Primo sbarco in terra straniera.
Era il 16 Dicembre 2016 ed io e mia sorella ci preparavamo a prendere l’aereo per Parigi.
Prima volta per me ma non per lei, fortunatamente.
Non avevo nessuna idea di ciò che mi aspettava, non ero mai stata a Disneyland, non mi aveva mai interessata e non parlavo francese.
Cominciavo bene, sinceramente.
Era un CDD (contratto determinato) di sole 2 settimane e come tutti mi ripetevo che avrei fatto solo un CDD dopo l’altro e che tanto sarei tornata a casa presto.
Non conoscevo niente della Francia ma già sapevo che lì non ci avrei mai vissuto.
Chi l’avrebbe mai detto che tutto sarebbe cambiato da lì a poco?
Insomma, arriviamo a Parigi, prendiamo lo shuttle per Disneyland e andiamo all’Hotel Sequoia Lodge, punto di raccolta per i CDD arrivati “tardi”.
Una navetta ci porta alla residenza CDD Disney, “La Boiserie”.
Una meraviglia! Mini appartamenti singoli, “Studio”, forniti praticamente di tutto.
Stoviglie, lenzuola, asciugamani, la residenza fornisce anche ferro da stiro e carrellino per la spesa su richiesta. Insomma, un hotel.
La fermata del bus è giusto a 2 minuti dall’ingresso, gli orari sono consultabili su internet. Magico 34. Con 2€ in 50 minuti fa il giro della città.
Un capolinea è la stazione di Chessy, dove si trova il parco, e l’altro è Val D’Europe dove puoi trovare di TUTTO! C’e un centro commerciale immenso, la posta, la banca (dove TUTTI i CM hanno un conto) e i ristoranti.
In più c’è la RER, la metro che collega Chessy a Val. 3 minuti e sei arrivato.
Ovviamente Lo Boiserie sta in mezzo.
Altra cosa magica è il Navigo, l’abbonamento che ti fa arrivare fino a parigi a un prezzo ragionevole. Si, 75€ sono tanti, ma una volta a Parigi, se vuoi muoverti in fretta, non farai che salire e scendere dai mezzi. 75€ li spenderesti in un giorno.
Tornando a noi: Siamo alla Boiserie, non dobbiamo dividerci l’appartamento e l’indomani si lavora. Tutto perfetto.
Primo contratto. Ho il terrore, non parlo una parola e mi salvo solo grazie a mia sorella che mi ha fatto una testa quanto una casa spiegandomi 20 volte come entrare nel backstage e fare il mio ID. Non sto qui a spiegarvi cosa sia perchè è una cosa nostra. Facciamo solo che vi dico che è il nostro documento di riconoscimento, un badge che ci permette di passare in backstage senza farci fermare dalla sicurezza. Senza ID non ci si muove MAI.
Tutto è confuso, mi muovo meccanicamente sperando di non dimenticare nulla, corro a destra e a sinistra nonostante sia in anticipo perchè ho paura di perdermi e arrivare in ritardo il primo giorno.
Disneyland ti fornisce la divisa e le scarpe di sicurezza quindi fin qui tutto bene, devo solo presentarmi lì e domandare una divisa di cucina.
E come glielo domandi? A gesti, come le scimmie. Meravigliosa capacità di adattamento di noi italiani..
Ok, mi cambio e raggiungo la mia locazione: Cafè Hyperion.
Non dimenticherò mai questo posto. Il più grande fast food d’europa, una mole di lavoro indescrivibile e giustamente doveva capitarmi come primo contratto.
Ma vuoi mettere la soddisfazione quando a fine giornata ti metti a letto e non fai neanche in tempo a chiudere gli occhi che ti sei già addormentata?
Sul posto c’erano già altri CM, anche loro al primo contratto. Neanche un italiano.
Si cerca di comunicare, un po’ d’inglese qui e un po’ di francese là e ci capiamo. Inutile dire che fosse più difficile comunicare che lavorare.
Ci ricevono, tour del ristorante e spiegazione del lavoro. Non capii una parola di cosa mi dissero, idem al secondo tour, quello del secondo contratto. Tutto divenne più chiaro a partire dal terzo.
Praticamente lavoravo seguendo gli altri, senza conoscere i nomi delle cose e dei prodotti per la pulizia.
A disney nessuno parla italiano e, dopo qualche anno, neanche gli italiani.
E’ il secondo giorno e scopro che gli italiani ci sono, sono in sala ma esistono. FELICITA’!!
Mi comunicano i miei orari e i giorni di riposo, coincidono con quelli di mia sorella quindi ci accordiamo per andare a visitare il parco.
Si, i CM entrano gratis quando gli pare, è il primo di un’enorme lista di vantaggi.
Ma di questo ne parlerò un’altra volta.