«’A PISTOLA LASCIALA; PIGLIAMI I CANNOLI»
Era il 1972 quando Richard Castellano, alias Clemenza, pronunciò questa frase nell'insuperabile film “Il Padrino”, dopo l’uccisione di un traditore e poco prima di tornare a casa dalla moglie che gli aveva chiesto di comprare il dolce. Da allora, per me, queste parole sono il simbolo della normalizzazione dell’omicidio.
Ogni giorno, sfogliando il giornale (io sono ancora quella del cartaceo) leggo di un cumulo di nefandezze compiute nel mio Paese e spesso impunite. E non siamo in un film, in un'opera d'arte; siamo nella vita vera. Viviamo in città violente, dove omicidi e ferimenti vengono giustificati con “Poverino, è disadattato”, “Poverino, non si è sentito accolto”, “Poverino, è esasperato”. Sembra che siamo tutti disponibili a lasciare la pistola e a prendere i cannoli, assolutamente incuranti di quanto accaduto.
La vittima, ormai, è un mero danno collaterale nella “guerra” tra società e individuo.
Ebbene, io rivendico il diritto sacrosanto di inorridire di fronte alla violenza, di condannarla, di pretendere un’educazione alla civiltà sin dalla scuola primaria, di chiedere prevenzione del crimine.
E questo è il buongiorno di stamattina …!
Bonsignori

















