Le imprecazioni rivolte a divinità (tutte: nessuna esclusa) non costituiscono alcun tipo di reato: sono dirette a destinatari immaginati, di cui alcuno ha mai nel tempo fornito evidenza di esistenza.

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Le imprecazioni rivolte a divinità (tutte: nessuna esclusa) non costituiscono alcun tipo di reato: sono dirette a destinatari immaginati, di cui alcuno ha mai nel tempo fornito evidenza di esistenza.
“ Tra i giovani, purtroppo, è diffuso l’uso di adoperare frasi scurrili e volgari, e di intramezzare il discorso con intercalari triviali — che sono vere e proprie parolacce —, come se ciò contribuisse a rafforzare le proprie parole o come se ciò servisse a dare un'impressione di gagliardìa, suscitando l’ammirazione di chi ascolta. Nulla di più errato: chi parla in tal modo viene sempre considerato un maleducato e fa soltanto una brutta figura. Non sembra anche a te che sia meglio dire: « non m'interessa », piuttosto che: « che mi frega »? E che sia meglio evitare tutti i « porco quà e porco là », i « mannaggia quà e mannaggia là », e altri florilegi del genere che si sentono dire? Ma c’è ancora una cosa da cui ti devi guardare: le imprecazioni e le bestemmie. Una volta questo brutto viziaccio era assai diffuso, mentre oggi in tutto il popolo esiste un maggior senso di misura: ma bisogna fare ancora meglio; bisogna riuscire a eliminarlo completamente, come è già avvenuto presso molti altri popoli civili. Quante volte avrai assistito a un carrettiere che picchia la sua bestia urlando: « te possino...! », e quante volte ti sarà successo di sentire un meccanico che non riesce a far andare un motore, o un collega che non è capace di rimontare un’arma, i quali smoccolano ingiuriando il materiale: « figlio di...! »; oppure se la prendono con i Santi e tutta la gerarchia celeste. Ti sembrano manifestazioni di persone ragionevoli? Pensaci un momento, e capirai da te stesso che sono espressioni degne di bruti e non di persone civili, sono cose senza senso, volgari e stupide. Chi ascolta, prova soltanto un’impressione di disgusto. Quindi non metterti mai in queste condizioni. È soprattutto per rispetto a te stesso — uomo intelligente — e agli altri che devi evitare imprecazioni e bestemmie. E quando tornerai nella vita civile, al tuo paese, potrai concorrere con il tuo comportamento e con la tua opera ad estirpare questa brutta abitudine, ancora diffusa, che non è certo in accordo con quella gentilezza e quella civiltà che abbiamo noi Italiani. “
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Immagine e brano tratti da Il buon comportamento, vademecum del Ministero della Difesa - Stato Maggiore dell’Esercito / Ufficio Addestramenti e Regolamenti / Sezione Regolamenti, anno 1952, pp. 10-12. (Evidenziazioni in grassetto nell’originale)
Vi assicuro che le pratiche di medicina legale con 35° all'ombra sono tra le cose che Dante avrà, quantomeno, citato nell'inferno.
Ottimo, prevedo già la giornata di domani:
14 ore di torture sui tacchi e scleramenti vari.
Non sto più nella pelle, yee
I divieti all'uso del nome di Dio
I divieti all’uso del nome di Dio
Oltre agli obblighi, il secondo comandamento prevede anche dei divieti: bestemmia, imprecazione, blasfemia. Il giuramento è ammissibile in alcuni casi – vedi San Paolo -, ma c’è la proibizione del falso giuramento e dello spergiuro. (more…)
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STOCAZZO!
Dire le parolacce è un segnale di intelligenza. Da uno studio di alcuni psicologi del Massachusetts
Dire le parolacce è un segnale di intelligenza. Da uno studio di alcuni psicologi del Massachusetts
Ieri, stavo leggendo la rivista Language sciences, che si occupa di vari argomenti basati principalmente sul linguaggio ed ho subito posato gli occhi su un originale studio che ha evidenziato risultati fino a poco fa impensabili. La rivista, senza mezzi termini, grazie ai suoi ricercatori, ha stabilito che si possono usare le cosiddette parolacce o imprecazioni che dir si voglia, in quanto simili…
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