Cenere
Quel momento sospeso tra il respiro e l'oblio.
In quell'istante, la pupilla non trova altro che il riflesso del proprio vuoto.
La realtà, un tempo solida, viva, pulsante, si è dissolta come un'illusione notturna, tradita dalla sua stessa fragilità.
Mentre lo sguardo era altrove, rapito da orizzonti lontani e da miraggi di luce che promettevano un'esistenza più intensa, il presente si è consumato nel silenzio.
Tutto è diventato cenere: una polvere sottile, impalpabile, che ricopre ogni cosa come un sudario di velluto grigio.
Non c'è stato un incendio improvviso, ma una lenta e inesorabile dissolvenza.
È la sorte di chi non sa abitare il proprio tempo, di chi si lascia sedurre dalla superficie mentre le fondamenta si sgretolano sotto il peso dell'incuria.
La cenere è ciò che resta del fuoco.
Custodisce la memoria di ciò che è stato, ma sancisce anche l'irreversibilità di ciò che non sarà mai più.















