Oh dolce morte, andiamo tutti all'inferno

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Oh dolce morte, andiamo tutti all'inferno
DAT, un male minore? No, resta omicidio in camice bianco
DAT, un male minore? No, resta omicidio in camice bianco
Mentre i senatori a vita pubblicano un appello pro Dat, Palazzo Madama approva un parere non ostativo in cui si parla di “dichiarazioni”, meno vincolanti delle “disposizioni”; di verifica delle volontà del paziente e di una doppia interpretazione di nutrizione e idratazione: in tutti e tre i casi è il vecchio vizietto del politico cattolico: cercare il male minore. La realtà è che il disegno di…
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Lo Stato inglese ha deciso: Charlie deve morire
Lo Stato inglese ha deciso: Charlie deve morire
Il Regno Unito non è più un posto sicuro per i bambini. I giudici della Corte Suprema hanno confermato la condanna a morte del piccolo Charlie Gard, affetto da una patologia rarissima, autorizzando i medici a staccare il respiratore, contro la volontà dei suoi genitori che vorrebbero portarlo negli Usa per una cura che ha già avuto successo su almeno due bambini. Ora non resta che sperare che la…
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Il Diritto di scegliere come morire
Il Diritto di scegliere come morire
Alle volte ci sono coincidenze che mi colpiscono molto. È accaduto che alcuni giorni fa leggessi questo articolo di Ivan Scalfarotto in cui raccontava del suo incontro con Massimo Fanelli, dirigente d’azienda, volontario di Emergency, oggi malato di Sla, sclerosi laterale amiotrofica. Vive bloccato a letto, respira soltanto grazie a una sonda attaccata alla trachea, si nutre soltanto con un…
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Da giovedì le commissioni Affari sociali e Giustizia iniziano l’esame di quattro proposte di legge. Quella popolare è stata sottoscritta da oltre 100mila italiani. Trovare un’intesa non sarà facile, ma il tema resta di grande attualità
Tema divisivo per eccellenza. I cattolici faranno certamente le barricate. A loro la vita interessa solo se non c’è più niente da fare o se la vita non esiste ancora. I sondaggi dicono che il paese è pronto e che più del 50% è a favore.
È un’emergenza perché:
si legge nel testo sottoscritto da 100mila firmatari e depositato in commissione, «chi aiuta un malato terminale a morire - magari un genitore o un figlio che implora di porre fine alla sofferenza del proprio caro - rischia molti anni di carcere».
Bernard e Georgette, suicidi a 86 anni “Moriamo per il diritto all’eutanasia”
Parigi, ritrovati all’hotel Lutetia. In una lettera accuse alle autorità PARIGI - Hanno prenotato una suite all’hotel Lutetia, uno dei più lussuosi alberghi della capitale, tra Saint-Germaindes- Prés e Montparnasse. Una volta arrivati, giovedì sera, hanno ordinato la colazione per il mattino seguente. I camerieri che portavano il caffè all’ora stabilita li hanno ritrovati sdraiati sul letto, vestiti, mano nella mano. Bernard e Georgette Cazes hanno deciso di morire così, a 86 anni, uniti anche in quest’ultimo gesto. I coniugi, sposati da sessant’anni, stavano ancora bene nonostante l’età, ma avevano il terrore di ammalarsi e di morire uno prima dell’altra. Entrambi professori, conosciuti nell’ambiente accademico parigino, hanno voluto accompagnare la loro sceltada un messaggio politico. Accanto al letto, la coppia ha lasciato una lunga lettera dattiloscritta contro lo Stato francese colpevole di negare la “dolce morte”. Bernard e Georgette avevano pianificato da tempo il loro suicidio ma hanno chiesto invano ai medici una “pasticca letale”, così dicono nel testo, che avrebbe reso tutto più semplice e meno doloroso. «Con quale diritto — si chiede la coppia — una persona che non ha più responsabilità professionali, è in regola con il fisco, ha lavorato il tempo necessario e ha poi svolto attività di volontariato, deve essere costretta dallo Stato a pratiche crudeliquando chiede solo di abbandonare serenamente la vita?». Continua...
L’atto d’accusa degli “amanti del Lutetia”, come li ha soprannominati il Parisien rivelando la lettera, rischia di alimentare ancora il dibattito intorno all’eutanasia e al suicidio assistito. Il 92% dei francesi è favorevole alla possibilità di porre fine a malattie “insopportabili e incurabili”. Lariforma era nel programma elettorale del socialista François Hollande che aveva promesso una legge per garantire il fine vita “nella dignità”. Il problema è particolarmente sentito dagli anziani, che hanno un tasso di suicidio quattro volte più alto della popolazione media. Una volta eletto, però, Hollande ha cominciato a tergiversare. Unprimo rapporto, consegnato l’anno scorso, ha escluso l’eutanasia, come esiste nei Paesi Bassi, e ha aperto al suicidio assistito,. Senza mai pronunciarsi ufficialmente, il Presidente ha nominato un’altra commissione che tra qualche settimana darà un nuovo parere. Alla fine, senza poter essere aiutati da alcun medico, Bernard e Georgette hanno deciso di morire soffocati con un sacchetto. La scelta dell’hotel Lutetia non era casuale. L’albergo dall’inconfondibile stile Art déco, frequentato da Picasso e Saint-Exupery, è ricordato per essere stato il quartier generale dei servizi segreti nazisti durante l’Occupazione. Ma è anche qui che, alla Liberazione, arrivarono i primi sopravvissuti dai campi di concentramento e i soldati francesi smobilitati. E’ al Lutetiache la madre di Georgette aveva rivisto suo marito, imprigionato in Germania durante la guerra. L’incontro tra Bernard e Georgette risale a quell’epoca, quando erano studenti. Lui è diventato economista e filosofo, autore di vari saggi. Lei invece ha lavorato come insegnante di lettere e latino. Nella loro ultima lettera, Bernard e Georgette delegano il figlio a presentare denuncia contro lo Stato “per violazione delle libertà”. Un richiesta che probabilmente non avrà conseguenze giuridiche. Ma in questo caso sono le parole che pesano come una sentenza.
ANAIS GINORI Repubblica 26 novembre 2013