Voglio raccontare una storia. Una sola premessa: se iniziate a leggere, arrivate fino in fondo. Partiamo proprio dall'inizio, dalla prima volta che lo vidi. Era una sera di luglio quando io e i miei due migliori amici decidemmo di andare a ballare in questa discoteca all'aperto vicino casa. Lì avremmo dovuto incontrare altri nostri amici che ci paccarono all'ultimo. La serata iniziò in modo anomalo a causa di questo imprevisto ma decidemmo di divertirci ugualmente. Passa il tempo e incotriamo un vecchio amico del mio migliore amico (chiedo scusa per il gioco di parole) con tutta la sua compagnia. Ad un certo punto della serata vengono accese le luci e si blocca la musica a causa della pioggia, noi tutti rimaniamo al centro della pista a farci drum e iniziare a conoscerci. E proprio mentre tiro su un drum arriva lui, ubriachissimo si appoggia sul ragazzo con cui stavmo parlando io e i miei amici e inizia a fare conversazione. Più o meno. L'unica cosa che effettivamente ha detto è stata "invece io sono venuto con una bicicletta rubata", sono impazzita. Già dal primo istante in cui l'ho visto ho pensato a quanto fosse bello. Basso, rasato, vestito abbastanza chic, con l'aria da stronzetto. Insomma, ero in discoteca e una limonata mi sarebbe piaciuta. Fatto sta che, ovviamente, non successe nulla se non qualche sguardo ricambiato. "Non lo rivedrò mai più" Questo era l'unico pensiero che avevo tornando a casa. Il giorno dopo, i ragazzi conosciuti in discoteca ci invitano ad uscire con loro, cogliamo l'occasione. Usciamo il pomeriggio, ci invitano la sera. Ecco, questa sera ero solo io con una ventina di persone, delle quali molte mai viste prima, perchè uno di loro ci stava provando con me. A me non interessava. "Speriamo ci sia anche lui", pensavo. C'era. Arriviamo al parchetto: io, in moto dietro il ragazzo che ci prova, vedo lui arrivare dietro la moto con un suo amico, stavo impazzendo. Io sono andata lì con una persona ma durante tutto il tempo della serata non ho tolto gli occhi di dosso a lui, era così bello, così simpatico. Il suo sorriso. Passavano le serate e lui tutte le sere continuava ad uscire con noi, non parlavamo molto,quasai per nulla anzi. Ammetto che mi vergognavo. Fino a quella sera. Quella sera mi ubriacai un po', mi sciolsi e iniziai a parlare molto con lui, ma più col suo amico. Non sarebbe mancato molto e un bacio con l'amico sarebbe partito, ma non successe. La sera dopo. La sera dopo è davvero successo qualcosa. Eravamo in una saletta affittata per il compleanno del suo amico, delle persone presenti io conoscevo solo la compagnia con il quale uscivo da appena una settimana. Tra la prima birra e le prime sigrarette, arriva lui che inizia sin da subito a parlare con me (la mia amica aveva messo buona parola). Passano un paio d'ore, girano diversi bicchieri tra le mani e si arriva ad un momento di non totale coscienza. Mi chiede un bacio a stampo. Glielo do. Me ne chiede un altro. Accetto. Mi chiede qualcosa in più. Volevo accettare ma avevo ansia delle persone, mi conoscevano da così poco e chissà cosa avrebero pensato. Lui stava impazzendo. Io stavo impazzendo. Avevo l'ansia per un semplice bacio alla francese, glielo dissi. Mi prese la mano e mi portò via. Siamo andati fuori, dietro un cespuglio nel cortile di un palazzo e iniziammo a baciarci intensamente. Che pazzia, sono impazzita. Io dovetti scappare via perchè arrivarono i miei, lui rimase qualche ora addormentato nei cespugli. Dal giorno dopo iniziammo a parlare davvero molto, anche via messaggio. Era come se ci stessimo sentendo con l'unico particolare che lui non voleva niente di serio. E inizialmente non mi dispiaceva, mi piaceva parlare con lui e stare tranquilla. Poi ho iniziato ad affezionarmi. Anche lui. Era passato dal dire di non voler nulla di serio, al dire che aveva solo bisogno di tempo perchè non si era mai trovato in questa situazione. Non aveva mai avuto una vera relazione, qualcuno che davvero lo avrebbe aiutato. Io gli dissi che da lì non me ne sarei andata. Mi feci prendere dal panico, le persone mi dicevano che non faceva per me, che potevo avere di meglio. Mi feci influenzare. Gliene parlai. Smisimo di parlare. Tre giorni dopo un mio amico mi bacia. Presa dai sensi colpa gli riscrivo scusandomi infinitamente, mi mancava. Ci vedemmo una sera, io non volevo baciarlo ma quando ci vedemmo, lui mi strinse a sè e mi disse "non posso baciarti?" gli dissi di no, si avvicinò sempre di più a me finchè non ci ritrovammo faccia a faccia. Lo baciai. Ripresimo a parlare, lì mi dimostrò di volermi bene. Passa il tempo però e io lo vedo distante, penso non gli freghi nulla di me. Mette un video con una ragazza a ca sua, solo loro due. La sera prima c'eravmo visti e io non avevo minimamente voglia di baciarlo, mi chieseperchè di questo e non gli risposi, glielo feci capire dopo aver visto il video. Quella sera mi ha mandato audio mentre era ubriachissimo che, con una voce davvero dispiaciuta, mi giurava di volermi bene, di non aver fatto nulla. Quella fu l'ultima discussione, da lì lui aveva tutta la mia fiducia. Ha tutta la mia fiducia. Ora, son passati solo sei mesi, ma siamo ancora qui. Lui che non voleva nulla di serio e io che non pensavo potessi avere qualcosa con lui. Ora mi dimostra di volermi bene, a modo suo. Me lo dimostra mentre facciamo l'amore e mi abbraccia stretta a lui. Me lo dimostra qunado è ubriaco e mi dice di volermi troppo bene, che io non potrò mai volergli il bene che mi vuole lui. Me lo dimostra accoccolandosi a me. Ha modi particolari di dimostrarlo, ma io l'ho capito. La morale della mia storia è di non avere fretta ad innamorarsi. La fretta porta solo confusione. Ci vuole tempo per conoscere una persona, per fidarsi di questa. Lui, l'uomo più insicuro che io conosca, ci ha messo ben sei mesi a fidarsi di me e io devo ammettere di averne fatte di cose per cui arebbe potuto mandarmi affanculo. Eppure è ancora qui. Siamo qui, siamo insieme. E mi piace, mi fa impazzire. Innamoratevi, divertitevi, scopate ma, sopratutto, impazzite.












