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Fugit Amor
Una pioggia cristallina
Il vento e te
Un bisbiglio
Un abbraccio
E ci addormentammo nell’ipocrisia
Per un’altra ultima notte
Vorrei che non fosse quella volta, ma lo è
A volte succede, non lo so come, ma succede.
A volte mi concedo a qualcuno e nei giorni a seguire il pensiero non mi tange, il ricordo non mi attraversa. Altre volte, le peggiori, nei giorni a seguire cavalco montagne russe di euforia e tristezza. Perché la tristezza giunge sempre; per la logica che guida il mondo, le emozioni portano sempre un velo di tristezza, dato dalle delusioni.
Auguste Rodin, "Fugit Amor" (1885)
" Nelle terre di Carewall, non smetterebbero mai di raccontare questa storia. Se solo la conoscessero. Non smetterebbero mai. Ognuno a modo suo, ma tutti continuerebbero a raccontare di quei due e di un'intera notte passata a restituirsi la vita, l'un l'altra, con le labbra e con le mani, una ragazzina che non ha visto nulla e un uomo che ha visto troppo, uno dentro l'altra-ogni palmo della pelle é un viaggio, di scoperta, di ritorno nella bocca di Adams a sentire il sapore del mondo, sul seno di Elisewin a dimenticarlo- nel grembo di quella notte stravolta, nera burrasca, lapilli di schiuma nel buio, onde come cataste franate, rumore, sonore folate, furiose di suono e velocità, lanciate sul pelo del mare, nei nervi del mondo, oceano mare, colosso che gronda, stravolto-sospiri, sospiri nella gola di Elisewin-velluto che vola- sospiri ad ogni passo nuovo in quel mondo che valica monti mai visti e laghi di forme impensabili- sul ventre di Adams il peso bianco di quella ragazzina che dondola musiche mute- chi l'avrebbe mai detto che baciando gli occhi di uomo si possa vedere cosi' lontano- accarezzando le gambe di una ragazzina si possa correre cosi' veloce e fuggire-fuggire da tutto-vedere lontano- venivano dai due piu' lontani estremi della vita, questo é stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l'universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo é incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi,riconoscersi,una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo é il meraviglioso-questo continuerebbero a raccontare , per sempre, nelle terre di Carewall, perché nessuno possa dimenticare che non si é mai lontani abbastanza per trovarsi, mai-lontani abbastanza-per trovarsi- lo erano quei due, lontani, piu' di chiunque altro e adesso- grada la voce di Elisewin, per i fiumi di storie che forzano la sua anima, e piange Adams, sentendole scivolare via, quelle storie, alla fine, finalmente, finite- forse il mondo é una ferita e qualcun o la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano- e nemmeno é amore, questo é stupefacente, ma é mani, e pelle, labbra, stupore, sesso, sapore-tristezza, forse-perfino tristezza-desiderio- quando lo racconteranno non diranno la parola amore- mille parole diranno, taceranno amore-tace tutto, intorno,quando d'improvviso Elisewin sente la schiena spezzarsi e la mente sbiancare, stringe quell'uomo dentro, gli afferra le mani e ,vedi, non morirà." _A. Baricco, Oceano mare.
Fugit Amor (Fugitive Love) detail,1890 (see high-res)
Auguste Rodin (via: blog.l-expo.com)
From Dante's Inferno. Paolo and Francesca.
Fugit Amor (Fugitive Love, or Fleeting Love), by Auguste Rodin
"Fugitive love" is a version of the popular theme of the lovers Francesca da Rimini and Paolo Malatesta, carried by a whirlwind in the Second Circle of Hell, where they report their fate to the poet Dante: at the moment of their first kiss, they were murdered for their illicit love affair by Francesca's husband and eternally damned. While working at his monumental 'Gates of Hell', Rodin frequently recurred to this subject and presented the couple in various constellations.
Fugit Amor, Rodin 1885