La verità è che io infastidisco te come tu infastidisci me. Il suolo di origine è lo stesso, ma sembriamo provenire da mondi totalmente diversi. E mentre io l'ho sempre saputo, tu te ne sei accorto man mano, e ti è bastata una conversazione per conoscermi.
Lo so che all'inizio ti interessavo. Per quanto voi uomini vi atteggiate a fare gli indifferenti, lo vedevo ogni volta che il sabato sera, quando ci incontravamo per sbaglio, tu tentassi sempre di attirare il mio sguardo e il mio saluto mentre io ti ignoravo senza nemmeno farlo apposta. Ma io ti conoscevo già e sapevo quanto fossimo - siamo - totalmente incompatibili, e tuttavia quelle quattro chiacchiere che ci scambiammo una di quelle serate con i nostri amici non mi fecero dispiacere per niente. E allora cominciammo a parlare e scoprimmo quanto due ragazzi della stessa età potessero essere differenti.
Io cristiana e tu ateo. Io cristiana praticante e tu uno di quegli atei che la Chiesa fa schifo e basta. La nostra prima conversazione fu il nostro primo testa a testa e la cosa che ancora più ti infastidiva era che non riuscissi a trovare argomentazioni contro le mie, e anche se avessi potuto, non mi hai mandato a fanculo come avrebbe fatto chiunque altro ma hai preferito cambiare discorso.
Io amante di tutto ciò che è umanistico e tu freddo nelle tue materie scientifiche. E la musica, vogliamo parlarne? Tu e i tuoi gruppi metallari che mi fanno venire il mal di testa, lungi da me di ascoltare mai una canzone proposta da te.
Eppure hai chiesto il mio numero di telefono a una nostra amica in comune. E hai cominciato a chiamare con lo sconosciuto, e lo so che sei tu, sebbene non abbia mai risposto. Eppure ho sorriso impercettibilmente quando la nostra amica me l'ha detto, dopo averle fatto la paternale che non dovevi assolutamente farlo senza il mio permesso ma va bene non ti preoccupare!
E so che forse ti interesso ancora e questo ti dà fastidio. Perché si vede dal tuo modo di rapportarti alla vita che non sei uno che "va dietro a qualcuna", tanto meno se è una come me. E so quanto mi consideri inferiore e allo stesso tempo hai una paura tremenda dei miei commenti o quanto pensi che, con la mia mentalità io sia una bigotta eppure non riesci a fare a meno di salutarmi e cercare il mio sguardo il sabato sera. E ti corrode, ti corrode da morire.
Lo so perché succede lo stesso anche a me, di pensare che tu sia bigotto e pieno di te, ma non sai che ti conosco più a fondo di quanto tu pensi e mi riempie di astio nei tuoi confronti pensare che pochi ragazzi, ho sempre creduto, avrebbero potuto interessarmi e quelli come te sono sicuramente esclusi da questa lista.
La verità è che io infastidisco te come tu infastidisci me.
E con il pensiero di questo fastidio ogni sera poggio la testa sul cuscino sorridendo e aspettando un altro testa a testa tra di noi, perché sei la persona che forse meno sopporto ma con cui riesco ad avere una conversazione e non stancarmi di parlare.