Comunicato stampa - I Millennial
I Millennial o Generazione Y, sono quei giovani nati dopo il 1980 e fino all’11 settembre 2001 (per alcuni invece rappresenterebbero solo i nati dalla fine degli anni novanta). Sono tecnologicamente avanzati ed hanno un rapporto intenso e diverso con la comunicazione. Da tempo si prova ad immaginare che arte ne deriverà ma se la datazione del 1980 per alcuni è esagerata non vi è invece dubbio che il processo all’avvicinarsi del nuovo secolo si sia accellerato il processo di produzione, che spesso è accompagnato da un uso professionale di tecniche di marketing e di promozione sui sistemi internet e di messaggistica. Tanto da far pensare che Facebook sia una piattaforma ormai superata a vantaggio di realtà come Instagram e Snapchat. Rimanendo al campo delle arti visuali, non è strano notare delle opere molto simili, che travalicano continenti e che rasentano pericolosamente il design (in questo senso intendo dire oggetti che paiono riproducibili in serie per uso comune). Proprio la perdita dei contorni delle varie tecniche ha forse inaridito le singole scuole di appartenenza e senza per forza tirare in ballo il mercato, ha permesso di portare l’arte verso un senso di noncuranza delle ragioni e dei concetti che permettono ad una persona di trasformare qualcosa in oggetto artistico. Gillo Dorfles sostiene che ha vinto il kitsch,il brutto, di cui va detto la nostra epoca si è fatta paladina e che grazie al critico d’arte appena citato, l’italia ha scoperto come termine nel 1968. Un’ altra data importante, dove i fatti si sono succeduti rapidi, imprevedibili, con nuove tecniche e strategie. Il ritorno odierno a vecchie problematiche mai davvero risolte è l’elemento che supera i millennials e che ci riporta alla storia e che forse ci fa dire che il filo con il passato, nonostante tutte le teorie postmoderniste, non si è spezzato. Pare invece che affrontare per davvero punti irrisolti sia la strada che supera ogni profezia e che fa incontrare i nonni iniziatori con i padri volenterosi ma che hanno trasmesso ai figli dei germi d’imperfezione che le arti sanno catturare tra un autoscatto e un nuovo progetto espositivo.














