quando ti dicono, andrà tutto bene. chiedilo a lui.
Mio caro #diario 25.01.2026

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quando ti dicono, andrà tutto bene. chiedilo a lui.
Mio caro #diario 25.01.2026
Solitamente non sono uno che parla molto della propria arte, o perlomeno faccio, scrivo, improvviso qualche canzone, ma senza la pretesa che qualcuno debba leggere o ascoltare. Creo esclusivamente per il gusto di evadere dalla monotonia di queste giornate spese a lavorare per pagare i bagordi dei due giorni di libertà. C'è anche da dire che il tempo che non passo a lavorare lo spreco a fare inutili preamboli ad argomenti che vorrei affrontare, perdendomi in vagonate di parole inutili come sta succedendo adesso. Sta di fatto che con l'uscita del video dei centromalessere ho chiuso un ciclo per iniziare uno nuovo. Sono ormai da più di 10 anni che vado in giro a suonare con diversi gruppi e provo a dare forma a delle canzoni che possano non solo piacere a chi ascolta ma prima di tutto piacere a chi le sta suonando e a chi le sta proponendo. Durante la mia esistenza musicale ho dato forma a molti progetti che guardandomi indietro risultano essere tutti quanti incompiuti. Fino a oggi, infatti, le canzoni sono sempre risultate semplicistiche e, la cosa che più da fastidio, i testi erano scritti in una lingua che non padroneggiavo (e non padronreggio tutt'ora) pienamente con la conseguenza di non poter avere il controllo totale su ciò che creavo. Mi sono sempre scontrato con tutti i membri dei gruppi in cui ho suonato per cercare di portare l'italiano all'interno della canzone ma nessuna mi ha mai dato retta (sai che scoperta, come se nessuno avesse mai scritto canzoni in italiano!!!). E così gruppi come i Grimble Crumble, i Rose Nightmare experience, i Celtic Mess, i Sflantugem, hanno si contribuito a creare il gusto musicale che influenza il "processo compositivo (parole grosse per definire 4 accordi messi in successione con una melodia per il cantato), ma sono sempre stati dei figli nati male perché partiti con le prerogative sbagliate. Già ai tempi in cui mi divertivo con queste band di scapestrati inseguivo come modello quello di un ragazzo della Val di non, che grazie ai suoi testi diretti e taglienti è riuscito a farmi piacere un genere fino ad allora a me sconosciuto, magari un poco odiato. La sua abilità nel creare un ritmo martellante attraverso la metrica e l'utilizzo di parole tendenzialmente inusuali, mi ha sempre affascinato. E così l'ho rincorso per anni cercando prima di entrare a suonare nei Congegno, e poi, quando questa speranza è venuta meno, cercando di formare un gruppo acustico con lui. La maggior parte delle persone che lo circondavano infatti non condivideva il gusto per la musica acustica perché era convinta che l'unico metodo di espressione valido per parlare di determinati concetti potesse essere esclusivamente il punk hardcore. Io invece ero convinto che se i suoi testi, se fossero stati associati ad una melodia più orecchiabile, sarebbero arrivati all'orecchio di più persone e quindi avrebbe raggiunto lo scopo maggiore. È così che a distanza di un po' di anni riesco finalmente a chiudere questo sogno, non da protagonista ma da seguace convinto delle potenzialità di questo progetto e orgoglioso di un disco che nel suo piccolo segnerà un solco netto nel modo di porsi verso il concetto di canzone melodica Sono orgoglioso di presentarvi l'inizio del nuovo flusso creativo.