eSports e Gamer stipendiati
“Essere videogiocatori paga.” Magari la maggior parte degli italiani storcerà il naso di fronte a questa frase, ma chi si intende di eSports (Electronic Sports) saprà di certo che non è poi un’affermazione così assurda. L’eSports infatti include tutti i giocatori di livello professionale che gareggiano a livello competitivo con altre squadre, proprio come gli atleti di qualsiasi altro sport. La nascita di questo evento si deve alla nota azienda di videogiochi “Atari”, organizzando per la prima volta un torneo di Space Invader che raggiunse la cifra di 10.000 partecipanti; nel 2014 Rob Pardo propose di promuovere l’eSports a disciplina olimpica (e così sarà dal 2022) , richiedendo un allenamento sia fisico che mentale seguito da trainer professionisti.
Torneo eSports organizzato dalla ESL (Electronic Sports League) del videogioco online più giocato al mondo, League of Legends
Immagine di Wikipedia in CC
Nota di merito va alla celebre App di Streaming Online Twitch.Tv che permette a qualsiasi persona di farsi conoscere nel game competitivo attraverso live in cui dimostra le sue capacità di fronte a numerosi spettatori, che possono anche decidere di supportare il lavoro dello streamer con donazioni o abbonamenti che forniscono determinati privilegi (oltre alla possibiltà di finanziarlo gratuitamente se si possiede Amazon Prime). La piattaforma presenta qualsiasi gioco disponibile online (e non) e permette di catalogare gli streaming per numero di spettatori o per provenienza, consentendo all’utente di salvare tra i preferiti i giochi e gli streamer da lui maggiormente seguiti.
TwitchTV, la piattaforma di Streaming appartenente ad Amazon.
Foto di dominio pubblico
La Corea del Sud, patria dell’eSport, ha creato un vero e proprio business attorno i suoi beniamini videoludici, tanto da riconoscerli come atleti a pieno titolo e renderli famosi con manifesti e pubblicità televisive. Basti pensare che vengono realizzate apposite strutture per ospitare i gamer, dette Gaming House: abitazioni in cui i videogiocatori si allenano in squadra ai propri compagni per diverse ore al giorno durante tutta la settimana.
E l’Italia? Muove i primi passi vero lo sport elettronico, organizzando quest’anno (per la prima volta) una squadra che proverà a competere a livello mondiale nel celebre gioco online Overwatch, che ha deciso di organizzare una lega del tutto simile a quella della NBA. “Ogni giocatore che riuscirà ad entrare nella Overwatch League riceverà uno stipendio annuale di “50.000 $”. Questo potrebbe essere il primo grande passo dell’Italia verso L’eSports.
Fonti: Sportnews e conoscenze personali
Nabjyot Singh Saini









