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Missione Rosetta : l'acqua della terra non è arrivata dalle comete
Milano 17 Dicembre - L'acqua sulla Terra molto probabilmente non è arrivata dalle comete ma dagli asteroidi, perlomeno stando ai dati finora registrati dallo strumento ROSINA (Rosetta Orbiter Spectrometer for Ion and Neutral Analysis) della sonda spaziale Rosetta, che il 12 novembre scorso ha effettuato l’atterraggio del suo lander Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
Le informazioni raccolte ed elaborate dall’ESA (European Space Agency) sono state poi pubblicate in uno studio sulla prestigiosa rivista scientifica americana Science, in cui si spiega che, fra le varie teorie sulla provenienza dell'acqua sul nostro Pianeta, quella delle comete potrebbe essere confutata proprio dalla missione Rosetta.
L'origine dell'acqua sulla Terra è da sempre un argomento molto controverso e dibattuto nella comunità scientifica mondiale: sintetizzando, si ritiene che l'acqua in superficie sia arrivata circa 500 milioni di anni dopo la formazione del nostro Pianeta (cioè circa 4 miliardi di anni fa), nel periodo noto come “intenso bombardamento tardivo”, mediante violenti e ripetuti impatti con una gran moltitudine di comete e/o asteroidi vari.
L'acqua congelata presente sulla suddetta cometa è però più “pesante” di quella terrestre, dato il suo alto contenuto di deuterio (un isotopo dell'idrogeno), infatti, nell'acqua presente su tale cometa la concentrazione del deuterio è circa il triplo di quella dei nostri oceani.
Sono ormai più di 30 anni che gli astronomi di tutto il mondo cercano di sciogliere tale mistero, analizzando il rapporto fra deuterio e idrogeno nelle comete e cercando valori simili a quelli terrestri, purtroppo senza però essere ancora giunti a una risposta certa e univoca.
I dati attualmente disponibili sono discordanti, infatti, per esempio le rilevazioni condotte nel marzo 1986 sulla cometa di Halley dalla sonda Giotto dell’ESA, avevano rivelato che c'era circa il doppio di "acqua pesante" rispetto a quella terrestre; mentre nel novembre 2010 le analisi effettuate dalla sonda Deep Impact della NASA (National Aeronautics and Space Administration) sulla cometa 103P/Hartley, suffragavano la tesi delle comete portatrici d'acqua, perché c'era lo stesso rapporto deuterio/idrogeno dell'acqua terrestre.
"Evidentemente non è tutto così semplice come sembra", ha dichiarato Kathrin Altwegg, ricercatrice responsabile dello strumento ROSINA e astronoma presso l'Università di Berna (Svizzera), nonché uno degl’autori del suddetto studio.
Alla luce di tale realtà, sempre la Altwegg ritiene che: "è più probabile che l'acqua terrestre sia stata portata dagli asteroidi, che oggi contengono pochissima acqua, perché sono per lo più rocciosi, ma circa 4 miliardi di anni fa potrebbero aver avuto molta più acqua".
Una conclusione su cui però frena cautamente Humberto Campins, professore di fisica astronomica presso l’Università di Orlando (USA): "le scoperte di Rosetta sono di certo interessanti e importanti, ma non rendono necessariamente gli asteroidi la fonte più probabile dell’acqua terrestre".
Campins aggiunge poi che, secondo lui, gli scienziati hanno oggi a disposizione una quantità di dati decisamente troppo esigua sulle comete che attraversano questa parte del Sistema Solare, per poter trarre conclusioni sicure e definitive sull’argomento.
Entrambi gli studiosi convengono tuttavia sul fatto che siano necessarie più ricerche sia sulle comete sia sugli asteroidi, per capire davvero come sia arrivata l'acqua sulla Terra; al riguardo la missione giapponese Hayabusa-2 forse fornirà più dati o forse dovremo aspettare la missione OSIRIS-REx, che la NASA ha in programma per la fine del 2016.
Quel ch’è certo è che si continuerà a cercare, perché come sottolinea lo stesso Campins: "capire com'è arrivata la fonte della vita sul nostro Pianeta, ciaiuterà anche a capire come poterla eventualmente trovare altrove".