Aprile 1952
Le cose si cominciano a guastare, stanno rifacendo le aiuole di via Veneto, con un grande bordo di cemento. Quelle che c’erano non andavano bene. Mino Maccari se ne mostra indignato e tenta di farsi passare per un ministro, parlando agli operai giardinieri, per fargli interrompere il lavoro. Non ci riesce. Allora mi propone di fondare insieme un giornale, che potremo intitolare « L’Antipatico » o il « Rimbambito illustrato». Ci sediamo. Ha degli improvvisi sconfortati silenzi durante i quali sembra che voglia dire chissà che cosa importante, poi di colpo si mette a ridere. « Questa notte ho pensato lungamente a me stesso, cercando di tirar fuori una filosofia della mia vita. Tutto quello che sono riuscito a capire di me stesso l’ho scritto in questo foglietto. Leggi». Sul foglio c’è scritto: « 1) Non so contro chi credere. 2) Ho poche idee ma confuse. 3) Cercavo un impiego, ho trovato un lavoro. 4) Ho una famiglia da farmi mantenere. 5) Stento molto a capire, ma alla fine non capisco niente ».
Ennio Flaiano
















