Il tempo non aspetta, ma io posso imparare a camminare al suo ritmo.
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Il tempo non aspetta, ma io posso imparare a camminare al suo ritmo.
Ti capita mai di guardarti allo specchio e intanto pensare alla tua vita e chiederti: ma che cazzo è successo?
Io non possiedo
una casa.
Non possiedo vestiti né cibo
non ho diritti o doveri
né un passato o un futuro.
Non posseggo nulla
sebbene tutto
sia qui a portata di mano.
Non li possiedo anche se li ho:
è una mia scelta:
mi hanno insegnato che chi possiede
a sua volta è posseduto.
(Me lo hanno insegnato nel modo in cui la vita
insegna:
con i fatti, non con le parole).
E se anche volessi possedere,
cosa
possiederei, davvero?
Che significato ha questa parola
così esplosiva
così sibilante?
Non è che un accidente momentaneo
una passeggera casualità
una flebile fiamma
di fiammifero
che passa e si lascia dietro uno scheletro
contorto e annerito.
Solo due cose possiedo davvero:
me stessa
e questo momento.
Ma se non so chi sono
o cosa sono
o cosa potrei essere o vorrei
e non so che posto è questo
né che momento è...
cosa possiedo, in realtà?
Che cos'è questa materia
che mangia e che muta
che ride e riposa
che sente e sta in silenzio?
Qual è la differenza fra questa materia
e il tempo
in cui fa tutto ciò?
Perché l'uno non può esistere senza l'altro
eppure non c'è comunicazione
fra l'uno
e l'altro?
Cammino con i piedi in un sogno e
la testa nella realtà.
Respiro il fluido
di questo vortice
che non sta
mai fermo
ed io
già
con
lui.
.
E come ogni giorno svegliandomi, penso subito a te, con un occhio aperto vedo se il telefono fa quella lucina rossa lampeggiante che significava che c'era un tuo messaggio.
Anche oggi niente e credo non ci sarà mai più... mu manca leggerlo, quel tuo pensiero mattutino per me, e manca dirtelo...
Buongiorno topa
La vita è un passaggio da non si sa dove e quando a non si sa quando e dove.
Della serie: Pensierini esistenziali di aitan.
Ho il petto compresso,
mi manca l'aria ma respiro lo stesso.
-lady damn
Anche Leopardi (*) parla d'intelligenza artificiale
(*) Emanuele Frontoni, professore ordinario di Computer Science presso l'Università degli studi di Macerata e co-direttore del VRAI (Vision, Robotics and Artificial Intelligence) Lab
NELLO STUPORE DELLA NOTTE
NELLO STUPORE DELLA NOTTE
nei sogni abbarbicati di macramè argentatosi congiungono sedimenti di passionesussurrata dal vissuto espressivo del volto tuomormorano folate di respiri trasparentie intricate seduzioni avvolgenti eterei sigilliin quel gioco esistenziale sottomuroperduto in penombre d’insonnia e pungente malizianel riviverti in sorsi di parole e madida brezzabisbiglianti d’intime intesesvelano controluce il…
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