Nessuno sa dove sia il confine tra comportamento intelligente e comportamento non-intelligente; di fatto, forse, non ha senso pensare che esista un confine netto. Ma sono certamente caratteristiche essenziali dell'intelligenza:
Reagire in modo molto flessibile alle varie situazioni;
Trarre vantaggio da circostanze fortuite;
Ricavare un senso da messaggi ambigui e contraddittori;
Riconoscere l'importanza relativa dei diversi elementi di una situazione;
Trovare somiglianze tra situazioni diverse nonostante le differenze che possono dividerle;
Notare distinzioni tra situazioni diverse nonostante le somiglianze che possono unirle;
Sintetizzare nuovi concetti prendendo concetti vecchi e collegandoli in modi nuovi;
Produrre idee nuove;
Gödel, Escher, Bach: un'Eterna Ghirlanda Brillante - Douglas R. Hofstadter
Linea guida per la salvaguardia di cuori (alla ricerca di amore)
Questo è un post abbastanza insolito, che stona un po’ dalla cornice del mio blog, ma che mi sentivo di pubblicare, dopo aver passato un anno abbastanza traumatizzante che mi ha fatta maturare, in cui, oltretutto, varie storielle andate a male mi hanno indotto spesso a pensare cosa io avessi di sbagliato o perchè finisse tutto prima ancora di cominciare... insomma, a mettere in dubbio la mia adeguatezza nel contesto affettivo.
Si chiama “Linea guida per la salvaguardia di cuori”, perchè vuole essere una sorta di promemoria sulle precauzioni che devo (e che forse ognuno dovrebbe) prendere per evitare di inciampare nell’ennesima storia che ci farà passare notti insonni, con lo stomaco rosicchiato dai dubbi, e per cercare di ridurre al minimo le solite seghe mentali, inevitabili quando ci convinciamo di aver trovato la persona giusta (che poi, guardacaso, si tratta sempre di quella “bella e impossibile”).
Detto ciò, spero che questo post possa esservi utile o magari offrire spunti di riflessione a chiunque la pensi in modo differente da me... disponibilissima a discuterne!
Grazie, e vi auguro buona lettura!
▸ “Conosci te stesso”
Come ci insegnava Socrate un paio di millenni fa, il primo passo per vivere appieno la propria vita, e quindi anche quella amoros, è la conoscenza di se stessi**: In pratica... **io sono il protagonista della mia vita: una vita di alti e bassi, di periodi in cui non avrei voluto accanto neanche me stesso, e periodi in cui mi sono sentito vuoto al solo pensiero di non avere una mano da stringere. I pensieri che hanno attraversato la mia testa sono stati tanti, le persone che mi hanno attraversato il cuore molte meno. La mia storia è unica ed è mio diritto decidere di non accettare che un’altra persona entri a farne parte.
E questo lo sappiamo tutti. Ciò che spesso dimentichiamo è che ognuno è protagonista della propria vita. Quindi? Quindi anche l’altro ha una sua storia, una serie di valori o morali che sceglie di seguire o meno, una famiglia da cui proviene, ed ha soprattutto la possibilità di decidere quando è pronto per far entrare una persona nella propria vita.
Ed è qui che entra in gioco il secondo passo:
▸ Comprendere che l’altro, in effetti, è un altro
Si sa, l’essere umano è egoista, o per lo meno egocentrico. Vorrebbe avere tutto, e non ama la sconfitta. E’ per questo motivo che dimentica che la coppia è tale perchè composta da due persone, due uguali che hanno lo stesso diritto di retrocedere o avvicinarsi. Ed malsopporta l’idea di essere abbandonato a se stesso, senza la persona che ritiene giusta per lui, nonostante abbia in se’ tutto l’amore del mondo per l’altro. E’ così che inizia a mettersi in discussione, chiedersi cosa stia sbagliando... cade vittima delle sue emozioni, tra autocommiserazione, seghe mentali e mancanze supposte.
Ma adesso basta! La colpa non è tua. Ti sembrerà troppo rassicurante da credere, ma in effetti è proprio così. Per funzionare, un rapporto deve essere stabilito da entrambi i lati, ma se l’altro non si sente pronto, o non si sente a proprio agio con te o con se stesso, o magari non ha idee chiare su cosa stia cercando ed è spaventato, o qualsiasi altra fonte di indecisione o rifiuto... ricorda che la colpa non è tua! Davvero.
I rapporti si costruiscono in due. Tanto per fantasticare: potrei essere anche una supermodella di Victoria’s Secret, con tanto di laurea in economia ed un cuore d’oro, ma se incontrassi un uomo che ha subito un trauma infantile e non riesce più a fidarsi delle donne, probabilmente non funzionerebbe tra di noi.
E non sarebbe colpa delle mancanze di ognuno, perchè siamo in due, due umani distinti, che forse non sono fatti proprio per entrare in sintonia.
L’uomo non può avere tutto per semplice capriccio, perchè nella coppia ciò che conta è la voglia reciproca di costruire... di qua il terzo punto.
▸ Ci completiamo a vicenda?
Si parla di avere un punto di riferimento in comune. Che sia un modo di vedere il mondo - quello cambia tutto il resto - o il modo di concepire le relazioni affettive... qualcosa deve esserci. E, soprattutto, ciò che deve esserci è la concomitanza di intenzioni. Perchè dai, quale ragazza vorrebbe stare con uno che la usa per riempire i suoi vuoti affettivi, e quale ragazzo vorrebbe accanto una persona che lo usa per avere qualcosa da raccontare alle amiche, o una bella foto da postare su instagram con l’hashtah #couplegoals?
Praticamente... Lui/lei, sta cercando ciò che cerco io? Il nostro modo di vedere le cose è abbastanza simile da permettere di evitare litigate 24/7?
▸ La fiducia conta...
Ti è mai capitato di sentirti stressata/o al pensiero che il tuo partner uscisse con gli amici, oppure spaventata/o dall’idea di indossare vestiti che ti valorizzassero per paura della reazione dell’altro? Hai dovuto rinunciare a qualcosa che ti rende felice solo per sfuggire ai ricatti del partner e rimanere nelle sue grazie? Ansia. Tutto ciò che una sana relazione non dovrebbe comportare. Stare con una persona dovrebbe essere un’esperienza che ci arricchisce e fortifica la nostra autostima, che ci spinga a migliorare ogni giorno... altrimenti meglio soli, che in ansia, no?
- Que el amor valga la alegria, no la pena! -
Per me, i rapporti si basano sulla fiducia in ciò di cui l’altro ci rende partecipi, è uno scambio equo di emozioni sincere... e l’unico modo per viverle con serenità, è fidarsi che sia tutto vero! :’)
Se sei arrivata/o fino in fondo, Grazie! Fammi sapere cosa ne pensi...
Polemos
06 Ottobre 2024
di Antonio Cipriani https://www.remocontro.it/2024/10/06/contro-il-sistema-che-genera-obbedienza/
Ci servono nuove idee. Che sovvertano le vecchie, infeltrite dal tempo, rese infelici dai troppi adeguamenti alla realtà, dalla troppa accettazione dell’ingiustizia come dato di fatto, della politica del niente da poter fare, della cultura dell’intrattenimento senza…
Ho la febbre e quando ho la febbre è come se fossi in costante trip mentale, da cui si originano idee diametralmente folli. Detto questo, cominciamo.
Leggevo del cosiddetto reddito universale e di come questo sia stato provato in alcune aree del mondo. Ad esempio in Cataloña, Spagna. Lì hanno sperimentato quest'idea, regalando 800 euro mensili a ben 5000 cittadini.
Secondo me, però, questa non è la soluzione.
Lo stipendio di questo ipotetico reddito universale è fin troppo. O meglio, dipende. Se devi affittare una casa a Milano non bastano neanche per quello, se però vivi dai tuoi genitori allora sono fin troppi! Ci compri chili di droga!
Sarebbe più giusto, secondo me, non tanto un "reddito" universale ma un "livello di vita minimo" universale.
Mi spiego meglio, la mia idea è quella di rendere gli allocatori dei lavoratori statali, pagati dallo stato, e le stanze, di conseguenza, un diritto di ogni cittadino. Poi naturalmente, come succede anche oggi con la sanità (che si distingue in pubblica e privata) ci sarebbero anche degli allocatori che affittano appartamenti "di lusso" e quelli sarebbero privati.
In secondo luogo, lo stato dovrebbe mettere a disposizione un minimo sindacale di buoni pasto per tutti i cittadini.
In questo modo, tutti i bisogni primari sarebbero soddisfatti: un tetto sulla testa e fabbisogno nutritivo.
I poveri avrebbero uno stile di vita minimo, ma avrebbero comunque i mezzi per rimettersi in carreggiata. Inoltre, a contatto con chi ha più di lui, si renderebbe conto ancor di più del proprio livello e in automatico avrebbe voglia di migliorarlo! Se non tanto per una soddisfazione personale, quantomeno per avere più oggetti materiali.
Il solo vitto e alloggio universale non garantirebbe servizi o oggetti secondari come avere internet, uno smartphone, una tv ecc. Anche l'elettricità o il gas sarebbero un lusso, non inclusso in questo affitto di base. Propongo uno stile di vita davvero minimo, ma che permetta comunque di vivere e non rischiare di morire di stenti.
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Visto che le cronache di carnevale stanno per finire, perchè va bene divertirsi, ma le belle avventure hanno sempre una fine. Ho deciso dietro consiglio della mia migliore amica (Kikka, è tutta colpa tua) di iniziare una nuova serie di cronache.
Il nome di questa nuova serie? Semplice, le cronache balcaniche. Probabilmente cambierà prossimamente, vedo se mi appare in sogno Dora Maar a suggerirmi un titolo più entusiasmante.
Racconterò della mia famiglia, o almeno una parte della mia famiglia. Perchè vi giuro che è peggio delle soap opera messicane, penso che non sia un caso che mia nonna le ama così tanto.
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VITTORIA (RG) – Purtroppo abbiamo scoperto l’ennesima propaganda di questa Amministrazione Comunale targata Moscato . Sempre la solita bufala , sempre le solite bugie , la classica presa in giro nei confronti dei Cittadini . Ricordate l’annunciata riduzione della TARI (Tassa sui Rifiuti) ? Purtroppo abbiamo scoperto che si tratta di una bufala e diremo il…
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