- Ciao mi chiamo Xxxxxxx e scrivo da Xxxxx, tu?
- Piacere Xxxxxxx, mi chiamo Xxxx e sono di Xxxxxxx.
- Ho dato un sbirciata al tuo profilo, noto molta simpatia e attenzione ai particolari.
- Hai visto bene, sorridere aiuta. I particolari invece fanno la differenza.
- Giusto, per questo il mio ex ne ha pagato le conseguenze. Lo conobbi qui su Tinder. Ora si è cancellato era "tronchetto17".
- Perché tra voi è finita?
- Conobbi "granito23". I dettagli mio caro, i dettagli fanno la differenza e danno la misura della realtà.
- Tu? Cosa mi racconti di te, quale dettaglio mi vuoi far conoscere?
- Sono simpatico, la butto sull'ironia. Sono simpatico in modo smisurato.
- Cosa intendi per "ironia"?
- L'alterazione spesso paradossale, allo scopo di sottolineare la realtà di un fatto mediante l'apparente dissimulazione della sua vera natura o entità: fare dell'ironia che può essere bonaria, arguta; come può essere amara, crudele. Questo è.
- Da quant'è che non stai con una donna?
- Ho perso la misura del tempo.
- In quello che si misura può esserci o meno la felicità.
- La felicità sta annidata ovunque, anche nelle cose piccole.
- Questo lo dici tu. Più felicità ha bisogno di più spazi, dimensioni.
- Lo penso del cervello io.
- Sappiamo con che cervello ragionate voi maschi.
- Quindi le dimensioni del cervello contano.
- Ok, farò test, magari quello di Standford-Binet, o il Wechsler Adult Intelligence Scale, oppure Matrici progressive di Raven, o ancora il Culture fair intelligence test di Cattel.
- Puoi sempre fare il Bjndhella international metric test. Giusto per avere una scala di paragone.
- Credo che io sia un tipo normale.
- Non puoi capire se tu sei normale, la normalità è una interpretazione personale, quello che per me è normale per te può non esserlo.
- Non so se continuare un discorso alla Sigmund Freud o alla Gigi Marzullo.
- Ma tu in una donna cosa noti come prima cosa?
- Te l'ho scritto: il cervello.
- Quindi saresti attratto solo dal cervello in una donna?
- Interessante, lo sei di natura?
- No, solo dopo il polase e sicuramente dopo il secondo caffè... con questo caldo sono in bambola.
- Non so, non riesco a inquadrarti. Sembri un mix tra intelligenza e l'essere un cazzaro.
- Ho visto che sul tuo profilo hai scritto cose molto interessanti.
- Davvero? Le trovi interessanti?
- Si, però non capisco cosa c'entrino sempre le tue tette come sfondo alle tue frasi.
- Sono un sostegno, un rafforzativo dei pensieri.
- La verità e che voi maschi non leggereste manco una parole senza tette o culi.
- Ma io guardo al cervello.
- No, sono un fottuto romantico di sta ceppa.
- Ma allora dimmi, che ci fai su Tinder?
- Non è il luogo giusto, vero?
- Ecco perché i miei amici hanno trovato delle trombamiche con cui si divertono e io no.
- Io sono l'amico delle trombamiche di altri trombamici.
- Ho cominciato a scrivere.
- Per imparare a trasformare i miei sentimenti in un flusso costruttivo, fluido e narrativo per... per... no, in verità mi stanno tutti sul cazzo.
- E scrivendo cos'hai risolto, cos'hai imparato?
- Se la vita ti dà limoni fatti una limonata.
- Ho capito sei in astinenza.
- Si però anche voi, scusami, dove sono quelle donne che "a me piace l'uomo che mi fa ridere"?
- Semplice stanno ridendo, ma con un altro.
- Non mi resta che abbandonare le App Dating.
- E poi... chissà se esiste gnagna dopo Tinder.
- Allora buona fortuna, in fondo te la meriteresti.