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" L'amore è il luogo della spontaneità.
Possiamo entrarvi soltanto da interi con tutto ciò che siamo, per poi scoprire, giorno per giorno, il valore dell'integrità che ci dona l'Altro. "
[ R. J. Sternberg ]
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" L'amore è il luogo della spontaneità.
Possiamo entrarvi soltanto da interi con tutto ciò che siamo, per poi scoprire, giorno per giorno, il valore dell'integrità che ci dona l'Altro. "
[ R. J. Sternberg ]
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Ho accennato in questa sede al fatto che, sarà il preciclo, ma è tornato di nuovo questo sentimento che potrei definire "sentire il bisogno di avere qualcuno affianco" (aka fidanzarmi).
Questo sentimento, ogni volta che sfiora le corde che mi uniscono cuore e cervello e mi viene a bussare, mi fa incazzare come una bestia.
Io sono consapevole che sono una entità intera, integra in me stessa e che l''altro sarebbe un di più che mi aggiunge qualcosa alla mia già presente interezza. Io sono UNA. Completa. E allora PERCHÉ sento questo bisogno/questa necessità?
Di certo una grande ruolo lo gioca il fatto che non mi sono mai trovata in quella situazione e questo acuizza la curiosità del "chissà com'è", ma il sentimento è talmente universale, da sembrare quasi psico-biologico. Nella nostra mente è naturale accoppiarsi e amarsi e non essere soli (intendo soltanto nel senso di relazione amorosa) e penso che non esistano persone nate, cresciute e morte senza aver mai amato sentimentalmente qualcuno (spoiler: avrò il mio Nobel).
Quindi perché si sente questo bisogno? Bisogno di sentirsi amati? Allora è egoismo, perché ricerco qualcuno per soddisfare semplicemente un mio bisogno.
Se è un di più ed io sono intera, io (come tutti) non ho bisogno di sentire questo sentimento. Mi ci incazzo come una bestia anche perché, avendo questa consapevolezza della sua non-necessità, mi sento una debole.
La psicologia mi verrebbe a dire che siamo animali sociali, che abbiamo un ego che va soddisfatto, che abbiamo bisogno di sentirci amati. Ma ho 300 amori diversi in cui mi sento amata, perché il bisogno di QUEL tipo di sentirsi amati?
L'amore romantico è raccontato in mille forme di arte dalla notte dei tempi, quasi fosse al primo posto tra i tipi di amore esistenti ed è forse questo che ci influenza troppo e ci fa desiderare cose che non avrebbe poi tanto senso desiderare, un po' come funziona con la pubblicità che ti fa venire voglia di acquistare cose di cui alla fine non hai bisogno.
Quindi... perché si sente generalmente il desiderio di questa aggiunta alla nostra vita? Non ne voglio sentire il bisogno, io non ho bisogna di alcuna aggiunta, devo andare bene io nella mia interezza di individuo perché... Ma, appunto, perché il contrario?
Ogni volta che sviscero bene questi pensieri, solitamente mi passa tutto e ritorno normale con la mia non-necessità di nient'altro che ME... che succeda per l'ennesima volta, grazie.
Alla brama e all'inseguimento dell'interezza, orbene, tocca il nome di amore.
Simposio, Platone.
Perché due metà si completino ognuna dev’essere completa di per se.
- The O.C.
Quella ragazza era un corpo estraneo introdotto nella tua interezza. E per un anno e mezzo tu hai lottato per incorporarlo. Ma non sarai mai intero finché non l'avrai espulso. O te ne sbarazzi o lo incorpori con un'autodistorsione. Ed è quello che hai fatto, e che ti ha ridotto alla disperazione.
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Ode Per essere grande, sii intero: non esagerare E non escludere niente di te. Sii tutto in ogni cosa. Metti tanto quanto sei Nel minimo che fai, Come la luna in ogni lago tutta Risplende, perché in alto vive.
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La paura al posto dell'amore
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