— Non tutti soffrono del bisogno compulsivo di classificare, organizzare ed etichettare tutto il mondo intorno a loro. Lo sai? — No.
Big bang theory

seen from Albania
seen from United Kingdom

seen from India
seen from Nigeria
seen from Malaysia
seen from Germany
seen from Singapore
seen from China
seen from China

seen from United States
seen from Albania

seen from Australia
seen from United Kingdom
seen from United States

seen from Australia

seen from France
seen from United States

seen from Russia
seen from China
seen from China
— Non tutti soffrono del bisogno compulsivo di classificare, organizzare ed etichettare tutto il mondo intorno a loro. Lo sai? — No.
Big bang theory
Siamo strani noi umani, con le nostre manie di classificare, categorizzare, dividere.
Eppure, molto del nostro mondo non può esserlo. Basta prendere un piccolo, piccolissimo esempio: i colori.
Inizialmente vi sono quelli primari: il blu, il giallo e il rosso. Eppure non esistono solo questi colori. Se mescolati tra loro, infatti, se ne otterranno altri: il viola, verde, marrone e via discorrendo. Poi esistono sfumature di verde: verde smeraldo, verde palude, verde giada...
Esistono combinazioni, forse infinite.
Ed è proprio così che è il nostro mondo, che sono le nostre scelte: derivano da delle situazioni di base, primarie, che poi si diramano in un mondo ben più complesso, spesso facendoci ricredere sull’esistenza di una categoria. Facendo vacillare i nostri principi, i nostri credo.
"Quella del vedere è una sentenza, che non è meno definitiva di quella emessa da un poliziotto o da un giudice che indossi la toga d’ermellino. Lo sguardo decide del mondo. (...) Perché è questa la tentazione irresistibile del vedere, quella di classificare il mondo. Classificare significa trasformare ogni entità vista in un caso di una classe più generale. Da notare, ed è un punto decisivo, che al mondo non esistono le classi con cui categorizziamo le entità del mondo; c’è questo vivente sulla banchisa, c’è questo ailanto cresciuto sulla scarpata della ferrovia, c’è questo mammifero bipede proteso verso l’altro bipede piumato. Nel mondo esistono singolarità, non esistono classi e categorie. È quindi lo sguardo che impone alle entità del mondo di collocarsi all’interno di una classe – che in fondo non è altro che una sorta di prigione concettuale – anziché dentro un’altra."
Felice Cimatti
L'essere umano classifica tutto ciò che è diverso come: una minaccia.
ilsignificatodellamore
Classificare le città in base alla qualità della vita: Napoli tra le ultime
Classificare le città in base alla qualità della vita: Napoli tra le ultime
Un’inedita sul podio della Qualità della vita 2014: a conquistare il primo posto della classifica sulla vivibilità nelle province italiane è Ravenna, da anni nel gruppo di testa ma mai in zona medaglie, salvo nell’anno del debutto della ricerca, il 1990, quando arrivò terza dopo Belluno e Gorizia.
Continua a leggere
View On WordPress
L’opportunista è così preoccupato di essere classificato, da stare a ponderare le conseguenze più che agire, in pratica un sinonimo di immobilismo.
F.B.Z.