Da RiservAmica 2015 a Flor15. Aguzzate le orecchie della natura, nulla si spreca e grazie a lei possiamo fare la spesa a km e costo 0. Oggi parliamo delle piante spontanee.
SARA BRACCO - Che l'Italia sia indiscutibilmente ricca di un patrimonio culturale d'eccellenza si sa ma, che sia anche contenitore di un florido numero di riserve naturali colme di biodiversità non so se lo sapevate. Di certo però confermerete, che il nostro paese di tutto questo, spesso fa cattivo uso. Domenica 10 maggio oltre alla festa della Mamma c'è stata anche la festa nazionale “RiservAmica 2015”.
Proprio domenica 130 riserve naturali italiane hanno aperto le porte agli italiani, guidati per questa giornata dai profumi decisamente primaverili, da agenti del Corpo forestale dello Stato a scoprire i tesori verdi che si nascondono nella nostra penisola.
Dalle Dolomiti passando per l'Appennino sino all'Aspromonte, riserve costiere, aree naturali salmastre e umide, spine dorsali del verde d'Italia per una superficie di 90 mila ettari di varietà animali e vegetali, il tutto percorribile in sentieri che si immergono nel verde, lungo laghi o coste accompagnati da storie, culture e tradizione.
Ma siamo nell'anno dell'Expo non dimentichiamocelo e per questa giornata dedicata a Mamma Natura gli agenti della Forestale sono stati anche “Chef della Natura” per spiegare che dai boschi si può imparare non solo gli equilibri, ma la catena alimentare che qui non spreca nulla.Si può infatti, tra alberi e sottobosco fare la spesa a km e costo 0. Come nutrirsi spontaneamente a ritmo delle stagioni (http://www.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10943).
E se per molti questa domenica appena passata è stata tutt'altro che verde non vi preoccupate, ho subito un rimedio anzi un paio. Per chi ama passeggiare, munitevi di scarponcini e aguzzate la vista potreste tornare a casa con preziosi ingredienti da infornare. Domenica 24 maggio il centro Lem (http://www.laboratorioenergiamentale.it/calendario2015.html#maggio) organizza un corso di riconoscimento e Preparazione delle Erbe Spontanee Commestibili con i docenti Silvia Nepote Fus e Cristina Cuscunà. Il tutto alle porte di Torino.
E per chi agli scarponi volesse preferire una comoda passeggiatina cittadina attenzione, il centro di Torino potrebbe per un paio di giorni cogliervi di sorpresa, trasformandosi in un vero e proprio polmone verde, nascondendo tesori sempreverdi, piccoli e grandi frutti colorati e fiori d'ogni forma e profumo. La sapete la differenza tra rose americane, inglesi e francesi? E che ne dite di un giardino acquatico? Sapete cosa sono le tillandsie? Un indizio si nutrono di umidità e purificano l’ambiente che le ospita.Che ne dite poi di avere a portata di mano vivaisti esperti e pronti a risponde ad ogni vostro dubbio o perplessità?
Ora scommetto vorrete sapere di cosa sto parlando, segnatevi innanzi tutto tre date dal 23 al 25 maggio a Torino in via Carlo Alberto si terrà Flor15, una mostra mercato del florovivaismo di qualità, giunta quest'anno alla terza edizione. Mostra che rientra a pieno titolo tra le migliori dieci manifestazioni florovivaistiche nazionali per quantità e qualità degli espositori presenti e che si è conquistata la fiducia degli appassionati ma non solo, anche dei più curiosi.
Abbiamo fatto due chiacchiere con Giustino Ballato, curatore di Flor e membro dell’Associazione Nuova Orticola del Piemonte, per scoprire cosa si nasconde dietro una grande manifestazione dal respiro green, ma anche per parlare di città, sostenibilità, verde e perchè no di cibo.Parola d'ordine spontaneo e naturale (http://www.orticolapiemonte.it/index.html). Qui di seguito il rimando a tutta l'intervista (http://wearelotuseaters.tumblr.com/post/118613671793/respirare-la-natura-in-citta-flor-15-mercato).
Arriviamo a noi, riempiti d'impegni i vostri calendari, si sta avvicinando l'ora della cena e prima di svelarvi la ricetta vi racconto una storia, condendola come sempre con un paio di nozioni in fatto di salute e alimentazione consapevole. Una domenica delle tante, lo ero anch'io adolescente e ribelle come ogni ragazzina di quell'età costretta ancora a passare i fine settimana in famiglia. Quelli che ad oggi con qualche anno in più in tasca, ti vengono a mancare ma che ai tempi speravi presto andassero a cessare. Il babbo e la sua mania dei fine settimana fuori porta, un paio di libri di scuola nello zaino (per me era il tempo delle medie) e un fratellino piccolo con cui contendersi l'unico Walkman ancora funzionante.
Quella domenica il babbo scelse Il Monastero della Certosa di Pavia ed io tornai a casa con un libro sulla Medicina dei Semplici, ovvero su come si usano erbe officinali, piante, fiori e frutti.
Ora tutto per me non iniziò da li, fu solo curiosità ma dopo anni sfogliare queste pagine chiude per me il cerchio che si è disegnato con il tempo. Il corso seguito infatti un paio di anni fa di Fitoalimurgia, presso l'Università Popolare A.E.M.E.T.R.A, la passione per la cucina naturale, gli studi alla Sana Gola e le leccornie che la nonna da sempre ha portato nei nostri piatti, in seguito alle preziose giornate di raccolta di piante spontanee nei boschi e nei prati al ridosso delle Langhe.
L'argomento qui è immenso, come immenso è il patrimonio dei benefici di molte erbe e piante ma non vogliamo essere ne erboristi, ne perderci nel snocciolare metodi di estrazione e assunzione.
Come mi diceva il mio caro professore Valerio Sanfo, se solo l'uomo sapesse e volesse, anche ai giorni nostri, nonostante i ritmi e la parcellizzazione del tempo, potrebbe ricorrere alla raccolta delle piante selvatiche per uso alimentare. Dando più qualità al tempo libero, scoprendo nuovi sapori e sensazioni ormai persi. Due numeri, sono solo 3000 le specie vegetali che sono entrate a far parte dell'alimentazione ma esistono 20000 specie vegetali che si possono usare per il nostro nutrimento.Le ragioni di tale disprezzo è l'ignoranza, la chiusura mentale e la pigrizia.
Eppure molte di queste spesso le trovate anche nei mercati di paese ma anche in quelli dei contadini che riempiono le vostre città. Facilmente se tenete d'occhio i banchi del mercato contadino potrete trovare il Luppolo (in piemontese Luvertin). Pianta perenne dioica, ovvero con i fiori maschili e femminili. Quest'ultime sono note soprattutto per l'impiego nell'industria della birra, alla quale conferiscono l'inconfondibile sapore amarognolo, favorendone la conservazione. Ma non solo per le medesime caratteristiche, il luppolo è impiegato anche nella preparazione di liquori, amari e digestivi.
Apro e chiudo una parentesi, vi segnalo sempre a Torino il 6 di giugno l'evento “Il Giardino Ubriaco” in cui troverete esposte sia le piante che tutte le spiegazioni sull'estrazione e la produzione dei differenti nettari preziosi, tenete d'occhio il sito di Orticola per saperne più a riguardo.
Torniamo al nostro Humulus Lupulus e parliamo dei germogli dal sapore gradevolmente aromatico che possono essere facilmente utilizzati in cucina in molte preparazioni. Semplicemente lessati e consumati in insalata, per zuppe, risotti o perchè no preparati come ogni piemontese doc vorrebbe, cioè in frittata. Vi propongo qui un'alternativa più semplice, decisamente più leggera e con l'aggiunta di un altro ingrediente di cui vi parlerò in seguito (http://sunday-sundays.tumblr.com/post/118601113829/frittata-veg-di-luvertin-e-glicine-metropia-di)
Senza uova, piemontesi iniziate a pensare che si può cucinare qualcosa di buono anche senza esagerare con le proteine animali che male non fa. Perchè non esagerare con le uova? L'alto contenuto di colesterolo e una grossa quantità inoltre di lipidi al loro interno stimola la contrazione della cistifellea causando, talvolta al fegato, coliche dolorose.
Parliamo di benefici, non delle uova ma del luppolo. Alimento ipocalorico, tonificante e rinfrescante, sedativo, diuretico e lassativo, purifica il sangue e stimola le funzioni epatiche.
Le infiorescenze femminili della pianta che si raccolgono poi ad agosto e settembre e si essicano all'ombra si possono conservare in vasi di vetro al riparo da luce e umidità ed aiutano il sistema nervoso centrale, indicate in caso di insonnia e cattiva digestione.Ricordiamoci però che sempre queste essendo ricche di sostante ormonosimili, possono provocare allergie cutanee.Non esagerate accaniti bevitori di birra quindi, piuttosto comprate o raccogliete un paio di germogli in più e sbizzarritevi in cucina.
Alla ricetta ho poi aggiunto il Glicine che facilmente troverete nei vostri giardini, dal profumo e dal colore meraviglioso, ora in piena fioritura. Vi consiglio di raccogliere le parti ancora chiuse ed è perfetto da aggiungere nelle insalate, nelle torte, in una semplice tisana, come qui in una frittatina tutta primaverile o con l'intero grappolo in pastella, fritto e servito con una spolverata di sale o zucchero a velo.
Per altri consigli e curiosità sulle piante spontanee e le erbe officinali non vi preoccupate ci torneremo, intanto iniziamo a ricordarci e facciamo tesoro delle parole del “Dottor Semplicità” (direttamente dal Monastero della Certosa di Pavia):
DEL SAGGIO SEMPLICISTA CHE LE DETTA
PER LA SALUTE SEGUI OGNI RICETTA
OGNI MAL CHE AVVERTIRAI
TU CON LE ERBE CURERAI.
DELLA PENOSA COLITE TI SALVA
IL DECOTTO MOLLIENTE DI MALVA.
UNA PATATA FRULLATA CRUDA AL GIORNO
TI TOGLIE GASTRITE E ULCERA DI TORNO.
CON IL FEGATO INGROSSATO
NON MANGIAR CIBO PEPATO.
QUANDO PROVA IL FEGATO LE COLICHE
NON BERE MAI LE BEVANDE ALCOLICHE.
E SE TI AFFLIGGE IL PRURITO MOLESTO
CURA SOLERTE IL FEGATO, MA PRESTO.
ALL’ORECCHIO VA LA MANO
QUANDO IL RENE NON È SANO
PER SOLLEVAR DELL’ASMA L’AFFANNO
FUMA PUR LO STRAMONIO SENZA DANNO
QUANDO IL RETTO È INFIAMMATO
IL FEGATO È MALATO.
DI VITAMINA LA CAROTA È PIENA
DONA LA VISTA LIMPIDA E SERENA.
CON L’INFUSO DI GRAMIGNA
IL DOLORE SE LA SVIGNA.
E CON LA BARBA DI GRANTURCO USATA
IN INFUSIONE DALLE VIE URINARIE
SE NE VA L’INFIAMMAZIONE.
DAL DIABETE VUOI ALLOR GUARIRE?
DI LUPINI IL CAFFÈ DEVI SORBIRE.
SE DAI MALI VUOI STARE LONTANO,
PIEDI CALDI E CAPPELLO IN MANO.
SE LA MANO A GRATTAR TI PORTA,
IL DIABETE È ALLA PORTA.
UNA BUONA DIETA
OGNI MALE ACQUIETA
E IL COLESTEROLO VINCERAI
SE DEL CARCIOFO LE FOGLIE USERAI.
LE FOGLIE DELL’ULIVO IN INFUSIONE
NORMALE FAN TORNARE LA PRESSIONE.
QUANDO IL CUORE È MALANDRINO
PRENDI IL FIOR DEL BIANCOSPINO.
E CON GLI INFUSI D’ERBE MANE E SERA
DEPURERAI IL SANGUE A PRIMAVERA.
UNA TISANA DI CAMOMILLA
RENDE LA VITA BEATA E TRANQUILLA.
MA L’ULTIMA RICETTA ASCOLTA ATTENTO:
SE VUOI VIVERE E STAR BENE,
PRENDI IL MONDO COME VIENE.
http://www.cuneocronaca.it/notizia.php?nID=1629