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Ben-Gurion University of the Negev, student housing Beersheba, Negev, Israel; 1974
Ram Karmi
«The flats are intended to correspond to the different stages of the study and to be a link between many aspects of life, the trend being away from the centralized residence to smaller units: 1. Large flats for the first terms; 12 to 18 students per unit. The student has to make friends and adapt to the new situation; 2. Medium-sized flats for students who have settled in and acquired a set of friends; 6 to 8 students per unit; 3. Small flats for teaching staff, married students and those preparing for examinations and wishing quiet and privacy; 2 to 4 residents per unit. Flats with two beds per bedroom gain more common living space, and further collective living. Others with only one bed per room offer less common space, but, on the other hand, promote the individual achievement of each student. The ultimate ideal: a balance between social involvement and privacy. There are envisaged, besides the residences, the following: shops, discotheques, culture and sport center.»
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via “(Das) Werk, 60” (1973)
Israel’s Independence Day is celebrated on the fifth day of the month of Iyar, which is the Hebrew date of the formal establishment of the state, when members of the “provisional government” read and signed a Declaration of Independence in Tel Aviv. The original date corresponded to May 14, 1948.
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"Israel – Vom Opfer zum Täter zum Opfer - ein Hin und Her seit 80 Jahren" - Eine Broschüre von Peter Hänseler und René Zittlau. Rezension
Der Krieg Israels in Gaza nach dem Überfall der Hamas auf das Land am 7. Oktober 2023 mit inzwischen ca. 30.000 getöteten palästinensischen Menschen (davon ca. 12.000 Kindern!), einem nahezu komplett zerstörten Gazastreifen, 1,7 Millionen Vertriebenen, nach Jahrzehnten der Apartheid , hinterlässt eine von Hungersnot bedrohte Bevölkerung. Die seitens israelischer Politiker offen geäußerte…
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2887 Centraal Station
Op een dag kwam ik heel vroeg aan bij het Centraal Station in Rotterdam. Ik kwam daar niet heel vaak, maar toch regelmatig genoeg om het station goed te kennen, maar ik kwam er maar zelden aan de achterkant, bij de Provenierssingel en zeker niet ’s morgens heel vroeg zoals deze keer. Ik moest vast en zeker ergens heen met de trein en ik fietste in die tijd alles, dus ik was nog geen zestien. Ik…
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David Ben-Gurion First Prime Minister of The State of Israel Signed Phot...
“Perché cos’eri se non nostalgia, Israele?”. L’incontro – e l’epistolario – tra Borges e David Ben-Gurion
Nato il 24 agosto del 1899 a Buenos Aires, Jorge Luis Borges è riconosciuto come una delle figure più importanti della letteratura universale. Inoltre, è considerato uno degli scrittori più grandi ignorato dal Nobel per la letteratura. “Non concedermi il Nobel è diventata una tradizione scandinava”, era solito dire lo scrittore, scherzando intorno a questa clamorosa dimenticanza. Su questo gigante molto è stato scritto, poco nota, piuttosto, è la sua ammirazione per l’ebraismo e la curiosità nei confronti dello Stato di Israele.
Nel 1969, in Israele, l’incontro tra Jorge Luis Borges e David Ben-Gurion
Questo sentimento riluce chiaramente nello scambio epistolare intrattenuto con David Ben-Gurion, fondatore e primo ministro di Israele. Già afflitto dalla cecità, il 16 ottobre del 1966 Borges dettò alcune righe da inviare al politico israeliano, rimarcando “la mia ammirazione verso il suo lavoro… Forse non è pienamente consapevole dell’affinità che ho sempre sentito verso il suo ammirevole popolo… Ho studiato a fondo l’opera di Spinoza, ho cercato di comprende l’intricato, intrigante universo della Kabbalah attraverso gli scritto di Martin Buber e di Gershom Scholem… Al di là del sangue, dato dal caso, siamo tutti greci ed ebrei”.
Ben-Gurion rispose senza indugi al grande scrittore. “La ringrazio profondamente per la lettera. Tramite l’ambasciata israeliana a Buenos Aires ho sentito parlare della sua personalità, della sua magnifica opera letteraria e del suo atteggiamento verso Israele e la sua eredità spirituale. Noto, nella sua lettera, che ci accomuna l’amore per la Grecia e per la sapienza ebraica. Sarei felicissimo se volesse visitare il nostro paese, ospite nella mia casa, nel deserto del Negev”.
Borges accettò l’invito: trascorse in Israele dieci giorni, all’inizio del 1969, e incontrò per la prima volta Ben-Gurion. Tornato in Argentina, Borges scrisse: “Ho visitato la più giovane e la più antica delle nazioni”.
Baruch Tenembaum
*Si riproduce in parte l’articolo “We are all Greek and Hebrew” pubblicato su “The Jerusalem Post”
***
Da “El Aleph”, che s’incardina sulla prima lettera dell’alfabeto ebraico, alle poesie – diverse – dedicate a Spinoza (“Intaglia un arduo vetro: l’infinito/ Ritratto di Chi è tutte le Sue stelle”), è arduo gioco enigmistico rintracciare fonti ebraiche nell’opera di Borges, che in diverse occasioni disse di sentirsi ebreo. L’adesione all’ebraismo era, nel suo caso, culturale: lo studio della Kabbalah e l’idea del Libro dei Libri, il libro che possiede tutti i significati, che presiede a tutte le opinioni e risolve tutte le interpretazioni, infuocarono la sua immaginazione narrativa. Come i poemi islandesi di Snorri, i paraventi giapponesi, i racconti di Erodoto. In una delle sue raccolte di poesia più note, “Elogio dell’ombra”, Borges mette in versi il suo viaggio in Terra Santa: la poesia s’intitola “Israele, 1969”, ed è posta tra una “Invocazione a Joyce”, i “Frammenti di un vangelo apocrifo”, una poesia dedicata a “Eraclito”.
Israele, 1969
Temetti che in Israele attendesse con dolcezza insidiosa la nostalgia che secoli d’esilio accumularono, triste tesoro, nelle città degli infedeli, nei ghetti, nei tramonti della steppa, nei sogni, la nostalgia di quelli che ti piansero, Gerusalemme, schiavi in babilonia. Perché cos’eri se non nostalgia, Israele, se non voler salvare tra le forme incostanti del tempo, la liturgia, il tuo vecchio libro magico, il tuo star solo con Dio? Invece, la più antica delle patrie è anche la più giovane. Non hai tentato con giardini gli uomini, né con l’oro e il suo tedio, bensì con il rigore, terra estrema. Israele senza parole ha detto: tu scorderai chi sei. Scorderai l’altro che lasciasti. Scorderai chi tu fosti nelle terre che ti dettero sere e mattini e cui tu non darai la nostalgia. Scorderai la tua lingua paterna, imparerai quella del Paradiso. Sarai un israelita, un soldato. Costruirai la patria con fangaie; l’innalzerai con deserti. Con te sarà al lavoro tuo fratello, di cui ignori il volto. Solo una cosa ti è promessa: il tuo posto nella battaglia.
Jorge Luis Borges
(la traduzione è di Francesco Tentori Montalto)
*In copertina: Borges e la madre, Leonor Acevedo Suarez
L'articolo “Perché cos’eri se non nostalgia, Israele?”. L’incontro – e l’epistolario – tra Borges e David Ben-Gurion proviene da Pangea.
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KARL MARX – DER TODESENGEL JAHWES? III.
Das Judentum auf der weltpolitischen Bühne Es gibt keine jüdische Welt-Verschwörung – und auch keine des Neoliberalismus, sondern eine unablässiges Durchsetzen jüdischer Interessen, durch Besetzung und Steuerung der jeweils opportunen „-ismen“.
Der konservative (jüdische) englische Premier Benjamin Disraeli schrieb selbst in “Lord George Bentinck: A Political Biography”,1852: ”An insurrection…
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