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@sudoergosum
Shorts, Shirts, Socks, repeat.
Diciamoci la verità, nulla di nuovo all’orizzonte. D’altronde non è che si possa più di tanto rinnovare il guardaroba per la sala prove: pigiama avevo e pigiama tengo. E se un antico mantra recita”cambiando gli addendi il risultato non cambia”, noi siamo invece pronti alla rivoluzione. Gli elementi sempre quelli sono, calzoncini, magliette, calzini, ma allora cos’è cambiato? Ebbene è cambiato il modo di indossarli, ma soprattutto è cambiata la cura con cui si usano. Intendo dire che se qualche anno fa qualcuno osava andare in scena con i vestiti da prova si gridava allo scandalo. Io per prima odio la sciatteria persino sui corpi più virtuosi per cui ripudiavo l’idea di vedere in scena danzatori meravigliosi avvolti in nient’altro che vestiti slabbrati e pelucchi. Ultimamente il vento sembra sia cambiato. Mai più sciatti. La sala prove è diventata la scena stessa. Ciò che indosso aiuta e supporta l’espressione del movimento, non lo ammazza! E come mi sento in questi abiti mi aiuta a dare forma al mio immaginario. Ecco cosa succede. Il costume non è un fronzolo, un’appendice, fa parte di me è in un tutt’uno con il mio movimento. La ricerca e la cura stanno tanto sotto pelle quanto in superficie. Ciò non toglie che la superficie della pelle ha sicuramente più importanza di ciò che la ricopre, ma se ciò che la ricopre la esalta allora ben vengano i calzoncini da tennista. In questo modo ciò che indosso in sala prove è perfettamente collaudato per la scena, ed è in grado di creare la giusta simbiosi e armonia che rimanga negli occhi di chi mi guarda. Qui sta la magia. Che poi mica ci siamo inventati niente, la ventata israeliana si sta letteralmente impossessando di noi Rendiamo un grazie a Mr.GAGA e ricordiamoci che negli anni 90 i costumi di Bastsheva furono oggetto di molte discussioni e critiche > In Israel, Religious Groups Opposed Batsheva Dance Company Dress
-------- Il blog che seguo mi ha permesso di seguire tutte le attività che succedono in quel di Venezia, a Biennale Danza, in questi giorni.
Purtroppo quest’anno non sbarcherò al Lido, per cui grazie a chi fa questo prezioso lavoro e che mi permette di esserci anche non essendoci.
Vi invito poi a guardare il ricchissimo programma di spettacoli e performance di quest’anno, assolutamente da non perdere!
> http://www.labiennale.org/it/danza/news/23d.html Di seguito un po’ di diapositive riguardanti splendidi danzatori al lavoro.
Via https://ladanzanellacitta2016.wordpress.com/ (credits pic: Michelle Davis, Ceccato, Sciortino, fb - https://www.facebook.com/ladanzanellacitta16/?fref=photo )
Non è importante come balli, ma con chi.
Maria Hassabi: PLASTIC, a month-long live installation taking place continuously every day during museum hours, opens today. Hear the artist discuss the commission on YouTube.
13 Febbraio 2016, 6pm—6am
Succederà qualcosa di veramente panico. Sudare sarà uno scherzo da ragazzi.
Si consiglia di portare il cambio maglietta, o canotta, o mutanda se volete. Si raccomanda di bere molta acqua, mi raccomando acqua. Gli asciugamanini quelli da bidet, che stanno nello zainetto, portali! (Che non si sa mai, se non ti servono la sera magari ti serviranno la mattina). Ora guardiamo insieme questo tutorial per non arrivare impreparati e lasciare di merda i nostri nemici sfoggiando queste mosse mozzafiato.
PLUSDESIGN Via Ventura 6 dalle h 18:00 alle 23 ingresso gratuito Ore 23 Parata di Picòs Ex Bazzi Via Console Flaminio 1 dalle h. 23:00 alle 6:00 ingresso € 15
Ultimamente non sono più stata molto in sala prove, non so se sia un bene o un male, devo ancora capirlo. Quando ci vado è perchè vado a trovare gli amici, i colleghi. Nel frattempo mi muovo sul tappetino da 3 euro di DECATHLON, in camera mia, poi esco, faccio cose/vedo gente e bevo un sacco di litri di caffè, e faccio la spesa al mercato e vado per Milano a scoprire #cosebelle
Grazie a Miriam di @TugStore oggi mi sono divertita come una bambina a spulciare nel suo armadio da favola in Via Muratori, a Milano. Mi vesto per giocare, per interpretare quel ruolo che ho sempre sognato..che poi quale sia sto ruolo, bho?! Ancora non so cosa farò da grande, è un problema? Mah, dipende dai momenti: dipende se ho il ciclo o meno, se ho lo smalto smangiucchiato, se è finita la carta igienica, se compro un pacco di Oreos fiammanti, se ricevo una telefonata, se c’è la luna piena. Ma quindi? Parliamo di come ci vestiamo? E’ pure la settimana della moda! Ecco a me della moda, intesa quella fastfood, non me ne frega nulla.
Però se unite la moda alla danza vedrete che succedono cose stupende. Allora vi tocca andare in FondazionePrada che di danza e di outfit ce n’è da vendere. In scena fino al 3 ottobre, il coreografo Virgilio Sieni, nonché direttore di Biennale Danza porta: ATLANTE DEL GESTO. Non aspettatevi uno spettacolo da spettatori passivi, perché è molto di più.
Virgilio Sieni, Miuccia Prada.
La compagnia.
I 74 danzatori professionisti e non, tra i quali figurano anche coppie genitore-figlio, accompagnati da due musicisti, Roberto Cecchetto e Michele Rabbia, occupano i due livelli del Podium, la pedana esterna e il Cinema della Fondazione Prada. A ciascuno spettatore è data la possibilità di scegliere il verso del suo gesto e di "montare" autonomamente la propria esperienza drammaturgica. Non si può sedere sulle pedane, non si può parlare, non si può fotografare (Instagrammers avvertiti), si può solo vivere il momento e condividere con altri esseri umani lo spazio, il corpo e il tempo. (via i.D)
I’m bad at keeping secrets, so I shared a sneak peak of my book Study of Pose with Flare Magazine! If you want to see a slideshow of some more poses, click HERE.
If as an experiment you put all of these into a random coreographic-maker-system I would love to see the results, I guess an amazing performance will be created!
ITALIANS COULD DO IT BETTER.
Come faccio a riconoscere un prodotto valido da uno non altrettanto valido? A volte le persone che non fanno questo mestiere mi dicono che "non capiscono la differenza, che alla fine tutta la danza è uguale, o almeno, se è diversa io non me ne accorgo.." Cos'ha diverso il MODERN dal CONTEMPORANEO? Chiedetelo a qualcuno su Yahoo Answers, di sicuro ha la risposta. Ho pensato di rivolgermi a voi, voi che pensate di non capire nulla di danza, vi dimostrerò che la danza non è quella che pensate che sia.
La danza in sé può essere bella o brutta, gli addetti ai lavori possono di sicuro capirne di più di un pubblico X che non si è mai nemmeno avvicinato al movimento, per questo io dico sempre di non soffermarsi a guardare i danzatori (che per la maggior parte delle volte sono l'80% di una performance) ma di guardare IL TUTTO, ovvero la performance stessa.
Se questa è capace di portarvi in un altro mondo è già sufficiente, senza per forza pretendere di capirne interamente il significato. Non scoraggiatevi, a volte nemmeno io capisco il senso di certe pièce, poi penso chissenefrega, magari lo capirò in futuro. Guardare i danzatori, i corpi, i movimenti, lo spazio che attraversano, le relazioni che creano fra di loro, la tensione che riescono a creare, l'aria che fanno vibrare, questi sono gli elementi che sanciscono una performance ben riuscita. Se i danzatori sono mosci, o se sono troppo energici, questo influisce sull'energia della resa, e di conseguenza crea disequilibrio in scena e tutto sembra stonare. In scena dobbiamo percepire solo ciò che risulta essere reale, non dobbiamo essere distolti dalla presuntuosità di un danzatore, questa è una forzatura e come tale, anche nella vita ci risulta avere un sapore strano.
Poi si pensa a come la si crea questa messa in scena, chi ci sta dietro, quali persone la animano e che immaginario hanno, a cosa si ispirano e in che contesto artistico si posizionano.
Ora vi invito a vedere questi due video, non è che li sto paragonando, li mettiamo solo a confronto. Il fatto che uno sia italiano non è a caso, e non voglio nemmeno far polemica su "all'estero è meglio", no voglio solo approfondire il tema "e così son capace anch'io" che sta poi alla base dell'AUTODIDATTA che si improvvisa in un campo che non gli appartiene.
Ho cambiato focus, scusate.
Dicevo. Voi che non sapete nulla di danza, guardatevi questi due video, e poi ditemi se non capite quale sia il lavoro più meritevole, cioè quello con un po' più di contenuto e progettualità, io non vi darò alcun indizio.
• Röyksopp & Robyn: "Monument"
I Royksopp si avvalgono dell'aiuto del team
CREATOR'S PROJECTS >>>
Nato da una partnership rivoluzionaria tra Intel e VICE, The Creators Project rende omaggio agli artisti visionari che, nei campi più disparati, usano la tecnologia in maniera innovativa e ridefiniscono i limiti dell'espressione creativa.
Con la regia di Max Vitali e le coreografie di Jefta van Dinther, un coreografo che lavora fra la Svezia e Berlino, e che sarà in Italia per il Festival Romaeuropa. Porterà in scena al teatro Vascello: THIS IS CONCRETE.
• CRUSH / STEFANO DE MARTINO
Il video con il danzatore Stefano De Martino, meglio conosciuto come il maritozzo di Belen, ci regala un po' dei suoi pettorali in mood guerriero metrosexual in un'atmosfera fashionista ai confini dell'intensità. Effetti visuali sempliciotti non riescono a mascherare l'espressione monotematica dell'interprete. Il team dietro c'è, ma se nemmeno loro non si sono accorti di questo piccolo particolare, beh ecco, diffidate dal team.
In questo caso la danza è usata solo come posa, e non contiene significati particolari, quello che in gergo si può definire: esercizio di stile. Questo video ha insita la certezza di piacere, ed è esattamente quello che mi infastidisce, dopotutto DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST.
Al di là del mio giudizio spero abbiate capito perché è da considerare un prodotto mediocre rispetto al primo, (se non addirittura scadente), e che riusciate a farvi un gusto proprio anche senza saperne troppo, che a volte addirittura aiuta!
L'insostenibile bellezza della semplicità.
Diciamo che questo video non ha nulla che sia definibile come ''eclatante'', ma racchiude in sé una delicatezza percettibile e diffusa. The Shoe: His Gorgeousness - Il duo è composto dall'attrice Jena Malone insieme al polistrumentista Lem Jay Ignacio.
La mora e la bionda, proprio come le nostre bellissime veline, si rincorrono in un bosco psichedelico giocando a chi perde il fiato per prima.
Coreograficamente nulla di ché, tranne che per qualche gesto in sincro verso il finale, se proprio vogliamo parlare di coreografia, ma qui non si parla di coreografia, bensì di genere...che genere è questo? Ho visto questo video pubblicato da NOWNESS, e pian piano ho ricollegato tutto ciò che ho sempre osservato sul web: Danza e Video. Accanto all'attrice c'è lo zampino di Celia Rowlson-Hall, meglio conosciuta come una fra le mie artiste preferite non so se chiamarla coreografa perché non so se sarebbe la definizione migliore, direi piuttosto creativa tuttofare. Si dirige da sola, dirige gli altri e fa coreografie per
VOGUE CHROMEO MGMT LEE JEANS NORDSTROM/JASON WU VS. MAGAZINE SEBASTIAN//GASPAR NOE SLEIGH BELLS KID SISTER MAYER HAWTHORNE LORD AND TAYLOR ARITZIA KATE SPADE ROBERT DELONG CHRISTIAN JOY VANITY FAIR GIRLS POLYPHONIC SPREE THE AMERICANS
Se seguite GIRLS di sicuro vi ricorderete la scena nella SEASON 3 dove ballano in soggiorno nella casa al mare di Marnie, ecco, quella roba lì è farina del sacco di Celia.
Celia è una bomba in fatto di stile, e figlia di questo tempo, ha capito tutto.
Ha reso la danza accessibile e compatibile ai fashionisti, ma anche mixabile a sceneggiature per videomaker e registi di un certo livello, quindi NO sciatteria, NO frikkettonate - la danza è usata esplicitamente come mezzo di espressione: NO astrazione, NO concettualità, SI contesto SI immagine SI immediatezza.
Qui facciamo ancora fatica ad integrarci così, tendiamo tutti a marcare bene il territorio, restringendoci in etichette. Non voglio generalizzare badate bene, è una semplice constatazione, se volete smentirmi fate pure.
La danza di Celia è riconducibile a una danza puramente basata sulla semplicità, e questo mi piace molto, nonostante io preferisca i grandi sbattimenti e la fisicità portata all'estremo. In un certo senso mi fa anche un po' incazzare vedere con quanta facilità si possa ottenere un risultato eccellente, sarà invidia? Forse..
Guardatela mentre spiega le mosse, è geniale, manco in Valtur imparereste una routine così.
https://www.youtube.com/watch?v=AwvhpH1IijI
Una danza che possono fare tutti, con un gusto esplicitamente retrò e un po' varietè, semplice ma non banale, cazzo è perfetta!
Io chiamerei questo genere DANCE FOR THE NEW MEDIA.
A questo filone appartengono anche Les Filles Follen
Un duo di Barcellona che opera sia in campo performativo che multimediale, una di loro è italiana, applausi.
Hanno coreografato White Nights - Oh Land
E What you are - Two Doors CInema Club
E non mi viene da restare a guardare, mi viene voglia di fare, e prima o poi farò, promesso.
NOI (tra me e te) studio#1
Per la prima volta io e Anna ci ritroviamo sole. Io con la videocamera, lei che sta provando ed è in fase di riscaldamento. Fino a questo momento l’ho sempre ripresa da una certa distanza usando un cavalletto di appoggio, senza avvicinarmi troppo a lei. Questa volta, visto che non ci sono altre persone, mi sento di poter varcare quel confine di spazio che ci ha separato fino a questo momento. Lo faccio con molta cautela, provando a non darle fastidio e soprattutto a non influenzare con la mia presenza il suo movimento. Quello che cerco è quella dimensione dello spazio che il suo corpo in movimento disegna in un continuo passaggio fra equilibrio e disequilibrio e che la videocamera tenta di ristabilire a sua volta con l’inquadratura. I quattro limiti che ridimensionano la realtà non mi sono mai stati così chiari perché Anna muovendosi li vìola di continuo costringendo anche me a muovermi, a provare a contenerla, a darle una forma. Mi ritrovo dunque a danzare con lei.
Che spensieratezza, a 11 anni ballare a squarcia gola nella tua stanzetta mentre tutti i tuoi amichetti studiano matematica e mangiano la Fiesta. Nel 1994 non c'era youtube, non avevo nemmeno una telecamera, ma giuro che se qualcuno mi avesse ripreso il risultato sarebbe stato identico, a parte la super ribaltata a 2'24, che quella NO, MAI FATTA.
Veniamo alle considerazioni stilistiche.
Coreograficamente non ho molto da dire, questo stile di danza non è da me riconosciuto come tale, è una ginnastica ritmica con un po' di contenuto ma poco poco, per non parlare delle faccine, orrore orrore. Questo è uno stile americano che fa parte del magico mondo dei TalentShow, concorsi per giovani mostri accompagnati da madri da esorcizzare. Se non fosse per la bravura della danzatrice... Insomma, sta coreografia UN SENSO NON CE L'HA! Il body color carne è un MUST danzereccio, scelta azzeccata per il tipo di fisicità della bambina prodigio; la parrucca stile Scarlett Johansson 10 punti, crea il giusto mix lolita che fa tanto pathos e coinvolge sentimentalmente gli animi, ma forse è solo un richiamo ai capelli della cantante, Sia. lo stile della casa decrepita non è più di moda, avrei preferito vederla ballare in una casa completamente bianca come se dentro fosse esplosa una bomba di colore.
RIcordatevi mamme/danzatrici quando avrete degli splendidi marmocchi cominciate a bombardarli di video non appena faranno la loro prima ruota, perché un giorno potrebbero averne bisogno.
Buona visione.
X: Ehi guarda che oggi la sala è occupata..
Y: Ah... Andiamo al parco a provare il duetto?
X: Boh, poi la gente ci guarda male..
Y: Mmm...
X: Senti ma che ne dici del mio soggiorno? Io ci proverei..
Y: Andata! Proviamo in soggiorno che magari ci sono spunti per ritoccare la sequenza e gli oggetti ci aiutano nella ricerca.
X: Meraviglioso, metto su la moka, iniziamo con la pausa.
Y: Arrivo.
clip for Hercules and Love Affair. Directed by London wunderkind, David Wilson.
Not to mention - how sick is this song?
Who Killed the RAINBOW? ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Questo video mi ha letteralmente spiazzato, e mi ha fatto pensare: perché non l'ho fatto io?
Eleanor è geniale, pop e nicchia allo stesso tempo, brutale e viscerale nella sua danza libera, accazzodicane, non è da tutti arrivare a fare ironia in questo modo, oltretutto cantando e a mani basse dico: Complimenti, HAI VINTO SORELLA!
Lascerò i commenti sugli OUTFIT a voi, io non ho nulla da dire. Tutto perfetto, tutto coerente, a coronare una filosofia danzareccia sopra le righe della ricerca, oltre il fai da te, oltre l'indipendenza, oltre la danzautorialità, insomma: OLTRE.
Forest Swords: The Weight of Gold
A film by Benjamin Millepied >>>>>> Se non sapete chi lui sia basta associare la moglie, NATALIE PORTMAN, ed ecco fatto. Benjamin prima del colpaccio con BLACK SWAN era già un talentuoso coreografo francese, e ha sfornato lavori per L'American Ballet Theater e L'Opera di Parigi.
Ora vive e lavora a Los Angeles, dove ha fondato la sua compagnia L.A. Dance Project. E poi fa progettini come questo per il produttore e musicista Matthew Barnes, in arte FOREST SWORDS , dove ritrae il talento di Billy Barry che danza libero sulla terra del Mar Morto. Da bravo talent scout ha fatto sì che il giovane danzatore si sia aggiudicato anche un posticino in compagnia dal caro Ohad Naharin. Ho poco da dire sui vestiti usati in questo video. Il costume su un danzatore così, dotato già di suo di un carattere straordinario, è veramente l'ultima cosa che guardi. Dopotutto se gli mettono addosso un tappetino della doccia a mò di gilet e questo fa sì che non perda nemmeno un briciolo di dignità, significa che il costume era davvero superfluo!
Godetevi questa meraviglia, io vado a farmi crescere i capelli.
NIke meets Dancers.
Tracy & Steve dance. Sept. 22, 1987.
I've never seen steps like this before, it feels awkward...
When you're a dancer and you meet a coreographer, you just have to do what he or she wants you to do, but you surely can dress however you like. That's exactly the outfit of an audition in the 80's, great Tracy!
Forget about tank top and underwear!
Con l'avvicinarsi della settimana della moda milanese rifletto su quanto vedo in scena, oggi, e capisco quanto siamo ancorati a degli stereotipi oramai vecchi e puzzolenti. Gli anni passano, sappiatelo. Being punk è ancora possibile, ma siete davvero sicuri che valga ancora la pena vestirsi con canotte sgualcite e mutande di microfibra per farci capire quanto siamo disgraziati e poverini?!
Sinceramente, pensateci, la moda in questo caso può aiutarvi, rendervi ancora più "contemporary" sicuramente più appetibili, più curati e meno frikkettoni.
I costumi fanno il 50% della performance, io ormai non riesco più a scindere, mi dispiace, se sei un danzatore eccellente ma sei vestito male, per me equivali a uno zero assoluto, mi stai comunicando che non te ne frega un cazzo di me in quanto pubblico, equivale a svalutarti.
Mi rivolgo soprattutto a voi, danzatori che sperimentate, che create e partecipate a cento bandi all'anno, pensate a come confezionate il vostro prodotto, perché credetemi, il contenuto non spesso attira e intriga quanto un'immagine o un video girato in HD. Dopotutto, si tratta di marketing, e voi state vendendo il vostro prodotto, come doveste vendere uno spazzolino da denti.
Queste sono alcune fra le compagnie che seguo ultimamente, sono performer straordinari, coreografi giovani, scene curate e costumi azzeccati. Certo, se avete amici, o conoscenti stylists con cui confrontarvi il tutto si combinerà perfettamente, e l'intera pièce ne gioverà.
Prendete esempio da loro perché lo sciatto nel 2014 ha finito di esistere. Sdoganiamo i colori, ricicliamo outfit da tennisti anni'70, facciamo incetta di chino pants da H&M e di T shirt di American Apparel Tessuti morbidi, che accompagnino i movimenti dei danzatori nella fluidità e nella dinamicità, parola d'ordine: LESS IN MORE; niente fronzoli, niente di niente, minimalisti fino all'osso.
Un unica certezza: Il calzino, che resiste sempre.
LA VERONAL
GöteborgsOperans Danskompani
BGROUP
Riccardo Buscarini
Joe Moran