Non possiamo evitare di innamorarci di chi, stringendoci forte fra le sue braccia, è riuscito a far sparire il resto del mondo.
Ultimamente ripenso spesso a quello che è successo tra di noi, a quella ventata di amore e protezione che hai portato con te.
No, non penso a quello che è successo “sotto le lenzuola”, penso a quello che è successo prima.
Non dimenticherò mai quel giorno, io che cerco sempre di mostrarmi forte e coraggiosa, avevo pianto tutto il giorno.
L’avevo fatto per tutta la notte, avevo pianto per strada, al centro commerciale, a casa di una mia parente, avevo pianto ascoltando una canzone e persino in macchina.
Ero devastata, la confusione che avevo nella testa e nel cuore mi stava letteralmente consumando.
Non parlavamo mai su whatsapp, di solito ci limitavamo a sfotterci a vicenda quando uscivamo con gli altri, eppure quel giorno per una cosa banale mi hai scritto e sei anche riuscito a capire che non stavo affatto bene.
“Stasera ti vengo a fare un po’ compagnia ti va?”
Certo che mi andava, in quel momento avevo bisogno di qualcuno che mi distraesse e chi poteva riuscirci meglio di te che non avevi mai fallito nel farmi ridere?
Non eravamo mai rimasti io e te da soli, eppure non aspettavo altro.
Andasti in piscina e nonostante fossi stanco, dopo aver posato il borsone, venisti a piedi da me.
Salisti le scale, si vedeva lontano un miglio che eri stanchissimo, eppure dopo avermi guardato negli occhi senza neanche salutare mi dicesti:
“Allora? Cosa è successo?”
Non risposi e tu senza aggiungere altro mi stringesti forte a te, più singhiozzavo e tu più mi stringevi, giuro che non mi sono mai sentita tanto protetta come quella volta.
Mi dicesti che nessuno meritava che io stessi così male, e nonostante me lo avessero detto in tanti prima di quel momento, sentirlo da te subito mi fece calmare.
Non facemmo nulla di particolare quella sera, ci stendemmo e rimanemmo a lungo abbracciati, mi baciavi dolcemente sul collo, mi accarezzavi la testa per farmi rilassare e, nonostante non avessi voglia di ridere, mi facevi il solletico e mi facevi morire dal ridere.
Rimanesti con me fino a notte fonda nonostante la consapevolezza che a casa ci dovevi tornare a piedi, nonostante il mattino dopo la sveglia ti suonasse presto, rimanesti con me fin quando non ti rendesti conto che mi ero calmata davvero.
Il giorno dopo il tuo primo pensiero fui io, mi chiedesti come stavo e mi dicesti
“Ogni volta che hai bisogno di me chiamami che io corro da te”.
Rimpiango il mio essere fredda, il mio non riuscire a dimostrare i miei sentimenti e nonostante quello che c’è stato dopo io non riesco a non sentirmi in colpa per non essere riuscita a dirti che ti amavo senza aver paura delle conseguenze.