Ci sono tante cose che vorrei dire.
Vorrei dire che voi uomini non capirete mai cosa significa avere paura di camminare per strada da sole. Anche di giorno; ma di notte di più.
Il cuore che accelera e le gambe che tremano nell’incrociare qualcuno proprio in quella strada, magari un po’ isolata.
Non capirete mai la base di sfiducia, il terrore che un uomo ci può fare. Anche se quell’uomo fosse il più buono del mondo, in quel momento non conta: noi non lo sappiamo. È un uomo. In quel momento noi siamo le vittime, e lui il predatore.
Non vivrete mai l’indecisione su cosa indossare in base a dove dobbiamo andare: se dobbiamo camminare a piedi, salire sui mezzi, o se magari andremo in macchina.
In primis a me, senza nemmeno starci a pensare troppo, mi vengono in mente quattro violenze sessuali che nella mia vita ho subito. Quattro.
Senza considerare il catcalling, che è accaduto talmente tante volte che non è possibile numerarlo.
“Ehi belle, dove andate?”, non basta nemmeno essere un gruppo di donne.
E se camminiamo oltre senza fermarci… “Che fa non rispondete?”.
La risposta giusta sarebbe “Ma che vuoi e chi sei, ma perché non stai zitto?” ma non possiamo dirlo. Perché, chissà, magari finisce male. E quindi semplicemente andiamo oltre, acceleriamo il passo, giriamo l’angolo, e nel frattempo siamo già un po’ morte dentro.
Voi una cosa del genere la potete capire, immaginare, paragonare a qualcosa che avete mai vissuto sulla vostra pelle? No. Questo è il privilegio di essere uomo. E per questo si tratta di violenza di genere.
Succede alle donne, da parte degli uomini.
”Not all men”, grazie a Dio.
Ma comunque troppi, troppi, uomini.
Troppi uomini educati da una società patriarcale la quale, nonostante tutti i diritti che abbiamo conquistato, ancora non ci riconosce veramente ed integralmente pari in dignità e rispetto.
Sì, puoi andare a lavorare, puoi pagare tu la cena, puoi uscire con le amiche, puoi indossare la minigonna, “te lo concedo”.
Se però, un giorno, non sarà concesso, allora saranno cazzi.
Saranno urla, denigrazione, svalutazione, violenza prima psicologico-emotiva e poi chissà… fisica.
Not all men, ripeterete. Chiaro.
È chiaro che non è colpa di tutti gli uomini nè solo e soltanto degli uomini, ma la responsabilità di sensibilizzare, prevenire, educare, non è nemmeno solo delle donne. Come se fosse un problema solo nostro.
È un problema culturale e, come tale, di tutti. Dove noi donne non possiamo arrivare, potete arrivare voi uomini. Come?
Non sessualizzate le donne come fossero oggetti, non fate battute sessiste, non pensate cose tipo “mi sono fatto battere da una donna”, non dite “queste sono cose da donna” e di conseguenza “queste sono invece da uomo”, non date continuità a quei piccoli - che poi non sono - aspetti che il patriarcato ci ha inculcato.
Siate più consapevoli.
E se voi già lo fate, riprendete i vostri amici, diteglielo un “Fra ma che cazzo fai/dici”… che a voi non vi picchia, non vi ammazza.
O, più semplicemente, non vi prende per esagerati… magari gli date solo uno spunto di riflessione, ogni tanto.
Questo è tutto quello che vi chiediamo.
Di parlarne, di ascoltare, di sensibilizzare voi stessi e chi vi sta accanto, per educare insieme generazioni future di persone migliori e consapevoli. Diverse, unite, senza differenze di genere.
Ho letto e visto commenti assurdi, di uomini sulla difensiva, offesi… Nessuno vuole dire che tutti gli uomini sono assassini, ma so per certo che la stragrande maggioranza degli uomini ha chiuso gli occhi di fronte ad una battuta o un commento sessista. Quasi che, altrimenti, fossero “meno uomini”.
L’omicidio, il femminicidio, sono solo il culmine. L’atto ultimo, più evidente e disperato, del patriarcato stesso.
Prima c’è tutto il resto: il catcalling, la sessualizzazione dei corpi, l’idea di base che tanto l’uomo è superiore, le battute sui ruoli e compiti del “maschio” della “femmina”, la stigmatizzazione di una donna sessualmente libera in netto contrasto con le lodi che sarebbero invece volte ad un uomo, la violenza fisica e sessuale, gli stupri.
La responsabilità di ciascuno di noi, uomini e donne, è oggi quella di creare una cultura che rispetti la dignità delle persone, sempre, qualsiasi sia il loro genere.
Voi uomini dovete farvene carico, magari anche di quello che non avete fatto e che potevate fare, e cambiare la storia ADESSO.
Sì certo, ci vorrà tempo, pazienza, magari scontri, sforzi significativi per sviluppare consapevolezza emotiva e psicologica… ma prendere posizione è troppo importante.
E mi rivolgo a voi, uomini, non perché siate gli unici a dover fare qualcosa, ma solo perché noi donne lo stiamo già facendo. Stiamo già lottando, ogni giorno, e chiediamo il vostro aiuto.
Abbiamo bisogno di voi.
Desmond Tutu, Nobel per la Pace 1984, disse: "Se davanti a un'ingiustizia sei neutrale, hai scelto di stare dalla parte dell’oppressore."
Anche per questa causa, per la lotta al patriarcato, vale lo stesso: il silenzio, o l’indifferenza, vi renderà complici.
Not all men, but always a men.
È sempre stato un uomo a spezzare la vita di una donna.
Voi siate, invece, quelli che - al nostro fianco - cercano ogni giorno di salvarla.











