L’attrice americana Nancy Carrol, anni ’20
Fonte: hello-tuesday.deviantart.com


#dc#dc comics#batman#bruce wayne#dick grayson#dc fanart#tim drake#batfam#batfamily




seen from Germany

seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from Italy
seen from Martinique
seen from Spain
seen from United Kingdom
seen from Sweden
seen from Romania
seen from United States

seen from United States

seen from Greece

seen from United States
seen from Philippines
seen from United States
seen from Brazil
seen from United States
seen from Romania

seen from United States
L’attrice americana Nancy Carrol, anni ’20
Fonte: hello-tuesday.deviantart.com
Loïc Namigandet by Baldovino Barani - FACTORY Screen Test n3
Il passato a volte sembra quasi una realtà parallela; un film. Spesso non ci si rende conto di come si viveva 100, 40 o 20 anni fa; ci sembra che la sola unica realtà possibile sia il nostro presente, tutto ciò che è accaduto prima sembra una “favola”. Una favola nel senso che è una realtà misteriosa è così lontana da come è evoluta oggi, così diversa e sicuramente più bella di come è attualmente. Il passato, con il suo essere misterioso e lontano, ai nostri occhi è reso mitico e di una bellezza ineguagliabile, al punto di guardare foto d’epoca e provare una sorta di nostalgia per essere nati in un’epoca sbagliata.
Pensieri sparpagliati anni #20
E così. Benvenuti negli anni Venti, che non sono gli anni Venti così come eravamo abituati a considerarli e di cui credevamo di avere una vaga idea fino alla settimana scorsa - ossia quelli del '900 dai quali siamo lontani ormai un secolo pieno. Da non credere: questi nuovi anni 20 ci toccherà persino viverli.
In realtà è sempre la solita storia: il nuovo decennio, volendo fare i precisini, inizierà soltanto il 1° gennaio dell'anno prossimo. Allo stesso modo in cui il primo anno del III millennio d.C. fu banalmente il 2001 e non il Duemila tondo. Perché? Perché in termini cronistorici si conta da 1 a 10, non da 0 a 9. Non sto scherzando.
Certezze ce ne sono poche, questo sì. Il mondo è cambiato, o forse sono cambiato io. O forse si cambia insieme, come un'immagine viva che cambia insieme al suo riflesso nello specchio o alla sua ombra proiettata dalla luce del fuoco sulla parete di quella vecchia caverna. Insomma, tutto cambia e tutto si muove. O forse, più semplicemente, degenera.
Un paio di sere fa, preparando la cena, mi è venuto a trovare un paradosso. Adoro le loro visite, ho un forte debole per tutto ciò che è assurdo o che rappresenta un controsenso. Così come mi piace ciò che un senso non ce l'ha proprio. Ad ogni modo, mi ha detto più o meno questo: se c'è una cosa che senz'altro non è più in voga, è proprio l'espressione (essere) in voga.
Appunto per il nuovo decennio non ancora iniziato: "Se nulla accade, dovremmo esserne grati".
Peraltro credo proprio che la gratitudine sia il sentimento preferito in assoluto del me adulto. Anche se, ultimamente, non pare sia molto in voga. Appunto.
Non avevano mai camminato insieme e lo affascinò il candore con cui procedevano l'uno accanto all'altra.
-Gabriel Garcia Marquez
Pentesilea
ART&CAFFÈ
[Marion Pike- Coco Chanel Large Head]
Bellezze anni venti
Quando sfoglio le pagine di quegli anni venti, la prima a venirmi incontro è senz’altro lei: Tamara de Lempicka... meravigliosa interprete su tela della follia parigina di quei salotti, con le sue deliziose silhouette drappeggiate in pose statuarie, quasi drammatiche, che si riempiono di pennellate dai colori brillanti e lacche dai toni accesi, restituendo fedelmente l’idea di un moderno e spregiudicato dinamismo, costruito sull’immagine simbolica di una donna eccessiva, connubio di bellezza e lascivia che sa di cipria e letti sfatti, che profuma di eleganza e riverbera luce soffusa di abat-jour, mentre in un sottofondo lontano, echeggiano le note del charleston e la voce della Baker.
Le donne di quegli anni non seguono una moda. La inventano. Si inventano suggestivi tagli di capelli a la garçonne, glamour e umorismo. Donne con le labbra rosse e gli occhi bistrati, appena in bilico sui loro tacchi sagomati, vanno incontro alla modernità, rimettendo in discussione i ruoli sessuali e scegliendo finalmente di essere protagoniste.
E’ questo il nuovo modo con cui Coco Chanel costruisce il suo impero economico partendo dal nulla, rompendo con le regole del passato e inventando una nuova tendenza, diventando un punto di riferimento imprescindibile nella moda secondo regole che sembravano poter avere valore solo per pittori, musicisti e poeti. Artisticamente. Così, il suo famoso N° 5 diventerà leggenda insieme a lei e al suo stile pratico e sportivo, vagamente androgino, ma sempre estremamente elegante.
E poi… la Divina Greta Garbo, la perfezione dei suoi lineamenti e il fascino misterioso della sua sensualità. I suoi cappelli, i suoi foulard, i suoi guanti. Ritratto in bianco e nero dell’essenzialità. E della bellezza.
Adoro quelle donne capaci di giocare al maschile la carta della femminilità.
"Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro… come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri".
[Coco Chanel]
@coffea-excelsa
Nessun fuoco e nessuna freschezza possono sfidare ciò che un uomo è capace di immaginare tra gli spettri del suo cuore.
Make up anni '20! 🎬