiudermi! Non dovevo darla vinta questa, dovevo alzarmi la mattina e fare tutto come sempre, ma non voglio vedere altro posto che non sia la mia camera, la mia casa, altre persone che non siano la mia famiglia, ma non me stessa.
Questo senso di vergogna, di inadeguatezza si dirama nelle vene, mi soffoca, non mi lascia capire cosa devo fare. Vado nel panico, non ne esco.
Chiudo gli occhi, ma ci ripenso.
- da @ineedyouandhug
vivere con l'opprimente sensazione di essere nel posto sbagliato, di sprecare i miei giorni destinati a non assistere a nessun cambiamento. È davvero troppo stancante provare ad essere qualcuno. È davvero troppo stancante volere qualcuno. È davvero stancante volere dire qualcosa e non trovare i mezzi per farlo, sapere di valere qualcosa anche quando nessuno ci guarda o chi lo fa non riesce a guardarci abbastanza a fondo.
-Antonio dikele distefano.
Mi dissocio dal genere umano se il genere umano non sa amare un fratello, quale che sia il colore della pelle, l’orientamento sessuale, politico, religioso, persino sportivo. Ciò che è “diverso” minaccia di rompere il nostro equilibrio, le nostre certezze, le nostre vite perfette. E non mi si venga a dire che “abbiamo già troppa delinquenza in casa” perché questo esprime già un giudizio a priori. Il “nostro” marcio ce lo siamo tenuto stretto, lo abbiamo coltivato, fatto crescere finché non è diventato “sistema” e ce lo continuiamo a tenere e ne godiamo i frutti, ci è sempre andato bene tutto purché non ci arrecasse pregiudizio, ma lo abbiamo sfruttato, fosse anche solo per avere “un buon posto”. L’evidenza che molte cose siano gestite male non giustifica ai miei occhi la “disumanità”, l’odio, la “guerra tra poveri”. Mi rifiuto. La storia… la storia ci insegna che l’odio non ha portato nulla di buono, mai.
Il mondo vada avanti come vuole.
Io mi dissocio.
Elisabetta Barbara De Sanctis
E visto che il video che avevo condiviso è stato rimosso da youtube, lo rimetto qui: “La notte poco prima della foresta” di Bernard-Marie Koltès recitato da Pierfrancesco Favino
jalilnajafov on ig
Smettila di sorridere così, che mi fai venire voglia di baciarti, e non posso.