Non so dove sei.
E non so dove sto andando.
Ma cammino
con entrambe le cose.
C’è una parte di me
che saluta.
E una parte
che accoglie.
Una che piange
in silenzio.
E una che sceglie
di restare aperta.
Ti porto con me
senza trattenerti.
Ti amo
senza chiederti presenza.
E nello stesso spazio
lascio entrare
chi arriva,
senza chiedergli
di salvare
ciò che è sacro
proprio perché è perduto.
Il mio cuore
non è diviso.
È più vasto.
Ha imparato
che la vita
non chiede permesso.
Che a volte dà
con una mano
mentre l’altra toglie.
E che non è crudeltà.
È profondità.
Se oggi amo,
è anche grazie
a ciò che ho perso.
Se oggi sento,
è perché qualcuno
ha inciso un solco
che ora
sa contenere.
Cammino così.
Con memoria
e desiderio.
Con gratitudine
e paura.
Con un canto
che trema
ma non si spegne.
Questo
è il mio modo
di restare.
Questo
è il mio modo
di onorare.
Questo
è il mio modo
di amare.












