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Rosso come la zona,
Rosso come il conto corrente,
Rosso come la passione mancante.
Vorrei che tutto questo finissse. Finisse l'imbarazzo, il non parlare, l'essere freddi e distanti, ignoti, sconosciuti. Vorrei solo finisse per essere solo più amici, come prima, come molto prima. Senza avere più remore.
È che mi immagino mentre la vai a prendere con la tua macchina, che le chiedi della via di casa, che la aspetti, con la gamba che tremola, mentre fumi una sigaretta, con la morsa nello stomaco,con le mani che ti sudano sempre un po’, mentre tieni il telefono in mano e inganni il tempo, inganni le emozioni, inganni te stesso. Me la immagino entrare e ti vedo nella mia testa con quel solito sorriso che indossi quando sei imbarazzato, che è lo stesso di quando sei incazzato un po’ troppo e di quando provi quelle emozioni che tanto soffochi. È che ti immagino che la saluti con quel “che dici?” che tiri fuori sempre quando non sai cosa dire. È che ti immagino mentre guidi, mentre la porti nei posti in cui portavi me, magari a Trastevere, a Piazza Trilussa, su quelle scale su cui abbiamo passato la serata a essere noi stessi, niente di più, niente di meno, io ero piena di me e tu pieno di te, non ci mancava nulla, ci eravamo riempito l’uno dell’altro, senza maschere, senza quei pesi che ci portiamo dietro e che fingiamo che non esistano. È che ti immagino che fai finta di non guardarla, che fai finta di essere quello che non sei. È che ti immagino mentre la baci, con quei baci lenti che mi piacevano tanto, mai troppo teneri e mai troppo passionali, con quell’equilibrio che hai solo tu. È che mi ti immagino mentre le annusi il collo, i capelli, le labbra e magari poi torni a casa e non fai altro che ripensarci. È che ti immagino come sei stato con me e non riesco a vederti in nessun altro modo. Non riesco a vedere la parte marcia e odio me stessa per questo, odio il fatto che ho iniziato ad odiare anche me stessa per non riuscire ad odiarti. Avevo anche promesso a me stessa non di non scrivere più nulla su di te, ma ho preso un po’ dei tuoi modi di fare, e tu le promesse non le mantieni mai, e a volte anche io ora non riesco a mantenerle. Ho anche strappato tutte le pagine, ho buttato via tutto. Ma non riesco a buttare via te. Ho buttato tutto, tranne il mio elastico, quello che ho sempre al polso, quello nero che ti avevo regalato, che mi avevi rubato, che ci scambiavamo ogni tanto quando i nostri odori si dissolvevano, quello che nascondo sempre un po’ nelle foto, che nascondo un po’ alle persone, ti nascondo un po’, da me, dagli altri, perché è ciò che mi rimane di te, l’unica cosa che ho di vero e di concreto, l’unica cosa che non è stata solo frutto della mia mente, il mio elastico. Quello c’è, quello sta sempre lì, mica come te che vai via e poi torni quando vuoi, nono. Il mio elastico non si muove mai, sta lì a ricordarmi che ogni tanto hai avuto una parte di me e questo non me lo toglie nessuno eh, questo non può rinnegarlo nessuno. Il mio elastico. Il tuo elastico, quello che hai già buttato via, come hai buttato via me, senza problemi, senza troppi pensieri. Il mio elastico. Solo mio. Chissà se le hai rubato un elastico anche a lei.
L’elastico nero.
Sei il tassello mancante che raffigura ciò che oggi purtroppo non ho.
Con te (!) ❤
Chi non ha conosciuto amore non soffrirà mai per amore.
Popas🔹
mancante
Vorrei avvolgerti
il corpo,
l'anima,
il pensiero.
Ma non ho braccia
nemmeno per me.