A te, ladro, vorrei dire quanto male mi hai fatto. Quanto è doloroso per me pensare in questa notte insonne a tutte le piccole e grandi cose che il mio zaino conteneva. Hai rubato parte del mio passato a cui tenevo molto e in quel momento mi sono sentita come se non avessi mai vissuto, è stato come subire una violenza alla mia intimità e alle mie cose care: i bigliettini, le foto di persone care che non ci sono più, piccoli oggetti che tu non puoi capire ma per me avevano un significato importante e particolare. Chissà cosa hai pensato mentre trafugavi nel mio zaino e vedevi queste cose per te insignificanti, cosa hai pensato mentre mi guardavi nelle foto dei miei documenti...
Hai rubato il mio zaino in un momento, in un secondo. L'hai rubato a me, che non nego mai un aiuto a chi mi tende la mano, a me, che mi fido troppo del prossimo ed ho fiducia nelle persone, a me, che forse non ho ancora capito in che mondo viviamo!
Tu hai perso la tua dignità, io ho perso le mie cose più care. Nessuno dei due ora è più ricco dell'altro... Siamo poveri, poveri entrambi.
Parte della mia vita è stata rubata, dolore e rabbia sono così forti. Tutto questo mentre, per la legge, i furti e gli scippi sono considerati un reato minore. Sono passati sei lunghi anni, ma mi è rimasta tanta amarezza che faccio fatica a superare. Ieri il mio compagno mi ha detto di considerare questo spiacevole episodio come un'opportunità per ripartire e ricominciare senza ricordare il passato. Ma io non ci vedo alcuna opportunità, sebbene sia la prima persona a cercare di trasformare tutti i problemi in opportunità, gli errori in lezioni di vita.
La sensazione che si prova è devastante, ci si sente violati in tutto il proprio essere. Si sta male! Molto di più rispetto ad essere riempiti di botte. Tutta la propria intimità messa sottosopra e defraudata, è un vero e proprio trauma. Il reato è più serio del furto in sé...















