Lo so che cosa pensate. Perché dovrei leggere questa storia? Con tutto quello che ho da fare. Forse non avete capito. Se voi non la leggete, io non la scrivo e se non la scrivo finisce che faccio qualcosa di veramente pericoloso.
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Lo so che cosa pensate. Perché dovrei leggere questa storia? Con tutto quello che ho da fare. Forse non avete capito. Se voi non la leggete, io non la scrivo e se non la scrivo finisce che faccio qualcosa di veramente pericoloso.
Ieri mi hai ricercato. Dopo mesi di silenzio, di indifferenza e di quasi odio, ieri mi hai cercato. Mi hai fatto gli auguri di Pasqua. Hai cercato me. Non era un semplice messaggio di auguri inviato ad una lista broadcast, no. Mi hai risposto ad una storia di instagram, assolutamente random, non c'entrava nulla con la Pasqua. Eppure, tu mi hai risposto, mandandomi i tuoi auguri. E io? Beh, si notava l'ironia nel mio "anche a te e famiglia"? Ho inziato a parlarne con le mie amiche con tono beffardo. Proprio tu, decidi di cercarmi? Tu che forse sei la causa principale del mio cambio radicale? Pensi che ti risponda come avrei fatto un anno fa? In modo carino, dolce, disponibile e forse un po' infantile? No. Quel tempo é passato, e quell'infantilitá che giudicavi piacevole é sparita. Sono cresciuta ora. E non mi faccio piú prendere in giro da te. Tutto questo dicevo alle mie amiche. Poi, ho sentito il telefono vibrare ancora. Di nuovo tu. "É da tanto tempo che non ti vedo..". É stato lí, in quel momento, leggendo con un tuffo al cuore quelle parole dall'anteprima, che il sorriso ironico che sfoggiavo con tanta sicurezza fino a poco prima cadde in frantumi, ripiegandosi in una linea spessa. Rimasi lí imbambolata, ferma a fissare e a rileggere il tuo messaggio, con una morsa allo stomaco. Un milione di ricordi mi sono tornati in mente, un milione di sentimenti che credevo di aver conservato da qualche parte, ma che ritenevo ormai passati. Eppure, inspiegabilmente, delle grosse lacrime presero a rigarmi le guance. Non ti meritavi nulla. Mi hai sempre fatto male, anche se non lo hai mai voluto, né capito. Io mi sono sempre illusa e ho sempre continuato a farlo. "Che lo scriva alla sua ragazza questo messaggio, non a te" mi ripetei. Aprii la chat e risposi con un freddo, freddissimo "sono stata impegnata". Eh giá. Impegnata a dimenticarti, a cambiare vita e pelle, impegnata a crescere, impegnata a lasciare indietro una parte di me, impegnata a vivere quella versione di me che forse avrei dovuto far uscire fuori molto prima. Impegnata, incredibilmente impegnata a stare senza te.
-@lostinlonelinessalone (22/04/2019, 23:19)
Fallo.
Indossa quel vestito troppo stretto.
Sciogli i capelli.
Alzati e balla.
Trova ragioni per ridere.
Fai l'amore.
Crea qualcosa di bello.
Parla.
Riconosci il tuo valore.
Non scusarti più per la tua magia e smetti di nascondere la tua luce.
Amati.
Perdonati.
Fai spazio all'imprevisto.
Smetti di aspettare il momento giusto, fallo ora.
Ignora quello che la gente pensa di te.
Perchè alla fine sarai tu a dover rispondere per tutte le cose che non hai detto, le persone che non hai amato, le cose che non hai fatto ed i luoghi dove non sei andato.
Fallo, adesso.
Brooke Hampton
Non si può continuare cosi.
«Felice? Il momento più felice di ogni festa è quando tutti se ne sono andati e ognuno può tornare alle cose che non ha da fare. Sbaglio, Principessina?» «E allora perché si farebbero le feste, secondo te?» «Perché nessuno ha il coraggio di guardarsi con gli occhi della collina, te lo ripeto. Tutti preferiscono, al contrario, sentirsi ancora più grandi della collina e credere che qualsiasi cosa li riguardi sia degna di interesse. Un mal di testa, una partita a rubabandiera, un’amicizia, per usare la parolona che ti è cara... L’importante però è che tocchi a loro, bada bene, Principessina: perché ogni delizioso esseruccio umano, dei mal di testa e delle partite a rubabandiera degli altri esserucci, il più delle volte se ne frega.»
Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare. Il giorno volevo qualcuno da incontrare, la notte volevo qualcuno da sognare.
Luigi Tenco
A differenza della coda di Notre Dame, alla Basilica du Sacre Coeur pochi salgono ai camminamenti dei tetti.
Il sibilo del vento aiuta ad estraniarsi e nella tranquillità si può godere di una pace unica dove far scorrere i pensieri ed ammirare la città
Ph. Massimo Ferrero