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Sono un po' arrugginita con il Dos, non so cosa succederà dopo INVIO... nel caso esplodo, sappiate che vi ho voluto tutti bene!... ehm, quasi tutti.
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Sono un po' arrugginita con il Dos, non so cosa succederà dopo INVIO... nel caso esplodo, sappiate che vi ho voluto tutti bene!... ehm, quasi tutti.
Tecniche di Memoria per tutti - Altro che Einstein! Come migliorare la Memoria in 7 giorni: l’unico manuale completo ed esaustivo sulle tecniche di memoria presente sul mercato. Fatti un regalo utile - Fai un regalo prezioso.
_9:38
Hai mai pensato all’importanza della segreteria telefonica? E di come essa venga ignorata da chi non chiude la telefonata? Ecco, io non c’ho mai pensato veramente, magari lo sospettavo che la tecnologia randomica potesse restituirmi e regalarmi qualcosa e oggi che parlavamo di altro, m’è tornato in mente l’archivio e to’, eccola, la voce senza filtri, un episodio quotidiano esattamente così come si svolgeva, un episodio visto, sentito e rivisto negli anni, con poche sfumature come varianti, ma quel dialogo lì, memorizzato, ora, adesso rappresenta una vita, ad anni di distanza e se non è un regalo questo, allora le lacrime so’ aranciata.
Memorizza le tue password tramite programmi sul pc http://www.diggita.it/v.php?id=1642616
una donna: I "pensieri elevati " di Allan Bloom sono esclusivamente opera dell'élite dei maschi bianchi. Probabilmente sì, ma non farebbe alcuna differenza se l'oggetto di insegnamento fosse scelto con altri criteri. Rimane comunque assurda la pretesa che esista un insieme di "grandi pensieri" che la gente colta seleziona affinché gli stupidi li imparino -o piuttosto li memorizzino, perché è difficile imparare a comando. Per leggere seriamente, per esempio Platone, bisogna cercare di capire che cosa è giusto, che cosa è sbagliato, perché dice una cosa quando avrebbe potuto dirne un'altra, quale grave errore di ragionamento ha commesso su una certa questione e così via. Questo è il modo serio di affrontare una lettura, ed è il medesimo in cui si affronta la scienza. Non si deve studiare in modo acritico, come se ci si trovasse davanti a verità rivelate: sarebbe la peggior forma di teologia. Non è dunque importante cosa si legge, ma come lo si legge. Non voglio dire che vanno bene anche i fumetti, ma c'è molta ricchezza culturale in giro, e non c'è un substrato immutabile che stia alla base della verità e della conoscenza. Uno può fare "buone letture", mandarle a memoria e dimenticarle la settimana successiva, e tanto valeva che non le leggesse neppure se per lui non avevano alcun interesse. È difficile capire che cosa può essere significativo per qualcuno. Ma nel mondo c'è una tale ricchezza di letteratura che non c'è ragione di credere che se non si sono letti i greci o Dante si è perso qualcosa. Sì, qualcosa si è perso, ma si perdono occasioni di conoscenza anche non conoscendo altre tradizioni culturali. Nel campo della filosofia, che conosco abbastanza bene, ci sono filosofi contemporanei brillanti e ricchi di idee, persone che hanno davvero influenzato il pensiero, i quali non distinguono Platone da Aristotele, o al massimo ricordano quanto hanno orecchiato in qualche corso quando erano matricole. Questo non vuol dire che non bisogna studiare Platone e Aristotele, ma che le cose da leggere sono talmente tante che si riesce ad affrontare solo una minima parte di quello che vorremmo conoscere. E il semplice fatto di leggere non significa molto, se le nozioni acquisite non vengono integrate in un processo creativo. Altrimenti ciò che leggiamo attraversa la nostra mente e scompare; è un puro esercizio mnemonico come imparare il catechismo o la Costituzione. La vera istruzione è insegnare alla gente a pensare da sola: è una faccenda complicata che richiede la capacità di catturare l'attenzione e l'interesse degli studenti per far sì che questi vogliano pensare, imparare ed esplorare nuovi campi. E fare un'abbuffata di "buone letture" è sicuramente il metodo peggiore, perché trasforma le persone in automi. Volendo si può chiamarla istruzione, ma in realtà è l'opposto; per questo piace a persone come William Bennett [ministro dell'Istruzione nell'amministrazione Reagan], Allan Bloom e i loro consimili. Noam Chomsky
GUIDA ALLA MEMORIZZAZIONE PER STUDENTI (E NON)
Si tratta di esercizi da fare come preparazione, allenamento alla memoria, quindi partendo da concetti piccoli come date o numeri, non certo applicabile ad interi paragrafi o testi completi.
1) Studia Ripetutamente
distribuisci i momenti di pratica dello studio/memorizzazione, è inutile fare una tirata sola
varie sessioni di studio significano vari momenti di concentrazione su quel dato argomento, quindi maggior capacità di memorizzazione
per memorizzare fatti o numeri specifici: ripeti il nome o il numero che cerchi di imparare, aspetta qualche secondo, ripeti, aspetta un pochettino di più, ripeti ancora, continuando il più possibile con attese sempre più lunghe come allenamento per la memoria.
le ripetizioni sono la chiave
2) Usa dispositivi mnemonici
inventa una storia che contenga chiare immagini di ciò che cerchi di ricordare
trasforma le tue informazioni in acronimi, se possibile
crea rime ritmate
3) Attiva dei sistemi di recupero delle informazioni
ricrea mentalmente la situazione in cui hai dovuto imparare a ricordarti quel dato elemento
ritorna nello stesso posto in cui ti sei messo ad impararlo inizialmente
4) Minimizza le interferenze
studia subito prima di andare a letto
non stabilire dei programmi di studio confusionari, ovvero una cosa poi un’altra poi di nuovo la prima, perchè confonderanno la tua memoria
5) Dormi di più!
durante il sonno, il cervello consolida e organizza le informazioni aumentando la memoria a lungo termine
la carenza di sonno influisce negativamente su tutto il processo di apprendimento, in generale
6) Metti alla prova la tua memoria e la tua conoscenza
riconoscere vagamente qualcosa leggendolo non significa necessariamente ricordarselo, o comunque non ricordarlo bene
prova a definire i termini specifici senza l’aiuto del glossario o del dizionario
fai dei test pratici di memoria
(via http://how-to-get-away-with-study)
L'essere umano ha abbastanza memoria per incamerare, ricordare, centinaia di aneddoti, ma non ha abbastanza per ricordare, memorozzare a chi li ha già raccontati, chi li racconterà.
Scrotolino24
Ma perché la gente non si ricorda niente. O forse: perché io ricordo tutto? Non sto parlando di dimenticare le cose da fare, o i particolari, ma proprio di non ricordare nulla. Come fai a dimenticare una persona con cui hai parlato nel giro di un paio di giorni, o scordare cos'hai detto e a chi, o cose di cui magari abbiamo discusso per ore. Non può essere che non lo ricordi perché non ti importa. Eppure, se dicessi ad ogni persona ogni volta che ne ho l'occasione "me l'hai già detto" o "si, certo che me lo ricordo", o "te l'ho già detto" finirei per non dire altro. Sarà che io non conosco poi tantissime persone, quindi le cose da ricordare sono relativamente meno, e che di mio ho una propensione a memorizzare istintivamente anche i dettagli più assurdi, e a ricordarmeli quasi a vita (non per niente mi usano come memoria storica), ma proprio perché lo faccio in modo naturale non riesco a capacitarmi di come per alcuni non sia così. Se mai uno scorda-cose dovesse leggere: so che noi ricorda-tutto siamo dei rompipalle, mi dispiace.