Gli schiaffi…
Episodio 1
Avevo 20 e passa anni. Una serata d’autunno. Stavo rientrando a piedi a casa con mia mamma dopo aver fatto la spesa. Una macchina veniva contro di noi con una velocità non consentita su quella strada dove camminava la gente. La busta della spesa che ho alzato per aria ha sbattuto contro il parabrezza anteriore. La macchina si è fermata e un ragazzo della mia età ha cominciato a strattonarmi minacciandomi con tanto di coltello con la lama lunga 30cm…
Lo schiaffo ho ricevuto il giorno dopo dal agente di polizia che ha fatto il verbale del incidente… il tipo non era perseguibile dalla legge perché non esisteva la minaccia di morte visto che il tipo mi ha urlato più volte “Puttana!” ma non “Puttana ti ammazzo!” Il fatto che ci fosse un coltello contava poco. Il poliziotto comunque mi ha “rassicurata”: „Stai tranquilla, non ti ammazza…” Settimane seguenti avevo paura di uscire da casa per portare il mio cane fuori… parliamo di un incrocio tra pastore tedesco e pastore caucaz, insomma un cane grosso e pericoloso…
Episodio 2
Per qualche anno ho avuto una storia con un ragazzo sardo. A quei tempi non si parlava dei stalker, dei ragazzi violenti… All’inizio abbiamo avuto una relazione a distanza. Mi faceva le scenate di gelosia al telefono quando volevo uscire con le mie amiche. Finivo a piangere e sentirmi in colpa. Dopo essermi laureata, ho trovato un lavoro in Italia, in una agenzia di viaggi ma al nero e senza un permesso di soggiorno che a quei tempi era obbligatorio anche per i polacchi. Ho lasciato la mia famiglia, i miei amici ed un lavoro per starli vicino. Lui? Eterno studente per la colpa sempre degli altri. Sempre nervoso per gli esami che non riusciva a superare. Non pagava l’affitto anche se abitava con me e se lo poteva permettere. Lo lasciai due volte. Dopo la seconda mi chiese di incontrarsi da “amici”… Roma, stazione Termini, binario vuoto, una calda serata di giugno. È scoppiata una lite e mi è arrivato uno schiaffo in faccia. Chiamai al telefono sua madre che mi rispose: “Lo devi perdonare, perché probabilmente l’hai fatto arrabbiare…” Fu un’altro schiaffo da una donna/madre! Mi ha perseguitato per fortuna solo al telefono per un paio di mesi finché non mi sono rivolta ad un legale per allontanarlo.
Episodio 3
Mia figlia all’epoca 16enne assieme alle sue due amichette è stata aggredita da un uomo su 25-30 anni che le ha toccato l’interno delle cosce in pieno giorno, nella area giochi di McDonalds nella nostra città italiana. Nonostante ciò ha mantenuto il sangue freddo cercando di proteggere le amiche. Durante sottoscrizione di verbale davanti al maresciallo ha dato così tanti dettagli utili per identificare molestatore. Giorno seguente siamo state chiamate per fare il riconoscimento. Da questa “velocità” ho capito che ormai era uno schedato… La sua foto l’ho riconosciuto subito tra le otto presenti grazie ai dettagli forniti da mia figlia, ma era lei che doveva indicarla. In effetti ha indicato la stessa foto che avevo in mente. Il maresciallo ha ringraziato. Alcuni giorni dopo, mi trovai faccia faccia con il delinquente che chiedeva elemosina al mercato settimanale. C’era presente anche mia figlia…
Ha cominciato ad insultarlo ad alta voce e mi chiese di chiamare i carabinieri. Le dissi che inutile visto che il tipo, nonostante fosse schedato, sta a piede libero… Feci comunque quella chiamata. Mi rispose un ragazzo giovane. Li dissi che il molestatore di mia figlia sta al mercato e devono venire a prenderlo. “Mi dispiace signora, non conosco la storia, non sono al corrente, il maresciallo non c’è, deve chiamare pomeriggio quando rientra…” Fu lo schiaffo! Mia figlia si mise a rincorrerlo urlandoli contro, volendo anche menarlo.
E urlando a me: “Ma che razza di madre sei che non mi proteggi e non lo meni???!!!”
- Perché se io lo dovessi fare IO sarei stata incriminata per la violenza, voi tre visto che non avete il padre, sareste affidati ai servizi sociali perché così che funziona questo paese! Svegliati figlia mia!
Ha pianto tutto il pomeriggio e qualche giorno dopo si è comprata una mazza da baseball…
Perciò non mi parlate della violenza sulle donne perché gli schiaffi più forti ho ricevuto da chi doveva proteggermi!

















