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Ricordatevi una cosa importante: Non si fa niente senza #lucro. Ci hanno detto che l’acqua è #inquinata per farci #acquistare l’acqua in #bottiglia. Tra poco arriveremo che l’aria è irrespirabile per farci acquistare l’aria in bottiglia. Quando il #popolo del #mondo 🌍 si sveglierà saremo purtroppo già #cadaveri . https://www.instagram.com/p/B1hKN-ZIQ-l/?igshid=bi9jrr6v8j7f
Speriamo non sia troppo #inquinata...#po. Our #River il nostro #fiume #acdc #forthoseabouttorock (presso Piedmont) https://www.instagram.com/p/B0JZNFBi3tc/?igshid=bz9nntebfes2
Idaea inquinata
05.07.2014
La vita è inquinata alle radici, non è lui il malato, malata è la società nella quale vive
Italo Calvino
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L’acqua che ‘inquinata’ e la società ‘recupero plastica’
Cassina de’ Pecchi – Ancora mistero sull’acqua ‘che puzza’. Un esposto da parte dei Comuni interessati alla Procura di Milano ripercorre la vicenda, individuano le responsabilità nell’azienda Dielle, già nota per i quotidiani scontri tra gli ex operai africani licenziati e quelli cingalesi, romeni e moldavi assunti al posto loro.
Il cattivo odore dell’acqua, l’allarme e la preoccupazione dei cittadini, l’analisi dell’impianto e la sostituzione della valvola di non ritorno alla suddetta società. Che nega. «Abbiamo chiarito ai dirigenti che non è stato fatto alcun sequestro. Non ci è stato notificato, né men che mai, non esistendo ovviamente, è stato convalidato dal giudice – spiega Renato Vitetta, avvocato della Dielle -. In poche parole, non c’entriamo niente. E vogliamo sia chiarito una volta per tutte. Peggio, dopo un mese non sappiamo neanche che fine abbia fatto la valvola in questione, ammesso, ripeto, che abbia davvero qualcosa a che fare con l’accaduto. Amiacque, Cap Holding, il Comune. Nessuno ci può giudicare senza contraddittorio e chiederemo a chiunque lo faccia di risponderne». La ditta ribadisce pure che la valvola era stata “certificata” esperti della manutenzione pochi giorni prima delle puzze. «Abbiamo la documentazione. Per quel che ne sappiamo potrebbe essere stata manomessa. Quando era qui, era regolare. È nero su bianco».
L’avvocato torna anche sui prelievi. «Sono nulli». Di più, ne ha fatti fare di propri, «nel rispetto della legge, a differenza di quelli raccolti da noi dalla taskforce in campo. «I tenici hanno riempito le bottiglie d’acqua dei nostri rubinetti senza che un nostro consulente fosse presente e senza sigillarle. Abbiamo una valvola sostituita per un “presunto” malfunzionamento e una serie di campionature di acqua non autorizzate».
VoxNews
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NAPOLI, ACQUA INQUINATA- DE MAGISTRIS QUERELA L’ESPRESSO. AVREMMO PREFERITO DATI, TABELLE E NUMERI. PER CONOSCERE LA VERITA’.
De Magistris annuncia querela contro l’Espresso per un miliardo di euro: “Copertina vergognosa”
Un miliardo di euro. È il risarcimento che il Comune di Napoli chiederà come risarcimento al settimanale l’Espresso per il titolo della copertina di oggi “Bevi Napoli e poi muori”. Una copertina “vergognosa che merita una risposta immediata”, ha dichiarato il sindaco Luigi De Magistris, che ha parlato di “un attacco premeditato contro Napoli”, attraverso l’uso di un “titolo diffamatorio” che può avere effetti devastanti sull’opinione pubblica, “come un proiettile”. Per questo l’amministrazione chiederà all’Avvocatura comunale di agire per vie legali, chiedendo un risarcimento di un miliardo di euro.
L’acqua della città partenopea, ha attaccato De Magistris in apertura del suo intervento in Consiglio comunale, “è la più controllata d’Italia”, ma quella realizzata da l’Espresso “non è un’inchiesta, non è una pagina di buona informazione. Io – ha proseguito – mi farei ammazzare per l’indipendenza della magistratura e dell’informazione, ma di fronte a copertine simili ci sarà una reazione dura”. Poi ha inviato un messaggio al direttore del settimanale: “Napoli ha i suoi problemi che non sono peggio di quelli del luogo in cui il direttore di questo settimanale vive, lavora e guadagna un sacco di soldi”.
La replica dell’Espresso non si è fatta attendere: “Prima di annunciare querele – scrive il settimanale in una nota – sarebbe opportuno accertare se questi rischi individuati nel 2011 sono stati eliminati, partendo proprio dall’analisi di quello che esce dai rubinetti. Per poi estendere i riscontri ai vapori di gas tossici individuati nel terreno e alla situazione dell’aria, dove sono state scoperte sostanze cancerogene bandite da decenni”.
“Nel dossier dell’Us Navy, fondato su ricerche costate 30 milioni di dollari – sottolinea l’Espresso – sono esaminati anche i risultati dei controlli sulla rete idrica dei tecnici dell’Arin, che vengono ritenuti per metodologia e tecniche della campionatura non comparabili agli standard statunitensi. Per questo i test sono stati ripetuti dagli specialisti americani per valutare i livelli di 241 sostanze potenzialmente pericolose per la salute. Mentre, come riportato dal nostro giornale, le sorgenti che riforniscono gli acquedotti campani sono tutte di buona qualità, i risultati sull’acqua dei rubinetti presentano dati allarmanti”. Anche a Napoli “stando a questo studio, il 57 per cento dei rubinetti esaminati ‘pone rischi non accettabili’ per la salute”. Per questo “L’Espresso ribadisce quanto pubblicato, che si basa sui risultati dell’unico studio scientifico condotto sugli effetti dei rifiuti tossici in Campania” e chiede che le autorità “diano risposte chiare”.
L’inchiesta del settimanale già ieri aveva provocato diverse polemiche, tanto da spingere il consigliere regionale campano del Pse Corrado Gabriele a presentare un esposto-denuncia “per allarme procurato” alla Procura di Napoli. Gabriele aveva chiesto di valutare “la preventiva esclusione” o “il successivo ritiro” dalla distribuzione cartacea e digitale del settimanale.
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FONTE:
http://www.huffingtonpost.it/2013/11/15/de-magistris-querela-espresso-_n_4282352.html?utm_hp_ref=italy
L’articolo NAPOLI, ACQUA INQUINATA- DE MAGISTRIS QUERELA L’ESPRESSO. AVREMMO PREFERITO DATI, TABELLE E NUMERI. PER CONOSCERE LA VERITA’. sembra essere il primo su basta casta.
basta casta
"Giù le mani dal lago". Da Potenza fino a Roma. Dall'Arpab all'Istituto superiore della Sanità. Qualcuno vuole occultare gli inquinamenti e gli sversamenti di idrocarburi nel Pertusillo. Potrebbe esserci una accorta regia politica di casa nostra. Nel video fuori onda ammissioni scottanti e silenzi imbarazzati. Ci sono dati preoccupanti che qualcuno tiene chiusi nel cassetto.