25 Novembre.
Siamo nel 2020
e siete ancora convinti
che la violenza
consista solo nei lividi,
nelle ferite,
nei segni visibili
che una persona
percepisce con gli occhi,
senza pensare
che è violenza
anche quella mentale.
Le parole sono ritenute superflue,
prive di significato,
non ancora considerate
motivo delle cicatrici interne,
voi che non pensate al fatto
che si possano portare dei lividi
delle ferite
che l’occhio non è in grado di vedere,
ma che il cuore dovrebbe percepire.
Non si pensa mai che una donna
possa morire dentro
e continuare a vivere
come se nulla fosse successo.
Si scrivono una marea di frasi
si pubblicano post
si fanno stories sui social
dedicate al 25 Novembre,
la giornata internazionale
contro la violenza sulle donne,
ma bisogna ricordare tutti i giorni
le donne che hanno sofferto
subìto in silenzio
e che tutt'ora
si trovano in questo inferno
per colpa della maledetta paura.
Per la paura di chi poi?
Paura del proprio marito
del proprio compagno
della stessa persona
che si è rivelata un orco
travestito da principe azzurro.
Non è concepibile
il fatto che una moglie
debba condizionare
il proprio modo di fare,
la propria vita,
privandosi di andare al bar
a bere un caffè
con le sue amiche
o di parlare al telefono con loro.
Non è concepibile
il fatto che abbia un orario
per tornare a casa
e se oltrepassato,
rischia di essere insultata
e magari picchiata
perché “era sicuramente in cerca di uomini”,
che non possa parlare
non possa affermare il proprio pensiero
perché "priva di importanza",
perché ritenuta il "sesso debole".
Non è concepibile
che una donna
non possa indossare
i suoi vestiti preferiti
un po’ più femminili di altri
per paura di essere molestata,
che non possa tornare a casa tranquilla
ma che debba sentirsi
costantemente in pericolo,
sia di giorno
sia di notte
e far finta di chiamare qualcuno
perché la sensazione di essere seguita
preme nel petto
come un pesante macigno.
È vergognoso
come una donna
non venga presa sul serio
quando si trattano argomenti importanti,
impossibilitata nel trattare
la propria sessualità
con la stessa tranquillità
con cui lo fanno gli uomini.
Siamo nel 2020
e ci sono così tante persone
che sostengono
di essere contro la violenza sulle donne
ma non fanno nulla per combatterla,
le stesse che quando assistono
a un atto così deplorevole,
sbattono un po’ gli occhi
e girano i tacchi
continuando a vivere la loro vita
come se nulla fosse,
ignari del fatto
che lei
un paio di minuti dopo
avrebbe smesso di viverla per sempre.
Non è concepibile
che una donna
non sia libera di porre fine
a un amore
a una relazione,
per paura
che quello che riteneva
l’uomo della sua vita
possa farle del male.
Non è concepibile che al giorno d'oggi
vengano uccise delle donne
delle madri
delle figlie innocenti,
che vengano private
della possibilità di realizzare i loro sogni
per colpa di un amore malato.
Amare non significa privare
non significa costringere
punire o picchiare,
non significa neppure sopportare
e abbassare la testa.
Amare è sostegno
conforto
ascolto e comunicazione
rispetto e fiducia,
è sentirsi protetta e non proteggersi.
Amare non dev'essere un limite,
dev'essere una delle tante vie
che ti porta alla felicità.
L’amore deve farti sentire
le farfalle nello stomaco
e non una mano attorno alla gola
L’amore deve farti sentire viva
e non desiderare di esserlo.















