Feelings on Nancy/Nico as a romantic ship?
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#cafe com #rock #coisa #boa #merecido com #ela @kellenleote e #nosso #nanico <3 (em Amo Café)
@Regrann from @pretinhorodi_oficial - É com muita felicidade que eu venho aqui desejar um feliz aniversário, para esse grande amigo que Deus me deu!!! MEIO METRO 😂 que Deus continue te abençoando e te protegendo sempre 🙏🏿 Obrigada por cada conselho, aproveita seu dia, eu sou seu fã irmão 👊🏿 #Deuséfiel #Nanico #MeioMetro #BalãoMágico 🎈🎁🎉🎊 - #regrann
“Del Nanico sappiamo molto poco, a rispetto di quanto si sa ad esempio delle lingue Elfiche. Tuttavia dal piccolo corpus a disposizione degli studiosi, ecco cos’è venuto fuori! 1- I radicali 2- Note su alcuni nomi 3- Due casi particolari 4- Le combinazioni vocaliche 5- Altri elementi grammaticali 6- Prestiti al Nanico e vocaboli invariabili 7- Applicazioni (costruzione di frasi) I radicali Nel Nanico le parole come i sostantivi, i verbi, gli aggettivi contengono delle consonanti (due, tre o più raramente quattro) che rimangono fisse e servono a dare il significato della parola; cambiando le vocali della parola o aggiungendo prefissi o suffissi si possono formare nomi, aggettivi, singolari, plurali, ecc. (Questo avviene anche nelle lingue semitiche, come l’ebraico e l’arabo). Ad esempio cambiando la forma di un radicale indicante un oggetto, si può formare il verbo la cui azione si fa per ottenere tale oggetto: ad esempio G-N-D “caverna” -> gunud = scavare caverne. Le parole sono divise in base al loro significato in tre classi: “nome” per indicare i sostantivi, parole designanti “caratterizzazione” (per lo più aggettivi) parole designanti “azione” ( per lo più verbi). Ma attenzione: intendo il loro significato prevalente, in quanto alcuni concetti possono essere interpretati sia in un modo che in un altro. Mi spiego. Non dobbiamo prendere i significati dei radicali alla lettera come traspaiono dai vocaboli in cui sono impiegati, perché sono “particolari” si rifanno a significati più “generici”, per esempio Th-R-K lo troviamo come “bastone”[che è un nome] ma probabilmente significa “appoggio, sostegno”[che è un concetto di azione] in tutti i concetti, anche figurati, in cui può essere utilizzato; Z-B-D come “signore (di)”[nome] ma può ben indicare “dominio”[azione] come anche G-Th-L, che oltre a “fortezza”[nome] potrebbe designare il concetto più generico di “protezione”[azione]. Quindi nella seconda colonna trovate sia il significato della parola che attesta il radicale, sia i significati più generici. [...] Le combinazioni vocaliche Come detto prima, cambiando le combinazioni delle vocali nei radicali si possono formare le varie classi di parole (nomi, verbi, aggettivi, singolari, plurali). Per i radicali triconsonantici ne ho trovate alcune. NOTA SULLE COMBINAZIONI: a volte le stesse combinazioni si ritrovano applicate a radicali differenti con significato finale del tutto diverso (es. gunud e nuluk). Come mai? forse la spiegazione è semplice: un Nano sapeva ovviamente cosa diceva, e può darsi che la differenza semantica tra due radicali permettesse di non confondersi anche se la stessa combinazione vocalica si applicava a radicali diversi. Indicando con i numeri 1-2-3 le consonanti di un radicale triconsonantico, eccole: Radicali / Nome 1u23 - sostantivo singolare (bund = cima, rukhs = orco; *shuthr = nuvola?, *turg = barba?, *khuzd = nano?) 1a2â3 - sost. plurale (Khazâd = Nani, Rakhâs = Orchi, tarâg = barbe) 1a23ûn - sost. il cui significante è caratterizzato dal significato del radicale (Tharkûn significa “uomo-bastone”) 1e2e3 - sost. sing. indicante sostanze e materiali? (kheled = vetro; l’argento è *kebel o *zegel?) 1i2i3 - agg. indicante una caratteristica legata al significato del radicale? (Z-G-L “argento” à zigil “argenteo”) 1a2u3 - sost.plur. pre-genitivale (baruk) 1a2û3 - sost. plur. genitivale (shathûr) u12a3 - apposizione sing. (uzbad Khazaddûmu = signore di Moria) 1a2o3 - sost. sing. dopo agg. qualif di forma 1a2i3 (Gabilgathol) i12a3 - // // // // // di forma 1a2a3 (Barazinbar) 1u2u3 - applicato ad un radicale nominale, forma il verbo la cui azione produce l’oggetto del radicale: G-N-D “caverna” à Gunud = scavare caverne; Z-R-K à *Zuruk = “fare la punta”?? Radicali d’Azione a1a2â3 - sost. che designa l’agente che compie l’azione (Z-Gh-L “combattere?”à Azaghâl “combattente, guerriero?”; “scultore” è *afalâk?) 1a2a3 - genera il sostantivo dell’azione: Z-H-R “scavare?” à zahar “scavo?” 1e2a3 - indica l’oggetto che si usa per compiere l’azione: F-L-K “scolpire” à felak “scalpello” 1e2e3 - la forma base del verbo: felek “scolpire” Radicali di Caratterizzazione 1a2i3 - aggettivo qualificativo singolare prima di nome (gamil e gabil) 1i2i3 - aggettivo qualificativo plurale (sigin-tarâg) 1a2a3 - aggettivo designante un colore? (si trovano prima di un sostantivo): baraz =rosso; narag = nero 1a23ûn - sostantivo il cui significante è caratterizzato dal significato del radicale (Nargûn letteralmente sarebbe “neraggine”) 1u2u3 - aggettivo qualificativo prima di sostantivo Altri elementi grammaticali PREPOSIZIONI: abbiamo solo u e ai, che significano rispettivamente “di” e “su, sopra”. TERMINI “INDIPENDENTI”: da Azanulbizar Helge Fauskanger isola ûl, che significherebbe “rivi, piccoli fiumi”; Kloczko suggerisce che derivi dalla contrazione del radicale *W-L. Ho poi notato che tre parole che significano “fiume” (nâd, nâla e forse ân) contengono tutti la consonante n e la vocale lunga â. A dire il vero io considero “indipendenti” ûl e ân perchè hanno meno di due consonanti è quindi non sono formati da radicali, e fanno parole a sé. Kloczko ritiene però che -ân sia un suffisso nominalizzatore (gabil = grande; Gabilân = il grande, il possente [in riferimento al fiume] ). MARCATORI GRAMMATICALI: Secondo me le vocali lunghe nella sillaba finale indicano il plurale, e inoltre la â indicherebbe plurale normale mentre û plurale genitivale. Emblematico di questa mia idea è dûm (= saloni di) che a mio parere è il genitivale di *dâm (saloni). A questo punto ci si potrebbe chiedere: ma allora qual è il singolare di *dâm? Semplice: non esiste! dûm è un plurale collettivo in sé, non ha quindi il singolare. VOCALI LUNGHE CHE SI ACCORCIANO: sembra che quando un sostantivo che ha una vocale lunga viene incorporato in un nome composto accostandolo ad un altro sostantivo, la vocale in questione si accorci; i due esempi di ciò sono Khazâd (Nani) -> Khazad-dûm (I Saloni dei Nani) e Azanûl (Ruscelli Tenebrosi) -> Azanulbizar (Valle dei ruscelli tenebrosi). La â di zâram rimane infatti lunga perché in Narag-zâram è insieme ad un aggettivo.”
Bronze matinal! #Nanico #Gato #Cat #pet
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