mantra da ripeterti ogni volta che incontri qualcuno:
“pensi davvero che questa persona possa portare una crescita e un miglioramento nella tua vita?”
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mantra da ripeterti ogni volta che incontri qualcuno:
“pensi davvero che questa persona possa portare una crescita e un miglioramento nella tua vita?”
Da piccola ero una gran rompicoglioni, ora le cose sono cambiate……
Non sono più piccola
in che senso il mondo non gira intorno a me
Un anno fa la mia vita mi sembrava finita, la mia relazione era tutta la mia vita e non solo non funzionava, ma mi sembrava che a non funzionare più di tutto fossi io. Una vita finora passata a sentirsi dire che “non vai bene così”, che sei “sbagliata”. Secondo chi? Secondo quali canoni? Semplicemente avevo intorno le persone sbagliate
Mi sembra di avere una vita nuova. Mi sembra che tutto quello che nel passato mi aveva fatto soffrire e quel dolore che mi sembrava insormontabile, stia lentamente svanendo. Ma noi chi siamo senza il nostro dolore? Chi siamo senza il nostro fardello? Come si fa a ricominciare da capo, a sentirsi nuovi in un corpo comunque già vecchio e malconcio?
Forse non interesserà a nessuno ma questo è il mio spazio e ho bisogno di farlo sapere a tutti perché è una cosa più grande di me. Nella mia vita ho sempre incontrato persone che non si sono fatte problemi nell'usarmi o nel farmi sentire sbagliata o nel torto quando non lo ero. Fin da piccola mi sono sentita dire che avevo qualche kg da perdere nonostante fossi come tutte le altre bambine, qualche anno fa credevo di essere innamorata di un ragazzo che mi usava per scoprire la sua sessualità (non sapeva se essere etero o no ed io ero in qualche modo la sua cavia) e successivamente un altro ha intrapreso una storia con me da fidanzato promettendomi cose che non si sono mai avverate. Ne ho tante altre di storie così in realtà. Il nucleo del discorso è che, fin da sempre, ho avuto una concezione strana dell'innamoramento. Io pensavo di essere innamorata di queste persone soltanto perché mi davano delle attenzioni, le quali io necessitavo perché la mia famiglia sotto il punto dell'affetto scarseggia un po'. Così la mia vita è sempre andata avanti tra rapporti falsi o forzati da altre persone con una me molto spaesata e confusa che credeva di avere il mondo in mano. La verità è che quando siamo giovani pensiamo di sapere tutto, cresciamo e abbiamo voglia di provare tutto, avere ogni cosa subito, troviamo un po' di interesse e lo chiamiamo amore. Ma l'amore si comprende piano piano, si assapora lentamente e si forma dai tentativi. È una continua scoperta, una ricerca che può durare anche tutta la vita. Io sono stata fortunata. Non so se credete nei colpi di fulmine, io ho sempre pensato che fossero stati inventati per dare nuovi spunti ai film sentimentali ma mi sono dovuta ricredere. A Gennaio ho iniziato a parlare con un ragazzo. Lui era così diverso, sembrava provenire da un altro pianeta e la parte divertente è che io mi sono sempre sentita così. Abbiamo parlato giorni e giorni, io dopo la scuola e lui dopo il lavoro non vedevamo l'ora di chiamarci. Era così, e lo è tuttora, reciproco. Non era solo dare o solo ricevere. Era entrambi da entrambe le parti. Ogni giorno scoprivamo di avere sempre più cose in comune. Assurdo. Poi ci siamo visti. Era il 7 marzo e mi tremavano le gambe da morire. Abitiamo a 406 km perciò non sapevo nemmeno se lo avrei riconosciuto. Qualche minuto dopo ci stavamo baciando. Faceva freddo ma non mi importava. Ero fra le sue braccia e andava bene così. Da quel giorno ho avuto la conferma, era lui. So cosa state pensando ora, che sono troppo giovane e che cosa potrei saperne io? Ma, se vi è capitato, potete capirmi. È una cosa che non so nemmeno se è una cosa in realtà ma te la senti dentro. Nasce dentro di te ed è sempre più grande finché hai bisogno di dirlo al mondo intero perché sei così felice. E io sono così felice. Da quel giorno abbiamo iniziato a vederci per settimane, giorno e notte.
Lui si chiama Nicola e anche se è uno dei nomi più comuni del mondo lui è così speciale. Dirlo è banale, lo so. Ma visto dai miei occhi lo è così tanto. Non mi stancherei mai di guardare i suoi bellissimi occhi azzurri. Me li ricordo quando mi fissavano la prima volta.
Nicola, non te l'ho mai detto perché odio le cose dolci, ma sei il mio amore. L'unico e il più bello che potesse mai esistere su questa terra. Galassia. Non lo so sei tu quello a cui piacciono queste cose scientifiche fisiche strane. Io sono quella umanistica del passato remoto e il passato prossimo. Cose inutili. Ma posso dirti che sei la mia galassia. Stella. Mondo. A volte mi guardi e mi chiedi se sono sicura di volere stare sempre con te ma la realtà dei fatti è che io ho una paura fottuta di perderti. Non sei tu a perdere me. Ed ogni volta che te ne vai, che devi salutarmi, io piango. Anche se so che ti rivedrò dopo tre giorni o due settimane o quello che sia ma sempre poco tempo. Io piango perché quando non sono con te mi sento così vuota. Insensata quasi. E lo so che forse è sbagliato. Ma io mi sento giusta con te. Mi fai sentire amata, protetta, bene. Quando dici che mi stancherò di te e io ti dico di no e liquido il discorso con un bacio, vorrei dirti tante di quelle cose. Vorrei dirti che non posso stancarmi dell'unica persona in questa cazzo di vita di cui io mi sia mai innamorata. Dell'unica persona che mi completa. E quando mi chiedi perché ti amo e io ti rispondo che è perché sei bellissimo in realtà vorrei riempirti la testa di parole. Vorrei dirti che sei brillante, che è diverso dall'essere intelligente, che sei raro, che sei musicalmente geniale, che sei sveglio, che sei ironico, che sai prenderti cura di me, che sai amare. Che hai sofferto e sai com'è. E so che non vuoi che io soffra e che non lo farai mai. Ma nemmeno io lo farò. Nicola, non ti farò mai soffrire. Te lo giuro con il mignolo. Ci scommetto ogni cosa su di te. Ogni singola cosa del mondo. Ti amo e scrivo questa cosa piangendo perché mi manchi già. E sei andato via solo da qualche ora.
Speriamo che questa volta sia diverso.
Quanto bene fa al cuore trovare qualcuno che ti faccia finalmente respirare dopo anni che boccheggiavi?
Ritrovarsi di nuovo ad affrontare un “primo” appuntamento. Virgolettato perché diciamocelo, dal primo ne sono passati talmente tanti in mezzo che nemmeno me lo ricordo il vero primo appuntamento. Ma questo è diverso. È diverso perché ho 25 anni, è diverso perché lui è finalmente abbastanza grande da comprendermi più di un mio coetaneo, è diverso perché in ballo ci sono gioie, dolori, sesso, tutto.
Dio mi sento così stupida a volte.
Perché noi esseri umani abbiamo questo spasmodico bisogno di riporre le nostra felicità nelle mani degli altri? Perché sentirci completi con noi stessi è una cosa pressoché impossibile? Io non voglio avere bisogno di qualcuno, non voglio ridere grazie a qualcuno che mi fa ridere, non voglio sentirmi bene grazie a qualcun altro.
Io voglio stare bene da sola, essere fiera di me, avere i miei sogni, le mie ambizioni, fallire da sola e rialzarmi sola più forte di prima.
E forse, un giorno, trovare qualcuno che sia in grado di sopportare la mia forza e di sostenermi davvero, non a parole.
Ricascarci. Ricascare nel passato, per paura, per solitudine. Ricascarci miseramente. Trovarsi negli stessi meccanismi, negli stessi atteggiamenti.
Però sono cambiata io questa volta.
Non sono un oggetto, non sono una cosa lì per convenienza, una cosa da usare e quando la situazione non è favorevole abbandonare.
Dio sono così stupida, mi sento così patetica. Pensavi davvero che dopo anni cambiasse qualcosa? Che ti vedesse per come sei davvero?
Mi sento di nuovo sola, spezzata, delusa, senza la voglia di combattere. Anzi, combatto, ma per me stessa. Fanculo tutti
È possibile, amare, smettere di amare per rabbia e dopo ritrovarsi ancora più innamorati e in modo ancora più morboso? Più che possibile, è normale?? Chi detta le regole di come dovrebbe essere una “relazione tipo”? Chi decide che il lasciarsi e riprendersi in una relazione non vada bene? Preferisco arrabbiarmi, litigare istintivamente, lasciare e cambiare davvero e drasticamente le cose per ricominciare da capo come nuovi, piuttosto che continuare una monotona vita nella quale alla fine dei conti ti senti imprigionata. Non sono un uccello in gabbia, e l’amore non è la mia gabbia. L’amore deve essere il cielo azzurro che mi permette di volare, sconfinato, che mi permette di esprimermi. L’amore deve essere l’aria che riempie i miei polmoni, che mi fa sentire viva!!
Ho 25 anni, e ho iniziato a prendere psicofarmaci. Siamo nel 2020, ormai ci sono più giornate per la #mentalhealth che per qualsiasi altra cosa. Ma è strano, è strano perché, cosa è cambiato dai nostri genitori? È davvero possibile che le mie preoccupazioni oggi siano così enormi in confronto alle loro quando avevano la mia età? Prendere medicine mi fa essere più “coraggiosa” perché ho ammesso di avere un problema o mi rende più “debole” perché a questa età ho già un problema di questo tipo? Siamo nell’era dell’accettare tutto, ma nella realtà non ci sentiamo mai abbastanza accettati, e questo ci distrugge.
Credo così tanto a quell’amore travolgente, che nasce dal nulla e ti fa avere FAME di un’altra persona! È possibile aver visto (mentre lavoravo) un uomo di almeno 10-15 anni più di me, per neanche 5 minuti, averci scambiato quattro parole e una stretta di mano e pensare che quell’interazione sia stata qualcosa di più? Com’è possibile sentirsi in sintonia con uno sconosciuto o capire dal suo sguardo che ha pensato la stessa identica cosa che hai pensato tu?? Eppure sento che è successo, e molto probabilmente tra 3 giorni mi dimenticherò di tutto quanto.
Sentirsi soli. Quanto male fa? Per un po’ di tempo ti circondi di persone che occupano tutto il tuo spazio, ad un certo punto cominci a fregartene di cosa sei per loro, perché diventi dipendente dalla presenza costante di PERSONE nella tua vita. Poi tutto finisce, di colpo, e ti rendi conto non solo che quelle persone non erano tue amiche, che non ti volevano capire né accettare, ma che hai sprecato tempo, energie, cuore. Le persone feriscono, le persone deludono, e nonostante tu lo sappia, ti sentirai sola, triste, consapevole.
E loro? Felici ovviamente, circondati da persone “false”, da maschere.
È meglio essere consapevoli o stupidamente inconsci di questo? Non so rispondermi.
Giorno 0
Mi sento come se mi sentissi in colpa di quello che sto facendo. È normale che dopo 8 anni di relazione in cui hai ragionato in un modo, quando cominci a ragionarne in uno talmente opposto hai delle ricadute e stai male?? Ho dato sempre tutto di me, condiviso le cose sempre e solo con una persona perché se avevo quella persona non importava altro. Dopo, invece, la vita ha deciso di farci allontanare e mi ha fatta rendere conto del fatto che oltre a possibili amicizie e rapporti umani, avevo allontanato anche me stessa. Nella relazione esistevamo noi e lui, io pensavo di esserci, e invece non c’ero. Eppure mi andava bene! E adesso che so quanto ho lavorato su me stessa per poter essere finalmente “egoista” in modo sano, mi ritrovo ad avere dei momenti di malinconia e dire “stavo meglio e avevo meno problemi quando ero stupida e dipendente da una relazione malata”.. è normale? Non credo, ma va bene così