Io ricordo la Shoah dello scorso millennio, ma non dimentico la mattanza di Gaza di questi giorni.
…
Da "Memorie"
https://aitanblog.wordpress.com/2025/01/26/memorie/
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Io ricordo la Shoah dello scorso millennio, ma non dimentico la mattanza di Gaza di questi giorni.
…
Da "Memorie"
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Ho voluto la mia solitudine sono senza amore, mentre, barbaro o miseramente borghese, il mondo è pieno, pieno d'amore… e sono qui solo come un animale senza nome: da nulla consacrato, non appartenente a nessuno, libero di una libertà che mi ha massacrato.
Pier Paolo Pasolini.
Posted @withregram • @rosanna.amanda.anargie Il 2 luglio 1942 furono consegnati all'ufficio della Gestapo 82 bambini, di Lídice, un piccolo villaggio della Cecoslovacchia, Sono stati tutti trasportati in un campo di sterminio e uccisi nelle stanze a gas di Chelmno. Marie Uchytilová ha commemorato questo massacro con questa scultura. Ha impiegato 20 anni per realizzarla perché utilizzava documenti antichi per riprodurre i volti dei bambini e rappresentarli FEDELMENTE. Per non dimenticare... #82bambini #MarieUchytilová #lidice #cecoslovacchia #massacro https://www.instagram.com/p/CR8QqpdinOu/?utm_medium=tumblr
In quel bagno di sangue mancava soltanto una paperella di gomma.
Lucrezia Beha
"Adriana Revere morì ad Auschwitz non più di 48 ore dopo il suo arrivo, avvenuto il 24 febbraio del 1944. Era nata alla Spezia il 18 dicembre del 1934 in una famiglia ebrea. Arrestata da italiani sotto la Repubblica Sociale a Vezzano Ligure il 2 febbraio del 1944 insieme al padre Enrico, maresciallo telegrafista espulso dalla Marina Militare dopo la promulgazione delle Leggi Razziali, e alla madre Emilia Eva De Benedetti.
Arrivarono nel campo di concentramento dopo un lungo viaggio in treno da Carpi. Sulla banchina ferroviaria una prima selezione da parte delle SS divise la famiglia Revere: da una parte il padre avviato al campo, dall'altra madre e figlia condotte alle camere a gas. Sullo stesso vagone viaggiava Primo Levi, che in "Se questo è un uomo" avrebbe raccontato quegli attimi in cui "scomparvero così, in un istante, a tradimento, le nostre donne, i nostri genitori, i nostri figli. Quasi nessuno ebbe modo di salutarli. Li vedemmo un po' di tempo come una massa oscura all'altra estremità della banchina, poi non vedemmo più nulla".
Quando Emilia e la figlia Adriana furono uccise, la piccola aveva 9 anni, 2 mesi e una settimana di vita. Il padre Enrico sarebbe stato fucilato nell'ottobre dello stesso anno".
Tratto da Città della Spezia
Mi incasini la mente come le strade nei giorni di pioggia, annulli le mie difese lasciandomi inerme difronte a te.
Davanti a le scelte che potresti fare, uccidermi o essere parte di me, resti lì fissandomi immobile, piangendo... perché dobbiamo partecipare a questa guerra al massacro?
Prendi una scelta che sia giusta o sbagliata, che faccia soffrire o meno non importa, io in questo limbo non riesco più a restare
- @boxingclara
PRIMA DELL'ARRIVO DEGLI EUROPEI C'ERANO 50 MILIONI DI BISONTI IN AMERICA, ALLA FINE DELL'OTTOCENTO NE RESTAVANO POCHE CENTINAIA. QUESTA FOTO, CON MIGLIAIA E MIGLIAIA DI TESCHI, É DIVENTATO IL SIMBOLO DELLA MATTANZA DI UNO DEGLI ANIMALI PIÙ SACRI PER I NATIVI DELLE GRANDI PIANURE
Si stima che prima dell'arrivo degli europei nel continente americano i bisonti fossero almeno cinquanta milioni. I nativi americani che abitavano le Grandi Pianure consideravano sacro questo animale. Ne cacciavano, per sopravvivere, circa 280.000 esemplari all'anno, quasi tutti maschi adulti, cercando di mantenerne sempre stabile il numero complessivo. Nella cultura di molte tribù il bisonte, oltre che essere identificato con il dio Wakan Tanka, era venerato perché sacrificava la sua vita per permetterne agli uomini di sopravvivere. Uccidere un bisonte e non consumare tutta la sua carne era considerato un sacrilegio.
Nel 1884 poco più di trecento esemplari sopravvivevano alla mattanza operata dai cacciatori bianchi. La ferrovia aveva preteso il suo tributo di sangue. I bisonti oltre che essere considerati un pericolo per i movimenti dei treni, fornivano cibo in abbondanza agli operai che lavoravano sui binari. Ma fu sopratutto il governo federale degli Stati Uniti ad incentivare con premi in denaro, il massacro dei bisonti sia per liberare nuove terre a disposizione degli allevatori sia, sopratutto, per privare i nativi della loro principale fonte di sussistenza. Come disse un generale americano "per sconfiggere le nazioni indiane hanno fatto più in pochi anni i cacciatori di bisonte, che i soldati in mezzo secolo."
I bisonti erano quasi estinti e con loro moriva la secolare cultura della prateria.
Cannibali e Re