Ti hanno hanno mai fatto sentire brutta? E come ci si deve comportare?
Le persone possono farti sentire brutta in più di un modo.
Possono scriverti “grassona” sul banco di scuola, nel retro del tuo quaderno, contro le mattonelle bianche dei bagni, e tu, accecata dalla rabbia, dal dolore, inizi a prendere a pugni il tuo nome, e la lista di insulti scribacchini affianco, fino a romperti le nocche, cancellandoli col tuo sangue. Eppure rimangono lì. Come se fossero stati assorbiti dalla tua pelle. Ti si appiccicano addosso. Cerchi di lavarti le mani, di mandare via quel rosso vischioso, scivoloso, che ti impegna le narici di ferro, che ti si conficca sotto le unghie, che ti si incrosta sui polpastrelli. Strofino forte fino a farti di nuovo male. Ma quella sensazione di essere sporca. Di avere scritte sul corpo. Di avere aggettivi che pesano, dandoti l’impressione di sprofondare, di precipitare continuamente, non riesci più a mandarla via.
E ti rendi conto che quelle parole, anche se erano solo scritte, anche se era solo un pennarello nero, anche se era solo un bagno di scuola, non riuscirai più a lavartele.
E ti faranno piangere, quando ti ritroverai sola in un camerino a provarti un vestito, vergognandoti al punto da non uscire per mostrarlo alla tua amica. Perché hai paura che anche il suo volto venga attraversato dalla stessa smorfia di disgusto che sta modellando il tuo volto mentre fissi il tuo riflesso. Ti farà piangere quando la zip dei tuoi jeans preferiti non si chiuderà più. E ti sentirai brutta.
Il ragazzo per cui hai una cotta dice che non sei abbastanza carina per lui. Non ti invita al ballo della scuola. A mangiare la pizza. Ti ripete che è meglio restare amici. Ma a te non va bene. Vuoi di più di un’amicizia e ti dai la colpa se la vostra relazione non potrà nascere. Perché è colpa del tuo aspetto. E smetterai di credere a tuo padre, quando guardandoti ti dirà, sorridendo che sei bellissima. Smetterai di lasciarti scattare delle foto da tua mamma, convinta verrai male. E ti senti brutta. Brutta per davvero.
Confessi una tua debolezza. Scoprono una tua paura. Ignorano la tua idea. Ridicolizzano il tuo pensiero. I tuoi occhi si abbasseranno, e le tue spalle si faranno sempre più curve. La tua bocca si ridurrà ad una linea tesa. Non avrai più nulla da dire, perché qualunque cosa cercherai di esprimere sai che non verrà mai apprezzata. Perché le tue idee sono scontate e i tuoi pensieri banali e nessuno ha voglia di ascoltarti. Ti spegnerai. Ti farai da parte. Diventerai piccola piccola. Inizierai a camminare sempre più al margine della strada, del corridoio, a giacchiandoti contro le pareti come se cercassi di fonderti con la tua ombra. E ti sentirai brutta. Così brutta da non aver nemmeno le parole per dirlo, perché ti hanno tolto anche quelle.
La tua migliore amica smette di risponderti ai messaggi. Non ti telefona più se non ti vede a scuola. Inventa scuse per non uscire con. Il sabato sera. Si fa così fredda quando ti avvicina. Iniziate a smettere di parlare e diventate simili a due estranee. La faccia gentile. Il cuore a pezzi. Scopri che si sta frequentando con altre persone. Un nuovo gruppo di amici. Migliori di te per certo. Più simpatici. Più pieni di vita. Che portano il sole quando entrano in una stanza. E sai che non potrai mai eguagliarli. “Non è colpa tua. Sono cambiata io. Non mi ci trovo più con te. Non sto più bene in tua compagnia”. E ti senti schiacciata. Rifiutata. Usata. Ti senti come la carta di una caramella. Tutta stropicciata. Dimenticata in una tasca di un giubbotto che lei ha smesso di indossare. E rimani cosi, come le cose che attendono il ritorno di qualcuno che amano. Emma questo qualcuno non torna. E tutto quello che provi per te è schifo. Non ti senti più brutta. Ti senti orribile.
Ogni giorno. Ogni ora. Chiunque. Può farci sentire brutte. Brutte a livello estetico. Brutte a livello psicologico. Non è difficile. Basta una frase. Una parola. Uno sguardo. Un ghigno. E il nostro cuore si scalfisce, la nostra pelle viene lacerata. E iniziamo a perdere sangue.
Sta a noi volerci bene, per prime. Sta a noi, conoscere il nostro valore e non permettere che nessuno, NESSUNO, nemmeno le persone che amiamo, lo screditi. Lo infanghi. Lo imbratti.
Noi siamo tutte nate bellissime. Ma la società ci ha insegnato a ripeterci che non siamo mai abbastanza. Che dobbiamo pretendere sempre di più da noi stessi, anche quando non serve. Che dobbiamo affidarci al gusto delle masse, e non al nostro. È falso.
Quando qualcuno ti fa sentire brutta, tu sorridi. Comprati dei fiori. Leggi qualche capitolo del libro sul tuo comodino. Sorseggia un te aromatizzato alle rose. Scatta una polaroid. Metti al massimo volume la tua canzone preferita e cantala fino a quando i polmoni non ti vanno in fiamme. Guida coi finestrini abbassati anche se fa freddo, per provare un brivido e ricordati che sei viva. Che pulsi vita. uja vita ricca e meravigliosa che deve essere vissuta al massimo, senza limitazioni.
Indossa quel vestito. Mettiti quel rossetto. Legati in quel modo i capelli. Cammina per la strada come se stessi danzando su una melodia che solo tu puoi sentire. Sorridi agli sconosciuti. Mangiati la pizza tre giorni di fila. Vivi. Vivi vivi vivi, a dispetto di quello che possano dirti I far credere gli altri.
Il potete della tua vita è nelle tue mani, non nelle loro. Sta a te decidere come scriverla.
E niente piango....















