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E delle idee.
Oubaitori
Non confrontarti con gli altri.
Ognuno ha una sequenza temporale diversa e un percorso unico.
È importante concentrarsi sui propri progressi, piuttosto che cercare di misurarsi con gli altri.
Oggi ho deciso di dire basta. Alle otto e cinquantun minuti, dopo solo poche ore di lavoro, i miei occhi lacrimavano e mi sono ritrovata in bagno a singhiozzare, sbattere quella maledetta porta bianca per non prendere a calci qualcuno, scacciare quel nervosismo, asciugarmi il viso, respirare e contare fino a 10 per poi tornare in mezzo a quegli imbecilli. L'ennesima scenetta messa in atto, l'ennesima parola subdola, l'ennesimo rimprovero. Mi sono guardata per un secondo allo specchio: I capelli spettinati, la mascherina blu, gli occhi arrossati, il respiro agitato nel petto e una me dall'altra parte che silenziosamente diceva basta. Sono tornata di là ed ho finito le mie ore
Uscita, la mia testa era carica di pensieri e il mio umore non più lo stesso del mattino, e di tempo ne avevo ancora davanti. Ho aspettato e poi parlato per qualche minuto nel parcheggio con Lu, collega con cui si è instaurato un rapporto che potrei definire come amicizia, nonostante i nostri anni differenti, e che oggi mi ha vista esplodere e non stare bene, abbiamo parlato anche di questo punto. La voglia di andare via, di scappare a gambe levate, dello stress, dell'imparare a fregarsene perché tanto quelle che ci rimettiamo siamo noi, "stai su" mi ha detto dopo un abbraccio. Lo so che è cosi, che a rimetterci siamo noi ma sono stanca e stufa, perché in cuor mio so che per quanto dica o provi a fregarmene, durerebbe pochi giorni, come ogni volta e poi puntualmente ricomincerebbe tutto daccapo. Non voglio più.
Sono stanca di essere trattata ed umiliata in quel modo, di sentirmi sempre come se fossi in difetto per come ti parlano, di non avere considerazione, di farmi in quattro, di spaccarmi la schiena (letteralmente), di correre e di non fermarmi, di non avere il tempo nemmeno di bere, di questo posto senza rispetto per niente e nessuno, di vedere il mio sguardo così spento e sentire questo malessere interiore, al limite da un esaurimento, per quattro nullità (per restare garbata nella scrittura perche nella mia mente al momento la parola inizia per c). E tutto per cosa? Se tutta questa fatica non viene nemmeno ripagata in maniera appropriata..
In questi ultimi due anni è come se una parte di me, quella della vita sociale, avesse smesso di vivere, soprattutto negli ultimi mesi. Intrappolata e rimasta in questa bolla forse troppo a lungo e pronta ad esplodere da un momento all'altro. Riguardavo foto un giorno, impressionata nel vedere quella serenità, quel sorriso e quella luce e la testa pensava "dio mio ma quand'è stata l'ultima volta che ho riso così tanto? E che ho fatto una cena fuori, che sono rientrata tardi? " ne avevo molti altri mentre continuavo a scorrere e per quanto non siano trascorsi decenni da quelle foto, non voglio più sprecare tempo. Guidando verso casa pensavo ai discorsi che avrei dovuto affrontare e mille altre problemi, una volta arrivata mi son diretta in camera per posare la borsa, mamma era sugli scalini del corridoio, mi sono voltata per rispondere alla sua domanda e dopo una frase sono scoppiata in lacrime, buttando fuori tutto quello che forse in questi mesi non sono mai riuscita a dire davvero e forse sempre per la prima volta ha compreso quanto sia difficile per me rimanere ancora lì. Mi sono avvicinata e l'ho abbracciata. Un abbraccio lungo, carico di quelle frasi non dette, capace di farmi sentire protetta. Potrei dire che abbiamo fatto una lunga chiacchierata e per me lo è stato davvero, ma vista da fuori credo siano stati più silenzi che parole, quelle importanti però sono state colte. Un momento insolito ed intenso allo stesso tempo, perché a questi comportamenti non sono abituata ed oggi mi è sembrato di far un passo enorme, riuscire a parlare con lei e mostrarmi vulnerabile e con qualche pezzo rotto, condividere parte del problema mi ha fatto sentire meno sola. Vuol dire anche questo crescere, diventare adulti? Non so cosa accadrà nei mesi avvenire ma so per certo di non voler più star così.
ADHD
After two days of full time at school - 8/14 - my son goes into crisis. In tears he tells me that he no longer has time to rest, to play, to be with friends.
All the good will to explain to him that if he didn't waste time (when he goes to wash his hands I feel like contacting 'Who saw him?'), If he concentrated on doing his homework and limited himself to doing the pauses between one subject and another, perhaps a little time for himself would find it.
Nothing to do, he alone against the school world that haunts him.
Already from the first posts I stressed that the ADHD problem is very serious but if you find with a son with a 'str ... o' character, the problem becomes magnified. It is true that the tasks are so many, compared to elementary school, in addition to the irritating fact that leafing through the notebooks on returning from school you see only a few hints to a theory and kilometers of exercises per task. The big work has to be done at home. Perhaps it will be due to the fact that those who planned the timetable of the subjects had the bizarre idea of not putting almost any subject with two consecutive hours. Can you imagine what can be done in an hour of math - which would then be 50/55 minutes? If at the same time you have to correct the flood of given tasks? I remember that mathematics, Italian, foreign language, were spread over two hours. For example, for mathematics, you started correcting your homework, a few questions here and there, you started the theory of a new topic and then exercises to make sure you understood. What was wrong with that? Ditto for Italian, especially for grammar.
Now I have to try to figure out how to act so as not to have to spend afternoons doing homework with a curmudgeon who has the same speed of execution as a sloth.
N.B la versione italiana sul mio blog, seguimi
Ok essere Nerd. Ok voler giocare alla play e guardare anime, anch’io sono così, ma cazzo non si può sempre parlare della stessa cosa. Non si può sempre parlare di giochi, anime e manga, e quando cerco di fare un discorso serio dopo due minuti si finisce con un “ok” o “capito”.
Io voglio parlare con qualcuno del mondo che sta andando a puttane, della politica che fa schifo. Voglio parlare della vita. Voglio confrontarmi con i pensieri degli altri.
E che palle.
Finché l’uscita resta aperta non ci sono problemi; si può sempre scappare. Possiamo evitare confronti spiacevoli, sia con noi stessi sia con gli altri, soltanto allontanandoci.
Paul Auster, “L'invenzione della solitudine”.
Una vera coppia non è fatta da un uomo e una donna che si sbaciucchiano, ma da un uomo e una donna che battibeccano.
-Tiziano Scarpa
Foto Helmut Newton
Confrontarsi.
Pentesilea
Il tramonto in confronto a te non é nulla. - @brividosopralafollia