“Non accelerare mai un'emozione.
Tutto nella vita ha un ritmo,
e sono le pause e i silenzi
che dicono la verità.”
— Michael Jackson

#ryland grace#phm#rocky the eridian#project hail mary spoilers


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“Non accelerare mai un'emozione.
Tutto nella vita ha un ritmo,
e sono le pause e i silenzi
che dicono la verità.”
— Michael Jackson
È una vita fatta di semafori gialli, perché non sai se accelerare o fermarti, non sai se provarci o meno, non sai se aprirti o no, non sai se continuare a correre o rallentare, non sai se ne vale la pena o meno, non sai se ti farà bene o male, non sai un cazzo, nessuno di noi sa un cazzo, e quindi sai che ti dico? Proviamoci e vada come vada, stigrancazzi.
Ma io penso sempre: sai che palle stare con la stessa persona tutta la vita, sempre lei che ti sveglia, lei che t’addormenta, ed è con lei che porti a spasso il cane e mangi il primo gelato dell’anno e festeggi ogni compleanno, ogni Natale, e fai jogging al parco, con lei che - tutte le settimane d’ogni mese dell’anno - esci in macchina il sabato, ed è lei che viene con te ad annoiarsi a morte ai matrimoni e alle comunioni. Ma dài, mi dico, sai che palle baciare tutta la vita la stessa persona, solo lei, dormire insieme a lei e tenerla sveglia a raccontarle aneddoti e rimboccarle le coperte e riscaldarla d’abbracci quando ha freddo e tenerle la fronte se deve vomitare e misurarle la febbre e vedere sempre e solo i suoi occhi col cielo come sfondo e sentire solamente la sua voce al telefono e dedicare solo a lei, sempre a lei tutte le canzoni alla radio. Sai che palle, mi dico, mi ripeto e poi lo sai, l’ho sempre pensato che quasi mi disgusta soltanto immaginare di vedere sempre dal balcone arrivare lo stesso volto che nella mia testa, guarda caso, è praticamente sempre il tuo. Se ci penso insomma, se immagino me tutta la vita, sempre con una sola persona e basta allora non so perché quella persona sei tu. A me, che ho sempre odiato pensare di toccare le stesse mani eternamente e di sfiorare nel letto sempre gli stessi piedi freddi, sì, a me forse andrebbe di condividere con te quel che resta di me e di vedere tutti i giorni ogni giorno sempre e solo i tuoi capelli, il tuo modo di morderti le labbra, mi andrebbe di imparare a memoria le tue abitudini, i giorni della settimana in cui più ti piace ridere e mi andrebbe di stringere solamente la tua mano e mai quella di qualcun altro e di tenere tra le dita i battiti del tuo cuore ogni notte prima di dormire e di chiudere i miei occhi in simbiosi coi tuoi e di guardare sempre te e solo te uscire in punta di piedi dal cancello di casa mia, solo te e sempre te ogni mattina e ogni notte, che orrore a pensarci, no? Però chissà perché se si tratta di te mi si accelera il cuore.
“Quanto tempo, vero? Di rado il tempo è simmetrico: si ferma o accelera. Mi stupisco di averne trascorso tanto senza scriverti. Ma ora, mentre decido cosa raccontarti, mi accorgo che sai già tutto. Che te l’ho raccontato senza voce, scrivendoti la lettera della mia vita. Forse per questo non mi sei mancata. Perché ti ho sequestrato, perché sei dietro le mie parole.”
— Andrés Neuman, “La vita alla finestra”.
Acceleriamo, si può? Esiste un telecomando? Posso andare a dare un'occhiata, solo per vedere se sarà nella mia vita, ancora una volta?
- Ilaria Sansò
Proseguivo per inerzia, come se non trovando più una ragione per continuare ad avanzare mi stessi solo lasciando trasportare, avanzavo sempre più lentamente senza paura, ne di fermarmi ne di ricominciare ad accelerare.
celandoildolore