Ero in Germania, oggi, ieri o forse anche qualche giorno prima.
Però oggi lo ricordo bene, oggi era bello.
Mi sono sentita libera di guardare il cielo con occhi diversi da quelli di rimprovero, apprezzare gli anatroccoli che si strusciavano contro il mio zaino per cercare un po' di pane da mangiare.
Carezzarli in modo timido, con la paura di poterli ferire. E guardarli andare via con la propria mamma, mentre il mio umore non aveva voglia di appassire.
Poi ho scalato di nuovo il muretto che separava la strada dal lago, sul viso avevo ancora un sorriso vago. Caricavo in zaino un libro e un astuccio, perché pensavo mi piacesse leggere ignorando tutto.
Perché alla fine avevo visto cose che pensavo di sapere bene.
Perché alla fine non avrei visto l'uomo che sorrideva triste con dei pezzi di pane verso una capretta, che provava ad accontentarlo mangiando un po' di fretta e poi sputando le briciole a terra. Avevo con me un pacco di cibo per animali da venti centesimi, ne ho fatto metá con lui comunicando con un povero tedesco. I baffi bianchi sembravano essersi mossi in un lieve sorriso, le rughe degli occhi avevano rinchiuso un celeste opaco e lucido.
Se avessi avuto più monete e tempo con me lo avrei fatto altre cento volte solo per vederlo tornare allegro ancora una volta.
Almeno oggi non sono stata un pezzo inutile, o forse la mia visione è un poco distorta.
Non voglio pensare ad altro, per oggi non mi manca più nessuno. Per oggi non ho bisogno di qualcuno. Per oggi sono stata bene con un gesto e con un uomo che non voglio chiamare sconosciuto.















