Roveja con Barba di frate e pane di segale

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Roveja con Barba di frate e pane di segale
Regrowing Roveja Wild Peas from the Italian Market
This caught my eye at an Italian supermarket. A strange little legume that reminded me of river pebbles. Some believe this wild pea is the ancestor to the common pea, and its cultivation nearly died out because it’s apparently difficult to harvest in the mountainous region of Umbria. When I grew the seed this year, it look quite unremarkably like…a pea plant. Each pod contains a a suite of peas with an interesting color ranging from a deep red to a speckled tan to a slate gray. I haven’t found an ideal recipe yet, but the dried little peas are just so adorable.
Novembre, tempo di zuppe...
La Roveja è un pisello selvatico un tempo largamente diffuso sui Monti Sibillini, oggi quasi del tutto scomparso. Ha un sapore dolce molto simile alla fava.Un tempo era un legume largamente usato durante le due guerre mondiali, quando la popolazione locale aveva ben poco altro a disposizione. Alla fine dei conflitti è progressivamente scomparsa dalle tavole e dalle colture;oggi sono davvero pochi gli appezzamenti in cui si coltiva la Roveja, reintrodotta da agricoltori che vogliono diversificare le produzioni e riscoprire, conservare e valorizzare la cucina tradizionale. Novembre è tempo di zuppe, e noi vi proponiamo questa ricetta...
ZUPPA DI FARRO E ROVEJA La Ricetta di Juls' Kitchen INGREDIENTI 300 g di roveja 1 carota 1 gambo di sedano ½ cipolla rossa olio extravergine di oliva 1 foglia di alloro 1 rametto di timo 2 cucchiai di passata di pomodoro 200 g di farro grande alpino sale
Per servire: qualche fetta di pane casereccio sale pepe nero macinato sul momento La sera prima mettete la Roveja in ammollo in abbondante acqua fredda. Il giorno dopo, con largo anticipo rispetto all’ora di pranzo o cena, fate un battuto fine con cipolla rossa, carota e sedano. Versate qualche cucchiaio di olio sul fondo di una pentola capiente dal fondo spesso o in ghisa, poi aggiungete il battuto e fatelo cuocere a fuoco basso per qualche minuto, finché non si ammorbidisce. Aggiungete la Roveja scolata, il rametto di timo e la foglia di alloro, due cucchiai di passata di pomodoro e un pizzico di sale. Mescolate con un cucchiaio di legno e lasciate insaporire per qualche minuto, poi aggiungete il farro decorticato sciacquato sotto l’acqua corrente e coprite con acqua calda, circa 600 ml. Lasciate cuocere coperta a fuoco basso per circa un’ora, controllando spesso che non diventi troppo asciutta (in caso aggiungi un po’ d’acqua calda). Un’ora di cottura è sufficiente per cuocere completamente il farro e lasciale la Roveja piuttosto al dente e consistente. Se la preferite più cotta aggiungete il farro a metà cottura e lasciate cuocere la Roveja per un’ora e mezzo. Quando la Roveja è quasi pronta, affettate del pane casereccio e fatelo a cubettini, poi saltatelo in padella con un filo d’olio, un rametto di timo, sale e pepe nero macinato sul momento, finché non diventa ben dorato e croccante. Servite la zuppa di farro e Roveja con una manciata abbondante di crostini di pane saporiti e finite con un generoso giro d’olio extra vergine sul piatto.