🔮 ⋅ new role! ― #ravenfirerpg.
benjamin ﹫ gregg.
library ; 230920, evening.
Benjamin parve congelarsi sul posto, nel mentre che lasciava andare il libro tenuto tra le mani fino a poco prima, a causa della domanda postagli dall’uomo. Metterlo in difficoltà con una domanda non era affatto qualcosa di cui molte persone si sarebbero potute vantare, dato che ― bene o male ― il Veggente aveva sempre una risposta pronta per ogni occasione; stavolta, invece, si sentiva indeciso. Dire o non dire le cose come stavano? Se da una parte sarebbe stato divertente e interessante vedere la sua reazione, dall’altra lui aveva sempre preferito esser sincero. Ai suoi occhi la professione che svolgeva portava sempre a un risultato “figo come nei film”, questo perché provava una gran soddisfazione per l’esito che ogni operazione aveva; tuttavia, non poteva essere sicuro che la sua opinione bastasse a dare una risposta adeguata. Dire di “no”, a ogni modo, gli sembrava altrettanto sbagliato. Liberandosi da quello stupore iniziale, prese ad accumulare da parte tutti quei libri che aveva estratto dagli scaffali per dare un’occhiata, nel mentre che cercava le parole adeguate con cui rispondere, quelle che avrebbero realmente potuto rappresentare com’erano andate le cose. Fece spalluce a un tratto, prima di incrociare le braccia davanti al petto e accomodarsi meglio sulla sedia.
« A metà. Se ti dicessi di sì o di no starei mentendo, il “forse” è la risposta che si avvicina meglio a quello che l’operazione è stata. L’importante è salvare una vita, quindi il modo in cui il processo appare è relativo ― da vedere è interessante, questo non lo nego. Sicuramente più che da eseguire, hai fin troppe pressioni addosso quando il paziente è sotto i ferri. I film danno sempre un’immagine super entusiasmante degli interventi, vero? »
Gregg Maximilian R. Holland
Poche cose potevano entusiasmare il professore, soprattutto perché nulla davvero aveva effetto su quella mente brillante che spesso spaziava da cose futili ad argomenti ben più intricati. Eppure quando aveva incontrato l'amico, non poteva non chiedergli se fosse la stessa cosa dei film. Aveva sempre apprezzato il realismo di alcuni sceneggiati, eppure era lui il primo a sapere che le cose non erano sempre come apparivano.
Con un'espressione appena soddisfatta sul volto, Gregg accennò ad un lieve movimento del capo in fatto d'assenso.
« I film mostrano semplicemente ciò che vorremmo vedere, una realtà romanzata, un qualcosa che non esiste ma che miriamo in qualche modo a desiderare e poter avere con noi. »
Commentò l'uomo passandosi una mano sul completo tre pezzi che adorava indossare. Era da sempre dedito all'eleganza il professore, come una corazza che amava indossare in pubblico e non lasciar trasparire che cosa nascondesse realmente.
Il silenzio di quel luogo, tuttavia, era quasi irreale a quell'ora della sera, ma sapeva apprezzarne di certo la bellezza.
« Sempre a pensare al prossimo, eh Benjamin? »
Benjamin non poté fare a meno che concordare con la sua prima affermazione, dato che l’aspirazione di diventare neurochirurgo era nata in lui non soltanto per gli studi approfonditi che aveva fatto sul corpo umano, ma anche per la rappresentazione davvero particolare che veniva fatta della professione nei film o nelle serie ― non del tutto realistica, spesso e volentieri. Il che purtroppo aveva un certo impatto anche su chi percepiva un certo mondo lavorativo dall’esterno. Sotto tutti i punti di vista possibili, a suo dire, non esisteva un’occupazione che fosse bella quanto quella da lui svolta ed era certo che ogni altra persona avrebbe potuto dire lo stesso della propria; pertanto, malgrado fosse una banalità, Gregg aveva centrato nel punto, sia per quello che nell’accusarlo di pensare sempre al prossimo. Era vero, anche troppo vero, e lo portava a prendere parte in innumerevoli situazioni spiacevoli ben oltre l’immaginabile. Distrattamente si passò una mano tra i capelli spettinati, nel tentativo di aggiustarli alla bell’e meglio, nel mentre che gli rispondeva:
« Ti devo dare ragione su tutto quel che hai detto, e ammetto non mi capiti spesso di farlo, perché di me o sulla mia professione tendono a capire sempre ben poco. Devi avere senz’altro degli alunni molto fortunati, se hanno un professore tanto perspicace, e che sa giungere al cuore delle questioni in maniera tanto diretta. E dimmi un po’, rendono giustizia alla tua professione nei media? O anche in quel caso è soltanto un bell’ideale che viene venduto agli spettatori? »
Gregg Maximilian R. Holland
Pensare al prossimo era un fatto che entrambi gli uomini condividevano, tuttavia lo facevano in modo semplicemente diverso. L'uno si dava alla professione medica, aveva costruito la propria vita su quella mansione lavorativa, mentre l'altro, semplicemente cercava di fare la cosa giusta.
Giunto a Ravenfire tempo prima, Gregg aveva individuato una casa famiglia che sentiva il bisogno di aiutare. Quei ragazzi in difficoltà, vittime di violenze alcuni, altri vittime di abusi, avevano davvero bisogno di una mano, ed essere volontario, era un qualcosa che lo faceva stare in pace con se stesso.
Replicò con un sorriso a quelle affermazioni prima di stringersi nelle spalle. Sapeva di fare un buon lavoro con i suoi studenti, sperava che trasmettesse il suo amore per la mente umana, ma sapeva che ci doveva essere qualcosa in più.
« Semplicemente mi focalizzo sui dettagli. E se mi stai chiedendo se ci sono scappatelle con le studentesse, la risposta è assolutamente no. Non so se i miei alunni sono fortunati o meno, ma so che cerco di fare del mio meglio per loro. Abbiamo solamente una vita, e sarebbe stupido non impegnarci in qualcosa di importante. Ma qual è il vero ideale di un professore? »
« No, non era quel che intendevo, mai mi sarei permesso di alludere a ciò. Mi riferivo al modi in cui spesso veniate rappresentati come infallibili, difficili e trovare in errore e soprattutto sicuri di voi stessi e delle vostre abilità. Tutte qualità che vengono applicate anche ai ruoli di cariche mediche, ai vari specialisti — e, a mio avviso, dà un’immagine tutt’altro che realistica. »
Fece silenzio, poi, intento a trovare una risposta per la domanda che Gregg gli aveva posto all’ultimo. “Qual è il vero ideale di un professore?”. Potevano esserne molto, sceglierne uno soltanto tra tutti sarebbe stato impossibile, oltre che riduttivo. E questo valeva per tutte le professioni. A lui era capitato di conoscere una buona fetta di personale medico d’ogni genere, e mai aveva trovato due volte lo stesso ideale tra persone che operavano nella stessa categoria. Lo stesso Benjamin era certo di non essere rappresentato dallo stesso ideale valido per un altro cardiochirurgo, per tanto aveva tutti i diritti di credere che quella fosse la spiegazione giusta. Gli rimaneva dunque da restituire a Gregg quell’unica risposta che, a suo dire, aveva un briciolo di senso.
« Un “vero ideale” non esiste, per tanto non possiamo sceglierne uno definitivo. Ne esistono molti, uno per ogni persona che ricopre una certa carica, e seguendo questa logica non possono neanche esistere ideali giusti o sbagliati. Tutto è valido. »
Gregg Maximilian R. Holland
Un sorriso astuto si dipinse sulle labbra del professore che rimase sorpreso dalle parole dell'amico. Sapeva che il Rogers fosse una persona tutta d'un pezzo e più volte l'aveva dimostrato, e anche in quell'occasione non si smentì.
Tante erano le storie che si raccontavano tra i corridoi scolastici, alcune veritiere ed altre meno, ma non per questo l'Holland avrebbe voluto classificato nei primi. Egli si ritrovò ad alzare un angolo delle labbra prima di fare un leggero cenno del capo.
« E' il genere umano che tende a sentirsi superiore anche nelle situazioni in cui dovrebbe semplicemente rimanere in silenzio. E' quanto la troppa sicurezza in sé porta inevitabilmente all'arroganza, ma tutti possiamo sbagliare, io compreso. »
Replicò cercando di esporre il suo pensiero. Spesso le persone si prendevano la briga di additarlo come infallibile, eppure la verità era che nessuno lo era realmente. Tutti sbagliavano, nessuno possedeva la perfezione benché si volesse raggiungere a tutti i costi.
Attese solamente qualche istante prima di sentire la risposta alla sua domanda di poco prima. Era stimolante intellettualmente potersi confrontare con una persona come Benjamin, intelligente, scaltro e di un'astuzia che difficilmente si poteva ritrovare nel prossimo.
« Una disquisizione sul giusto e sbagliato che mi porterebbe via più tempo di quanto in realtà non abbia. E' sempre un piacere, però. Appuntamento fisso la settimana prossima, Rogers. »
Lo congedò con un sorriso prima di salutarlo e andarsene. Era arrivato a Ravenfire per una ragione, ma nessuno gli avrebbe recriminato il fatto di poter intessere legami duraturi.