il mio ultimo luglio a Roma 30 - nuovi Neroni (il 29 mattina, con diossina)
mon dernier juillet à Rome 30 - nouveaux Nerons
My last July in Rome 30 - New Nerone
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il rischio è che M5S si intossichi e, oltre a drogare il proprio elettorato con informazioni non vere, finisca a lavorare sugli errori, su cose sbagliate. Mentre la verità diventa del tutto secondaria. La chiamano post verità, mi pare.
50 anni dopo l’incidente dell’Icmesa di Seveso, Pedemontana Lombarda porta avanti i lavori di bonifica di alcune aree interessate: una fase
" Nessun altro veleno più della diossina avrebbe potuto disorientare e sconvolgere una comunità profondamente cattolica come quella di Seveso, per i pericoli di malformazioni congenite che la diossina provoca, e quindi per il problema, che ne deriva, di legittimare l’aborto provocato. Quindi, nel momento stesso in cui entrava in crisi il processo di trasmissione dei valori, dall’esterno proveniva alla piccola comunità anche la sollecitazione a rinnegare uno dei suoi valori più profondi. Il fatto venne vissuto come tragedia e persecuzione: privata degli strumenti di trasmissione di alcuni dei valori della vita (quelli legati al lavoro e alla vita materiale) e contestualmente sollecitata a rinnegare altri, e più profondi, valori, la piccola comunità reagì in maniera irrazionale. Negò tutto. Negò che ci fosse diossina. Negò che la diossina fosse uscita dal reattore dell’Icmesa. Negò che la diossina fosse tossica. Spinse la negazione (aiutata in questo dai comportamenti incoerenti e contraddittori della Regione, oltre che dall’irresponsabile campagna minimizzatrice svolta dagli scienziati democristiani) fino a contestare la necessità della bonifica o delle misure di salvaguardia, con metodi da cronaca nera: invasioni della zona, incendi dolosi, sequestri di persona. Questi episodi riuscivano incomprensibili all’Italia intera e la lasciavano allibita. Visti da vicino, invece, avevano una loro logica: non era “la” logica, ma era comunque “una” logica. "
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Brano tratto dalla prefazione dell'autrice a:
Laura Conti, Una lepre con la faccia di bambina; 1ª ed. originale: Editori Riuniti (collana: I David, n. 30), Roma, 1978.
Rogo all'impianto di Malagrotta. Disastro ambientale, pericolo diossina
La raccomandazione di Arpa è di chiudere le finestre, i Vigili del fuoco prevedono tempi lunghi per domare le fiamme “sotto”. Il rogo resta acceso in fondo al materiale stoccato che è molto combustibile. Intanto i pm cercano di capire se la natura dell’incendio sia di origine dolosa. La Asl ha indicato il divieto di attività all’aperto e di tenere chiuse le finestre, l’Arpa sta monitorando l’aria…
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Tanti piccoli roghi
Continuano gli incendi di immondizia nel brindisino. Stavolta è un piccolo rogo, ma è appena fuori città (a Mesagne, Brindisi) e io, senza poterlo spegnere, per fare le riprese, ho appena respirato un poco di diossina. L’invito alla popolazione e alle istituzioni è a tenere nel conto dovuto il problema dei rifiuti e a scongiurare che questa terra si trasformi in una nuova terra dei…
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Deficienti, siamo deficienti (2)
Deficienti, siamo deficienti (2)
Le foto di questo articolo raffigurano un prato nel quartiere Grutti, a Mesagne (Brindisi). In questo quartiere, come nel resto della città (ma anche della provincia, della regione e chi più ne ha più ne metta) è molto diffusa l’idea che quando l’erba cresce troppo occorra rimediare al disordine accendendo un bel fuoco. Come ho già detto, però – ad esempio QUI – bruciare l’erba significa…
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Cara discarica abusiva
A te, cara discarica abusiva che ora non sei più,
bruciata dalle fiamme che qualcuno, nemico del bello, ha voluto appiccare, incurante della tua presenza, della tua esistenza a modo di infezione in mezzo alla natura, agli ulivi e ai campi coltivati, poco lontano dalle viti.
E quante viti, nei tuoi mobili abbandonati, quanta vita imprigionata – forse– nei sacchetti di plastica cui una mano…
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