“Perché fiorire si può e si deve, anche in mezzo al deserto, perché se le cose fragili come un fiore di ginestra lo sanno fare, anche noi siamo chiamati a fare altrettanto.”
— Giacomo Leopardi
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“Perché fiorire si può e si deve, anche in mezzo al deserto, perché se le cose fragili come un fiore di ginestra lo sanno fare, anche noi siamo chiamati a fare altrettanto.”
— Giacomo Leopardi
Cerco sempre di fare ciò che non sono capace di fare, per imparare come farlo.
-Pablo Picasso
Tenta!
Pentesilea
🤔
Meglio Sapere o Saper Fare?
Meglio conoscere a fondo qualcosa o soltanto saperla applicare?
Meglio sapere cosa c'è dietro un processo o ignorarlo facendolo e basta?
Fatemi sapere il vostro pensiero, scrivetemi sul Blog.
“Cambiare è il modo più sano per sopravvivere.”
— Karl Lagerfeld
“È che gli inizi sono tutti belli.
Il vero incanto sta nel saper continuare.”
— Ginevra Cardinal
“Conosco la differenza tra le persone che sanno aprire il loro cuore, e quelle che non sanno farlo. Tu sai aprirlo. Ma solo quando dici tu.”
— Haruki Murakami
Saper Essere
Una volta credevo che bastava guardarsi indietro per capire dove ero arrivata. Invece oggi ho capito che quello che è stato, è stato e che non posso più farci niente, è stato. E allora non mi giro, vado avanti e anzi, guardo avanti. Bisogna fare con quello che si ha. Bisogna fare con le risorse e le competenze che si hanno. E’ questo l’ ingrediente. L’ ingrediente fondamentale per diventare chi…
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Questa mattina, come sempre, prima dell’alba mi si sono aperti gli occhi. Natalia per fortuna dormiva ancora. Mi sono alzato cercando di non fare rumore per non disturbarla. Nonostante tutto sono riuscito lo stesso ad inciampare in uno dei giochi di Pierrot, per fortuna il suo sonno era profondo, così pure il suo respiro. Meno male.
Appena ho messo piede in salotto Pierrot, il vero e unico padrone del divano e delle poltrone di casa, ha aperto gli occhi. Con uno sguardo adirato sembrava mi dicesse: “Ma in questa casa non si riesce a stare un po’ tranquilli?”. Ho disturbato il tuo sonno micione. Al ché si è alzato, si è stiracchiato e si è diretto verso la nostra camera da letto con passo lento e cadenzato come a dire “Ciao, eh! Ti lascio la poltrona, vado al tuo posto così vigilo io sul sonno di Natalia”.
Mancava poco al sorgere del sole. Titubante mi sono fatto coraggio ed ho fatto i quindici gradini che portano al piano di sopra, nella stanza di Misha. Il suo letto intatto, tutto in ordine compresa la scrivania. Un’atmosfera irreale e surreale. Ho aperto il suo armadio. I suoi vestiti tutti in bell’ordine. Da un lato le camicie, dall’altro i pantaloni, le giacche e le felpe. Sul ripiano le magliette, le T-shirt che amava tanto.
Oh, mio Dio!, mi sono detto, anche in questo ordine questo figlio era speciale. Niente fuori posto. Nella libreria le coppe e le medaglie di quando giocava a calcio. I libri, la collezione di lattine, quella di fumetti. Ogni oggetto un ricordo che lui teneva con cura.
Sulla scrivania c’è il suo super PC auto-costruito con tanta passione, metodo e progetto. Per ogni pezzo e componente aveva studiato per settimane. Aveva redatto il suo budget e poi si era messo alla ricerca di chi forniva ogni singolo pezzo con il miglior rapporto qualità-prezzo. Un giorno cominciarono ad arrivare in casa corrieri che consegnavano scatole di ogni forma e misura: il case, la scheda madre, gli hard disk, mouse e tastiera, cuffie…
“Sai papà ho fatto due conti, per avere una macchina molto “performante” (sì mi disse proprio così) devo trovare i componenti migliori però spendendo meno di 1000 euro riesco a realizzare un computer per i giochi che ne vale più del doppio. Se riesco a farne anche soltanto uno al mese pensa che bel guadagno che posso fare.” Io gli dissi: “Ok, vai avanti, bravo! Progetta e realizza è così che si fa”. Una cosa però non gliela dissi. Le cose oltre a farle bisogna poi trovare anche il modo per venderle e quello è tutto un altro mestiere. Intanto però dimostrava di aver acquisito quel magico spirito che qui in Brianza è di casa: la voglia di fare e il saper fare. E pensai, il ragazzo si farà, come cantava Francesco De Gregori, raccontando di Nino e del famoso calcio di rigore.
Dal lucernario comincia ad entrare una luce più intensa. La stanza non è più buia. Apro la porta finestra che da sul terrazzo. Esco a guardare il sole che si alza all’orizzonte. Il cielo è quello tipico con le nuvole a pecorelle. La luce è intensa, ma il sole stenta a bucare le nuvole. In quel preciso istante mi sono venute nella mente le parole di una vecchia canzone di Domenico Modugno che qualche anno fa grazie a Giuliano Sangiorgi e i Negramaro è tornata per essere conosciuta anche dai più giovani: Meraviglioso.
Per un attimo ho rivisto Misha che guardava il mare di Corfù, soltanto pochi giorni fa. “L’acqua è un po’ fredda, ma mi butto subito”. Fatto il bagno è ritornato a riva e, come per istinto, ha preso il mano il crocefisso e il tau di legno che aveva sempre al collo. Chissà cosa stava pensando in quel momento. Quel mare gli era piaciuto tanto, tantissimo. “Papà vero che l’anno prossimo ci torniamo in vacanza qui?”
Mentre queste immagini si formavano nel mio cervello, un raggio di sole è riuscito ad uscire dalle nuvole e ha colpito le mie pupille inumidite dalle lacrime.
Corfù, 31 Agosto 2017
Sì Misha, figlio mio, ci torneremo alla tua spiaggia, puoi starne certo e godremo di quella meraviglia pensando a te e a tutti i momenti felici e lieti che ci hai regalato.
Anche stamattina mi hai regalato una bella emozione e ci hai ricordato che la vita è bella. Grazie!
Meraviglioso! Questa mattina, come sempre, prima dell'alba mi si sono aperti gli occhi. Natalia per fortuna dormiva ancora.