L’intera giornata si era depositata lentamente dentro di me. Riunioni interminabili, frasi pesate una a una, piccole frizioni che non puoi affrontare apertamente, tempi di risposta infiniti. Pazienza, sempre pazienza.
Tutto rimane sotto la superficie: una tensione continua, trattenuta, diluita, rimandata.
Ero saturo. Avevo bisogno che almeno una cosa girasse come volevo io. Impormi senza esitazioni, senza negoziazioni. Solo per sentirmi di nuovo allineato e tornare a respirare.
Non sono andato troppo per il sottile. Il mio avversario lo ha percepito subito. Si è irrigidito, spaventato. Peggio per lui.
L'ho immobilizzato fin da subito. Mi sono posizionato in modo meticoloso per non dargli spazio. Ogni volta che provava un movimento per liberarsi, aggiustavo la mia pressione e posizione per riportarlo dove non voleva stare. Percepivo finalmente la soddisfazione di avere il controllo e poter fare le cose a modo mio.
Volevo ricordarmi come funzionano le cose quando posso guidarle io. Ho iniziato a stringere progressivamente senza scatti, solo tecnica precisa. Era di nuovo - come lo era stato tutto il giorno - solo una questione di tempo. Ma questa volta il tempo lo gestivo io e non gli ho lasciato scampo. Si è dovuto arrendere. Non volevo lasciare un'altra cosa a metà, almeno questa volevo finirla fino in fondo.

















