Succede che persone con cui poteva nascere qualcosa di bello svaniscono. Quando ti ritrovi a riempire di palle qualcuno, senza pensare agli effetti che le bugie possono avere sugli altri, di certo non immagini te stessa un anno dopo davanti ad un ammasso di pixel in attesa di un messaggio, cercando di attirare l’attenzione con stupidi e insignificanti memes nelle storie di Instagram.
Provo un po’ pena per me stessa, per essermi ridotta così. Affascinata dall’idea di qualcuno ma troppo timida per fare la prima mossa. Arrabbiata sempre con me stessa per essermi rifugiata dietro a delle bugie per non affrontare le conseguenze delle mie azioni. Ed ora sono intrappolata tra queste false verità, mettiamola così, che non mi permettono assolutamente di agire. Cosa dovrei fare? Una parte di me affronterebbe la situazione semplicemente, confessando il mio peccato un anno dopo. Un’altra parte di me ha paura di sembrare disperata, non che non lo sia, ovviamente. Mi trovo davanti ad un bivio. C’è chi mi consiglia di attendere e chi di agire. Non sono mai stata una persona troppo brava ad aspettare che qualcun altro agisse per me. Anzi, quando mi sono trovata a doverlo fare per forza ho sofferto e ho fatto di tutto per distrarmi da quell’attesa, anche se alla fine ho agito lo stesso. È una questione di tempo. Sono una bomba ad orologeria pronta a scoppiare. Non mi piace avere questioni in sospeso, odio l’indifferenza, odio l’ambiguità e sono sempre lì a puntare un faro sulle situazioni non chiare, anche le più scomode. Quando il mondo mi costringe ad indossare una maschera che non mi appartiene, è lì che iniziano per me i guai. Ha un effetto distruttivo su di me e sul mio rapporto con gli altri e non è possibile arginarlo in alcun modo. Forse perché sono troppo trasparente e karmicamente non so mentire, non so fingere di essere qualcuno che non sono. Dovrebbe essere un vantaggio, no? Ebbene, non lo è, ve lo assicuro.