messa in minoranza sulla chat perché gli occhiali che piacciono a me sembrano 'da troia' - ma un paio di occhiali da vista??? signor giudice io mi trovo davanti a voi oggi...

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messa in minoranza sulla chat perché gli occhiali che piacciono a me sembrano 'da troia' - ma un paio di occhiali da vista??? signor giudice io mi trovo davanti a voi oggi...
Da un punto di vista pratico, curare un Papa e chi creda in dio non è affatto la scelta giusta, perché una volta ristabiliti in salute torneranno a ledere le persone fragili odiando; ma la Scienza è questo: vive di Etica e non di moralità; ecco perché la Scienza sarà sempre Superiore ed Educativa rispetto a qualsiasi forma di superstizione, pregiudizio e mitologia: rispetto a qualsiasi persona che creda in spiriti e dei, invece di occuparsi bene e solo degli esseri umani, sia vicini che lontani.
Come si chiama un uomo che si meravigli di una donna che pratichi attività "tipicamente da uomo" ( ?!!), come:
- guardare pornografia
- giocare alla PlayStation
- giocare a calcio
- riparare uno strumento - pescare
- guidare un camion
- ... ?
🇨 🇴 🇬 🇱 🇮 🇴 🇳 🇪 !
Il tipico coglione convinto che se una donna va oltre mascara e smalto, allora è "eccezionale", come se il cervello femminile non fosse uguale a quello maschile.
Sono le pari opportunità a mancare, non le qualità cerebrali:
"Non esiste una sola persona in questo mondo che abbia un pregiudizio, a prescindere dalla natura del pregiudizio, che non possa superare attraverso la luce della sua mente più illuminata."
-N. Goddard
C'è una sorta di pregiudizio sulle donne nate negli Anni '80: a riguardo, come esponente dell'epoca, posso testimoniare che non siamo nate, affatto, nel Medioevo: abbiamo potuto scegliere, tutte, come donne, se ridurci a delle babbione da messa, o, crescere come Persone, capaci di coltivare le proprie passioni, combattere per la propria indipendenza, mandando a fanculo, ogni giorno della nostra esistenza, religione e Stato fondato solo sulla famiglia.
Chi si scandalizza è sempre banale e spesso male informato Pasolini -
“ Hassan era di alta statura, bianchissimo di pelle, calvo. Parlava a voce bassa per timidezza, ma anche per gioco. Ribelle, non poteva non essere giudicato male da una società tradizionale dove molte cose si facevano di nascosto. Voci persistenti circolano da sempre in quella città: gli uomini di Tétouan sarebbero avari e le donne si amerebbero tra loro. Maldicenze? Forse. Diciamo, più seriamente, che gli uomini sono parsimoniosi e le loro donne piene di mistero. Fatto sta che in due anni di scuola non ho incontrato nemmeno una donna tetuanese e sono stato invitato in una sola famiglia, quella di un collega professore di arabo: Si Mohamed, uomo raffinato e simpatico. Era il solo a manifestare amicizia per Hassan il marginale. Quell’uomo colto, che parlava solo l’arabo e un po’ di spagnolo, ci nascondeva sua moglie. Hassan mi disse che nemmeno lui era mai riuscito a vedere il viso di quella donna. Usciva di rado e non appariva che velata. Una volta all’anno, suo marito la portava in vacanza in Spagna. Dal momento in cui saliva sul traghetto diventava un’altra donna, senza velo né djellaba. Gli stranieri potevano ammirare la sua bellezza – non così gli amici né i parenti. Bella o no, non doveva scoprire il viso a Tétouan. La cosa non mi stupiva. La città era piccola. La gente pigra e maldicente. Potevo capire il comportamento di Si Mohamed che non aveva nessuna voglia di sconcertare le radicate certezze di persone che, come diceva lui, avevano un dossier su ciascun abitante. Appunto, il dossier di Hassan era brutto: scapolo, bevitore di birra e di vino, corteggiatore di donne straniere, amico di qualche prostituta, spendaccione, generoso e irrispettoso delle buone maniere della città. Lui era davvero tutto quanto si diceva e bisogna ancora aggiungere che Hassan era lucido, curioso degli altri e disposto “a una vita migliore”. Quell’uomo, di grande fedeltà, mi aiutava a sopportare il grigiore della città e la ristrettezza mentale dei suoi abitanti. Avevamo una complicità quasi naturale. È stato l’amico di un’epoca. Ci rivediamo, ogni tanto, e rievochiamo con bonomia quegli anni di Tétouan, fatti di tristezza e di rari momenti di gioia. “
Tahar Ben Jelloun, L’amicizia, Einaudi (collana Tascabili; traduzione di Egi Volterrani), 1999⁹; pp. 23-25.
[Edizione originale: La soudure fraternelle, Arléa, Paris, 1994]
“I pregiudizi, è ben noto, sono più difficili da sradicare dal cuore il cui terreno non è mai stato dissodato o fertilizzato dall’istruzione; essi crescono là, fermi come erbacce tra le rocce.”
— Charlotte Brontë