Chi sono gli apostati? Le inchieste disponibili sono scarse e limitate al mondo anglosassone, e vanno dunque prese con cautela. Ciononostante, forniscono quantomeno qualche indicazione tendenziale. Incontriamo gli apostati più spesso in città che in provincia, e conosciamo più uomini che donne, più giovani che anziani. Gli apostati hanno un'educazione un po' più alta della media e hanno una visione del mondo più aperta, decisamente meno autoritaria, più orientata a un'etica di soddisfazione personale, e sono più propensi al cambiamento, alla mobilità e alla sperimentazione. Prestano maggior attenzione ai diritti civili: per esempio, sono decisamente più favorevoli al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. Sono refrattari a dar consigli: ritengono che ogni individuo, a cominciare dai loro figli, dovrebbe scegliere da solo la propria visione del mondo. Rispetto ai credenti, si sposano di meno, fanno meno figli e frequentano meno la famiglia; per contro, escono la sera molto più spesso, e dedicano più tempo alle amicizie. Politicamente sono più progressisti che conservatori, mentre non differiscono molto dai credenti per quanto riguarda il reddito e la professione, anche se tra gli apostati è più facile trovare lavoratori autonomi e professionisti. Sono anche un po' meno felici del resto della popolazione, ed è materia di discussione se questa circostanza sia una causa (il venir meno della funzione consolatoria della religione) o un effetto dell'affievolimento dei legami con la famiglia e della probabile maggior conflittualità con il mondo esterno. Le caratteristiche degli apostati sembrano dunque essere abbastanza simili a quelle di coloro che resistono alle pressioni uniformanti dei gruppi sociali: individui molto autonomi, dotati di un'intelligenza superiore alla media. Ciò, ovviamente, non significa che sia vero il contrario: che cioè la maggioranza delle persone autonome e intelligenti abbandoni la propria fede. Proprio per questo, è interessante comprendere per quale motivo si diventa apostati. E qui i dati si fanno più consistenti, rivelando che "l'apostasia è correlata in modo schiacciante a una ridotta importanza attribuita alla religione nell'ambiente domestico". La "madre di [quasi] tutte le apostasie" è dunque la famiglia.
Raffaele Carcano, Adele Orioli, Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi, Roma, Luca Sossella Editore, 2008; pp. 246-47.







