" Se solo pochi mesi prima le era sembrato che la caduta di Mussolini fosse questione «di giorni», nell'estate del 1925, il sistema di potere fascista le pareva capace di «durare all'infinito». Pur con il dolore di chi è costretto ad assistere, negli ultimi momenti della propria esistenza, alla distruzione di tutto ciò per cui ha lottato da sempre, Anna Kuliscioff conservava tuttavia quel fondo di serenità che nasce dalla coscienza di aver veramente vissuto e partecipato alle vicende del proprio tempo, con la consapevolezza che il cammino della storia sia destinato a sovrastare inevitabilmente i singoli percorsi di vita degli uomini. «Purtroppo il regime continua e si consolida - scriveva cosí a Turati nel giugno del 1925, sei mesi prima di morire - e finché si vive, certo non si deporranno le armi. [Ma] comunque andassero le cose, sta di buon animo perché hai la coscienza tranquilla, di aver fatto tutto il tuo possibile per attuare un piano che ti pareva necessario ed utile.» "
Maria Casalini, La signora del socialismo italiano. Vita di Anna Kuliscioff, Roma, Editori Riuniti (collana Biblioteca di storia 120), 1987, pp. 287-288.















