(Oggi una ragazza seduta di fronte a me, sul treno, ha attirato la mia attenzione:
non faceva altro che stringersi sempre più alla sciarpa che le avvolgeva il collo, mentre sul treno c'erano almeno 38gradi, i suoi occhi oscillavano velocemente tra il cellulare e il finestrino e le sue labbra nascondevano un sorriso sempre più accentuato che palesemente cercava di trattenere. Continuai a guardarla…
Ad un tratto il suo telefono si illumina: sblocca la tastiera, legge il messaggio, risponde in pochi secondi, rimane a fissare lo schermo finché non si oscura e mentre il suo sorriso diventa sempre più marcato, alza lo sguardo incrociando i miei occhi. A quel punto ho capito tutto perché ho rivisto in lei una me che, un tempo, ho conosciuto bene ma che adesso non c'è più. Ho capito che il suo non era freddo, ma il brivido che l'amore lascia sulla pelle e sul cuore di chi lo vive.)